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In casa con la madre morta

La figlia la vegliava da settimane

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Stava continuando a vivere la sua vita come sempre, giorno dopo giorno, assieme alla madre ottantatreenne. Ma l'anziana era morta, probabilmente da più di un mese. La macabra scoperta della salma di Franca Carissoni è stata fatta nel tardo pomeriggio di lunedì dai sanitari del 118 e dalle forze dell'ordine, intervenuti in uno stabile di via Gerola, a due passi dall'ospedale Santa Chiara a seguito di una doppia segnalazione: una da parte dei vicini, che già da giorni avevano iniziato ad avvertire un pesante lezzo, che si faceva sempre più insopportabile, all'interno della tromba delle scale del condominio. L'altra da parte del servizio di salute mentale dell'Azienda sanitaria, presso il quale la figlia era in cura.

È una storia di profondo disagio quella che arriva da uno dei quartieri residenziali più apprezzati del capoluogo. La solitudine di madre e figlia - la prima anziana, la seconda affetta da disagio psichico - con la tragedia consumatasi tra le mura del loro appartamento che non è venuta alla luce se non per gli effetti dell'inevitabile ed inarrestabile decorso delle cose terrene. A rendere, del resto, difficoltoso un più tempestivo intervento di vicini e operatori, pare sia stato anche il comportamento della figlia che - consapevolmente o inconsapevolmente, non lo si può stabilire - non aveva mai parlato del dramma domestico.

L'ipotesi che al momento è ritenuta la più solida è che la donna possa essere caduta a terra - forse a causa di un improvviso malore, forse dopo aver perso l'equilibrio - sbattendo il capo e perdendo i sensi fino a perdere la vita, sempre che il decesso non possa essere ascrivibile ad un malore che abbia stroncato l'ottantatreenne facendola poi finire a terra.

Resta, comunque, tutta la tristezza e l'inquietudine che episodi come questi non possono che suscitare, a maggior ragione in un contesto caratterizzato da un quartiere vivo come quello della Bolghera.

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