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La Pat manda il conto al Bruno

«Abbattuto» l'orso: il video

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L'ultimo atto dell'abbattimento dell'ex Centro sociale Bruno

Fonte:

Giuseppe Fin

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La demolizione dell'ex centro sociale Bruno in via Dogana

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Andrea Parisi

Tempo di lettura: 
3 minuti 36 secondi

L'ex Dogana, la struttura che dal 2007 al 2013 ha ospitato il Centro Sociale Bruno, è stata completamente demolita. L'edificio non esiste più ma la Provincia Autonoma di Trento sembra non essere ancora soddisfatta. Si è infatti venuti a conoscenza di una lettera inviata tramite raccomanda dal Servizio Gestioni Patrimoniali e Logistica sei mesi fa, nel luglio del 2014, ad alcuni rappresentanti passati del Centro Sociale Bruno: Donatello Baldo, Federico Zappini, Fabiano Malesardi, Stefano Bleggi, Maria Vittoria Cicinelli, Milo Tamanini e per conoscenza all'Avvocatura della Provincia. Una lettera attraverso la quale, conseguentemente all'occupazione avvenuta a partire dal 15 ottobre 2007 fino alla data dell'8 agosto 2013, la Provincia di Trento ha chiesto al Centro Sociale Bruno il pagamento, in solido, di un indennizzo quantificato, secondo gli aggiornamenti Istat, a ben quasi 467 mila euro, una somma stratosferica la cui richiesta rimane ancora oggi.

Centro Bruno: la caduta dell'orso

La Provincia ha deciso solo ad un anno dalla fine dell'occupazione del Bruno di presentare il conto, proprio nei mesi, magari per puro caso, in cui si facevano sentire le polemiche sul futuro di quell'edificio e solamente nel momento in cui si capiva che la permuta di quell'area con la Cooperazione difficilmente si sarebbe portata a termine. Nella lettera, a firma del dirigente Gianfranco Brigadoi, è stata citata come motivazione dei 467 mila euro da pagare «l'abusiva occupazione dell'immobile». Non certo una novità visto che già il 30 aprile del 2010 era stata depositata la sentenza 310/09, nella quale era stata riconosciuta l'occupazione arbitraria dell'edificio «Ex Dogana» da parte del Centro Sociale Bruno. La questione non si ferma, però, solo a questo. Accanto infatti all'importo già citato, la Provincia chiede ulteriore 645 euro per l'utenza dell'acqua per il periodo dell'occupazione. La somma totale che il Centro Sociale Bruno si è visto notificare è esattamente di 467 mila 594,86 euro e il pagamento sarebbe dovuto avvenire non oltre i 30 giorni, pena l'addebito di interessi in mora.

Trento: abbattimento dell'ex sede del Centro Sociale Bruno

Il Servizio gestione patrimoni e logistica ha offerto addirittura anche alcune spiegazioni sui metodi di pagamento che possono essere utilizzati. Le modalità possono essere tramite bonifico bancario oppure postale ma al termine della lettera viene anche ricordato che «qualora ricorrano motivate circostanze, la Provincia Autonoma di Trento può concedere la rateizzazione del debito fino ad un massimo di 72 rate mensili». La struttura occupata dal Centro Sociale Bruno fino al 2013, lasciata abbandonata poi diventata luogo di degrado e rifugio per disperati, da cui deriva l'indennizzo richiesto dalla Provincia, sarà come già detto spazzata via completamente nella giornata di oggi. Fino a giovedì scorso i lavori di abbattimento sono andati avanti senza sosta. Venerdì, invece, la ditta demolitrice si è occupata di rimuovere parte dei detriti presenti e ad effettuare la cernita del materiale da portare poi in discarica. Quest'oggi, invece, i lavori dovrebbero riguardare l'ultima parte dell'edificio, costruito attorno al 1890, quelle mura della facciata anteriore che ospitano il murale realizzato dagli artisti Omar Garcia e Galindo Jordi che la Fondazione Museo Storico del Trentino si starebbe adoperando per salvarne almeno un pezzo visto l'importanza per la storia cittadina.

«Mi rendo conto che la cifra è notevole, ma non dimentichiamoci che deriva da una sentenza del tribunale che ha sancito l’abusiva presenza del Centro sociale all’interno della struttura di via Dogana». L’assessore ai lavori pubblici e al patrimonio della Provincia Mauro Gilmozzi difende la procedura messa in piedi nei mesi scorsi dagli uffici Logistica e Gestioni patrimoniali che hanno chiesto ai rappresentanti (attuali e passati) del Csa Bruno il pagamento, in solido, di un indennizzo quantificato, secondo le tabelle aggiornate Istat, di ben 467 mila euro.
Chiamati a versare il corrispettivo di multa e «affitto» non pagato sono Donatello Baldo, Federico Zappini, Fabiano Malesardi, Stefano Bleggi, Maria Vittoria Cicinelli e Milo Tamanini.
«Non so dire come si evolverà la vicenda - prosegue l’assessore - perché anche per me la notizia è freschissima.Immagino, comunque, che nascerà un contenzioso tra le parti».
Mentre Gilmozzi esclude qualsiasi soluzione «politica» alla vicenda «perché si tratta di soldi pubblici» sui quali non può esserci alcuna mediazione, dall’altra parte il capogruppo della Lega nord Maurizio Fugatti contrattacca: «Pur notando con soddisfazione che rispetto al passato è cambiato il modo di trattare con queste persone, temo che si sia soltanto un’operazione di facciata e che l’ente pubblico non entrerà mai in possesso di questi soldi»