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Fratelli Poletti, respinto il ricorso

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1 minuto 43 secondi

La «bomba» che avrebbe potuto far saltare il processo che vede imputati
Arrigo e Ugo Poletti per il crac Aeroterminal Venezia è stata
disinnescata. Ieri mattina dopo mezzogiorno la Corte d'Appello, chiamata
a valutare se ci fossero o meno le condizioni per accogliere la
ricusazione del giudice Enrico Borrelli, ha rigettato l'istanza. Secondo
i giudici il ricorso sarebbe tardivo e infondato. In particolare
sarebbe tardiva in quanto l'atto sott'«accusa» era conosciuto dagli
indagati ai quali era stato personalmente notificato. La Corte ha poi
giudicato infondato il ricorso spiegando che nel procedimento civile
Borrelli si era limitato a toccare gli aspetti necessari per confermare
il sequestro senza entrare nel merito della vicenda. La questione era
stata sollevata dai difensori dei fratelli Poletti, i quali, nel corso
dell'ultima udienza, avevano presentato istanza per ricusare uno dei tre
giudici del collegio, il giudice Enrico Borrelli, appunto. Il problema,
a loro dire, era che non poteva dirsi garantita l'imparzialità di
giudizio in quanto Borrelli,giudice a latere nel collegio composto dal
presidente Guglielmo Avolio e dalla collega Marianna Busato, prima di
questo processo si era già occupato del caso Atv in un procedimento
civile. In particolare aveva confermato il sequestro conservativo da 50
milioni di euro a carico degli ex amministratori della società. La
difesa dei fratelli Poletti sostenevano che il giudice Borrelli, a
differenza di quanto sostenuto dalla Corte d'appello, era entrato nel
merito della vicenda rilevando la sussistenza di attività distrattive,
cioè condotte che ora sono oggetto del processo penale. Il rischio che
il processo dovesse ripartire da zero richiamando tutti i testimoni che
avevano già deposto è stato scongiurato e, salvo ulteriori colpi di
scena, probabilmente già nell'udienza di mercoledì si potrebbe arrivare a
sentenza. L'avvocato Fogliata, nel presentare il ricorso, aveva
spiegato che il collega Doria solo lunedì scorso aveva ottenuto copia
del procedimento civile dove aveva scoperto l'atto firmato nel gennaio
scorso dal giudice Borrelli. Secondo i difensori di Poletti, in quel
provvedimento il magistrato aveva espresso pesanti valutazioni di merito
parlando espressamente di «condotte distrattive», di «illegalità
risultata manifesta», di «contraffazioni e alterazioni della
contabilità».

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