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Il gran gelo dei consumi

allarme dei commercianti

anche in Trentino tutto fermo

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Crescita economica dello zero virgola anche in Trentino. A prevederlo, per il 2019, sono l’Irvapp dell’Fbk e la giunta provinciale nel proprio Documento di programmazione economica. A fare da tappo alla crescita, secondo le stime degli analisti, sarà anche la debolezza della domanda interna. E sui consumi, che nel 2019 si prevedono in crescita di meno dell’1%, da dati da stagnazione, arriva ora la doccia fredda della crisi politica che crea incertezza e intacca il clima di fiducia delle famiglie.

Sul versante della domanda interna, gli scenari sono due secondo gli analisti e delineano un moderato incremento dei consumi delle famiglie (tra 0,8% e 0,5% nel 2019), sostenuto in parte dalle aspettative di crescita dei consumi dei turisti. «D’altro canto però si registra una debolezza dei consumi dei residenti che potrebbe risentire ancora del clima di incertezza delle famiglie, testimoniato dagli indicatori di risparmio. Nessuna spinta positiva per i consumi è inoltre presumibile dalle dinamiche del mercato del lavoro che appare sostanzialmente in stagnazione» sottolineano dall’Fbk.

«I primi sei mesi sono stati negativi per le aziende - spiega Massimiliano Peterlana, vicepresidente di Confesercenti del Trentino. Luglio e agosto sono andati bene grazie all’apporto del turismo, ma con questi chiari di luna politici e con il fatto che le promesse di riduzione delle tasse non sono state mantenute, per settembre ci attendiamo una gelata sui consumi».

Gli ultimi dati sul dettaglio alimentare e non alimentare, al netto della vendita delle auto, nell’analisi della Camera di commercio di Trento indicano un andamento piatto nei primi tre mesi del 2019. E le premesse per il secondo trimestre, spiegano dalla Confesercenti, non sono positive.
La questione non riguarda l’andamento della ricchezza complessiva nelle mani, o meglio, nelle tasche dei trentini. Il reddito netto pro capite a disposizione di ciascun trentino è salito negli ultimi anni e il fatto che la situazione economica è migliorata lo si nota dall’aumento dei depositi, come segnala la Banca d’Italia, e dalla prospettiva che, anche nel 2019, ci sia un aumento del reddito lordo pro capite.

«Il nodo - afferma Peterlana - è quello della fiducia. Se c’è una incertezza politica, abbiamo notato che c’è sempre una insicurezza che coglie le famiglie e a risentirne sono i consumi. I primi sei mesi dal nostro osservatorio sono stati negativi. Il turismo ha salvato in parte luglio e agosto, ora vedremo cosa accadrà da settembre a fine anno. In questa fase siamo molto pessimisti e in arrivo ci sono una serie di balzelli e problemi che faranno sì che molte aziende faranno fatica a resistere».

«La crisi di governo e l’ombra della recessione spaventano famiglie e attività economiche. Il dato di agosto sulla fiducia restituisce un quadro di crescente preoccupazione per il futuro e diffuso pessimismo. In particolare tra le imprese, che nel 2019 hanno registrato, in media, i livelli di fiducia più bassi degli ultimi tre anni» ribadisce anche Confesercenti nazionale, commentando i dati Istat relativi alla fiducia di imprese e famiglie e sottolineando che «l’ondata di incertezza coinvolge anche i consumatori e se non sarà risolta rischia di avere seri contraccolpi sulla domanda interna, sugli investimenti e sulle assunzioni».

La maggior parte degli indicatori di fiducia di agosto segna un arretramento, sottolinea Confesercenti, e «a pesare, in primo luogo, sono le anticipazioni negative sulla crescita dell’economia italiana, rese ancora più preoccupanti dall’instabilità politica e dalle incertezze sulla futura legge di bilancio, su cui pende la spada di Damocle degli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia».

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