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L'allarme dei sindacati:

in Trentino in cinque mesi

persi 1.500 posti di lavoro

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«Il rallentamento dell’economia mostra i suoi effetti anche in Trentino: 1.500 posti di lavoro in meno nei primi cinque mesi dell’anno sono un dato che preoccupa e che impone l’immediata reazione ad un problema che rischia di avere gravi ripercussioni anche in Trentino». C’è preoccupazione nei sindacati per gli ultimi dati sul mercato del lavoro elaborati dell’osservatorio di Agenzia del lavoro. Le cifre mettono in evidenza un saldo negativo tra assunzioni e cessazioni, con le prime che si riducono nei primi cinque mesi dell’anno di 2.500 unità, pari al 5% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il calo - precisa una nota di Cgil, Cisl e Uil - riguarda in maniera trasversale tutti i settori e in maniera più marcata il manifatturiero. Solo a maggio le assunzioni si sono ridotte del 16,4%. «Di fronte alla conferma di un andamento negativo del nostro mercato del lavoro ci aspettiamo che la giunta provinciale prende atto rapidamente del problema - dicono i tre segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. Il prossimo bilancio provinciale, per quanto ci riguarda, dovrà contenere misure e risorse per sostenere la crescita economica e l’occupazione. Misure che, ci auguriamo, l’Esecutivo vorrà cominciare a delineare partendo da un costruttivo confronto con le parti sociali. Per evitare dunque che si ripetano gli errori di metodo che hanno caratterizzato la legge di assestamento, chiediamo che il presidente Fugatti e l’assessore Spinelli ci convochino in tempi ragionevolmente rapidi».

I sindacati chiedono una «strategia anticongiunturale per ridare fiato all’economia locale» e, allo stesso tempo, più investimenti in innovazione e formazione «per costruire basi di crescita solide e creare occupazione di qualità».

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