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Stangata sull'Irpef in arrivo

per 150mila trentini

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L’anno prossimo oltre 150 mila contribuenti trentini che negli ultimi tre anni sono stati esentati dall’addizionale regionale Irpef torneranno a pagarla, per un importo totale di 24 milioni di euro. Nel Documento di economia e finanza provinciale 2020-2022, la giunta guidata da Maurizio Fugatti spiega che sul versante delle imposte locali si assume a riferimento il principio delle politiche fiscali invariate. C’è quindi la conferma per tutto il triennio del pacchetto di agevolazioni fiscali decise negli anni scorsi a favore dei cittadini e delle imprese, dall’Imis all’Irap. Con una eccezione: l’agevolazione sull’addizionale regionale all’Irpef «che viene meno dal 2020».

L’addizionale regionale all’imposta sulle persone fisiche è pari in Trentino all’1,23%. Negli anni in cui la pagavano tutti, dava un gettito anche superiore a 90 milioni di euro, che va alla Provincia autonoma, come nel resto d’Italia alle Regioni. Nel 2015 l’allora governo provinciale guidato da Ugo Rossi stabiliva alcune agevolazioni fiscali sul pagamento dell’addizionale. In particolare, ai contribuenti con reddito imponibile non superiore a 20.000 euro spettava una deduzione di 20.000 euro, cioè l’azzeramento dell’imposta. La misura è costata 24 milioni: da 100 a 200 euro a testa che rimanevano nelle tasche di chi aveva un reddito basso. Successivamente veniva introdotta un’ulteriore agevolazione per i redditi imponibili non superiori a 55.000 euro e con figli fiscalmente a carico: una detrazione d’imposta di 252 euro per ogni figlio a carico. Questa norma è stata poi superata facendo confluire la detrazione nel sostegno alle famiglie con figli compreso nell’assegno unico provinciale.

Negli ultimi dati disponibili del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia, riferiti alle dichiarazioni 2018 sui redditi 2017, dei 415.567 contribuenti trentini, 316.043 hanno un reddito imponibile soggetto all’addizionale regionale Irpef per un totale pari a 7 miliardi 857 milioni di euro, 24.860 euro annui a testa. Ma di essi pagano effettivamente l’addizionale 162.731 contribuenti, per un ammontare dell’imposta di poco meno di 59,9 milioni di euro, pari a 370 euro a testa. Invece circa 153 mila trentini non pagano nulla grazie all’esenzione.

Se si considerano solo i lavoratori dipendenti, sono teoricamente soggetti all’addizionale 194.905 contribuenti con un reddito complessivo imponibile di 4 miliardi 947 milioni. La pagano effettivamente 108.740 persone per un ammontare di 36,9 milioni, pari a 340 euro a testa. Sono esentati per avere un reddito basso in base alla norma provinciale circa 86 mila lavoratori.

La norma sull’esenzione è stata confermata fino al 2018, cioè fino alle dichiarazioni dei redditi in fase di presentazione in questi giorni (per il 730 attraverso un Caf o precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate c’è tempo fino al 23 luglio). L’anno prossimo invece l’addizionale regionale torneranno a pagarla tutti. Una boccata d’ossigeno per le casse della Provincia, ultimamente un po’ tirate. Una stangata per migliaia di trentini a reddito basso.

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