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Nuovo ospedale di Trento:

progetto e ditte ci sono già

ma la commissione è in alto mare

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La Provincia ci riprova, otto anni dopo. Riaperto il bando per la realizzazione del Not in project financing, appalto da 1,6 miliardi, la giunta provinciale deve procedere alla nomina della commissione tecnica per la valutazione delle due offerte pervenute, quella della Rti Pizzarotti, composta dall’impresa di costruzioni omonima e da Cristoforetti Servizi Energia spa, e quella guidata dalla Guerrato di Rovigo.

La commissione sarà composta da cinque membri. Per cercare le persone giuste nei giorni scorsi il dirigente dell’Unità di missione strategica Grandi opere, l’ingegner Raffaele De Col, ha scritto ai dirigenti generali di dipartimento della Provincia invitandoli a segnalare l’eventuale disponibilità di nominativi con adeguata e riconosciuta competenza ed esperienza. «Vista la complessità e onerosità del contratto da aggiudicare dovranno essere soggetti con qualifica dirigenziale in posizione di assoluta incompatibilità e non in conflitto di interessi che non abbiano partecipato ad alcun titolo alla predisposizione della documentazione di gara» scrive De Col.

L’ultimo avvertimento non è casuale; proprio la scelta della commissione tecnica si era infatti rivelata il peccato originale che aveva poi provocato l’annullamento del primo appalto. Il Tar e il Consiglio di Stato avevano infatti stabilito che due membri della commissione, l’allora dirigente del dipartimento politiche sanitarie Livia Ferrario e il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Luciano Flor, erano incompatibili proprio perché avevano fatto parte in precedenza del gruppo di lavoro che aveva predisposto lo studio di fattibilità su cui poi la Provincia aveva operato le sue scelte. L’illegittimità della commissione aveva prodotto a cascata la nullità di tutti gli atti relativi all’appalto facendo di fatto naufragare il progetto Not. Successivamente la Provincia aveva cambiato completamente l’impostazione, lasciando l’idea del project financing, salvo poi essere costretta a ritornare sui propri passi spinta dalle sentenze dei giudici amministrativi. Il bando di gara era stato riaperto ai quattro raggruppamenti di imprese che avevano partecipato in origine ma solo due hanno presentato le nuove offerte, la Pizzarotti e la Guerrato che ha preso il posto della Mantovani come capofila.

La nuova commissione tecnica, che dopo circa 8 mesi dal riavvio del bando e dopo due mesi dall’arrivo delle due proposte, ancora deve trovare i nomi, sarà composta di cinque membri e presieduta, come vuole la legge, da un dirigente della pubblica amministrazione appaltante. Non sarà però Raffaele De Col. «Non ci sarebbe incompatibilità ma non ritengo opportuno farne parte» spiega il dirigente. Deciderà la giunta a chi affidare il delicato incarico. Per gli altri quattro membri si cerca un medico con riconosciuta esperienza nella direzione di plessi ospedalieri o Asl; un ingegnere sanitario con precedenti incarichi di gestione tecnica di ospedali; un esperto in materia economico finanziaria esperto di project financing; un architetto esperto in progettazione sanitaria o che abbia diretto i lavori di costruzione di opere analoghe. Figure non semplici da trovare “in casa” e all’interno degli enti strumentali e delle società collegate alla Provincia, a cui la ricerca è stata estesa. «Ma la ricognizione interna si fa di regola per tutti gli appalti ed eventualmente ci si rivolgerà a professionisti esterni» spiega de Col.
La commissione dovrebbe essere operativa entro i primi di luglio.

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