Carburanti, rincari da record anche i benzinai sono stufi: «Servono interventi urgenti»

Il caro benzina non risparmia i portafogli dei trentini. Facendo un giro tra i distributori della città e facendo riferimento al servizio fai da te, si nota come dall’inizio del 2018 a oggi l’aumento sia stato in media tra il 5 e il 6%, con punte anche più elevate di aumenti nelle pompe di carburante cittadine. Dopo la fiammata prima del ponte del 25 aprile, ora il rischio per gli automobilisti, alla luce dei nuovi aumenti del prezzo del petrolio anche ieri e dell’avvicinarsi del secondo ponte, quello del primo maggio, è che i prezzi crescano ancora.

Solo tra 24 e 25 aprile, ad esempio, in alcune stazioni in provincia si sono notati degli aumenti, anche se lievi (un centesimo in più ad esempio per benzina e diesel alla stazione Q8 sulla tangenziale in direzione Padova).
Se si guarda all’andamento della benzina e del diesel nell’ultimo anno e mezzo circa, si nota un aumento per pieno (50 litri) tra i 3,85 e i 5 euro. Per chi percorre 20.000 chilometri in un anno, un aumento anche solo del 5%, porta a una spesa di circa 200 euro in più. Tornando indietro nel tempo, al gennaio del 2016, poi l’aumento è stato pari al 18% per la benzina e al 25% per il gasolio.
Nonostante divieti e incertezze su diesel, le auto a gasolio sono il modello più venduto. Anche alla luce del prezzo per alimentarle, visto che la benzina resta ancora più cra rispetto al gasolio. Se si guarda ad alcuni dei distributori in città, infati, si nota come il valore medio del diesel è di poco meno di 1,51 euro al litro per il gasolio mentre quello per la benzina è di 1,64 euro al litro.
I poi consumatori puntano il dito contro i benzinai, ma loro si difendono. «Magari potessimo essere noi a decidere il prezzo - spiega Fabrizio Pavan, presidente della Faib - Il fatto è che quello che ci rimane sono 40 centesimi lordi e da questo vanno tolti i costi. I prezzi li decidono le compagnie. Il problema grosso è che la liberalizzazione è stata una presa in giro per i consumatori e per i gestori che stanno davvero soffrendo, con margini sempre inferiori e tanti che rinunciano. Quando c’era il prezzo imposto uguale per tutti, i gestori contavano perché potevano far valere il servizio e la qualità. Ora sono in balia delle compagnie». Pavan attacca poi la «politica che si è riempita la bocca di false promesse dicendo che da domani mattina costa tutto quanto meno, ma non è vero perché le compagnie fissano il prezzo. La riduzione delle accise può servire a qualcosa, ma per noi il problema vero è garantire margini adeguati ai gestori». (Foto PAOLO PEDROTTI)

 

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