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L'economia del Nord Est frena:

forte calo delle commesse pubbliche

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Ha frenato già nel secondo trimestre dell’anno la «locomotiva» del Nord Est che più di tutte ha corso durante la ripresa italiana dal 2013, mentre la spesa per investimenti della pubblica amministrazione, sia per manutenzione che in nuove opere, durante la crisi è franata, con una inversione di tendenza nel 2017.

Nel suo «economie regionali», la Banca d’Italia evidenzia un segnale di rallentamento del Pil che l’Istat (sebbene nella stima ancora preliminare) ha rilevato per il terzo trimestre con crescita zero. A fine giugno, spiega Via Nazionale, erano ancora in crescita il Sud e il Nord Ovest che però avevano «agganciato» la ripresa più tardi.

E benchè il 2017 sia stato un anno di crescita per l’intero paese il Pil è ancora di nove punti percentuali inferiore al livello pre-crisi al Sud e di 4 punti al Centro Nord. Il triangolo del Nord Est quindi sembra aver esaurito la spinta dopo aver messo a segno un +6,7% nei cinque anni 2013-2018 superiore al Nord Ovest (5,3%) mentre hanno arrancato il Sud (+3,8%) e il Centro (+2,8%).

E oltre al Pil un altro divario è salito: quello delle retribuzioni orarie dei dipendenti. Banca d’Italia nel 2017 lo quantifica al 5,8 per cento contro il 3,2 nel 2008. Fra le cause, la Banca d’Italia sottolinea l’incremento del salario orario reale nelle regioni settentrionali e la diminuzione in quelle meridionali. Solo una minima parte (circa mezzo punto percentuale) va ascritto a variazioni nella composizione dell’occupazione. Una parte più consistente ha riflesso l’ampliarsi delle differenze nel tasso di disoccupazione: nel 2017 quello del Mezzogiorno era di 11,6 punti percentuali superiore rispetto a quello del resto del Paese, contro 7,5 nel 2008.

Infine dal fascicolo un altro dato negativo: una caduta di circa un terzo, ancora più marcata nel Mezzogiorno, della spesa per investimenti in opere della Pubblica amministrazione. Il picco si è avuto negli anni 2011-2013 con un nuovo calo nel 2016 «sul quale potrebbero avere influito difficoltà di adattamento del sistema al nuovo Codice degli appalti» e una ripresa nel 2017.

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