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Imprese, quelle di stranieri

calano del 7% in Trentino

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Sono 3.322 le imprese gestite da cittadini stranieri registrate in provincia di Trento al 30 giugno di quest’anno. Gli imprenditori immigrati provengono principalmente da Albania, Romania e Marocco. Le imprese straniere incidono per il 6,5% sul totale delle attività che compongono il tessuto economico locale (pari a 50.768 imprese).

Si tratta, tuttavia, di un valore più contenuto rispetto a quanto rilevato sia a livello nazionale (9,8%), che nel Nord-est (10,5%). Dopo anni di espansione (il picco nel 2011 con 3.575 imprese), l’andamento positivo ha subito un’inversione di tendenza negli ultimi dodici mesi, quando le imprese a guida straniera registrate sono diminuite di 253 unità pari al 7,1%.

I dati sono contenuti in un’indagine dell’ufficio studi e ricerche della Camera di commercio di Trento.

Il settore in cui tali imprese sono maggiormente presenti è quello delle costruzioni dove raggiunge il 25,4% del totale la percentuale delle imprese con titolare immigrato. Si tratta di un tradizionale ambito di attività per un gran numero di cittadini stranieri che spesso finiscono per trasformare un rapporto di dipendenza in una forma di lavoro autonomo.

Seguono il settore del commercio, dove la presenza straniera si assesta sul 22,0%, e quello del turismo, in particolare la componente legata alla ristorazione, con il 13,9%. Sotto il profilo della struttura organizzativa si conferma la prevalenza di imprese individuali che, con 2.370 unità, rappresentano il 71,3% del totale delle imprese guidate da stranieri. Seguono le società di capitale (16,5%), le società di persone (11,6%) e le altre forme, soprattutto cooperative (0,5%). Gli imprenditori albanesi e rumeni risultano maggiormente concentrati nel settore delle costruzioni dove rappresentano rispettivamente l’8,0% e il 4,7% delle imprese individuali con titolare straniero. Gli imprenditori marocchini e cinesi sono invece più presenti nel settore del commercio, soprattutto al dettaglio, dove rappresentano rispettivamente il 5,4% e il 2,0%.

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