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La spesa per le famiglie trentine

costa 406 euro di più

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Nella classifica delle città italiane che hanno registrato un incremento maggiore del costo della vita Trento è dodicesima, con un rincaro annuo medio per famiglia pari a 406 euro, risultato di un aumento percentuale dell’inflazione del +1,6%.

Questo è quanto emerge dalla ricerca effettuata dall’Unione nazionale consumatori sull’inflazione in Italia, cioè sull’aumento generalizzato dei prezzi. Il dato è in linea con quelli registrati nelle altre città italiane, con l’inflazione media nazionale che si attesta sul +1,5%. La città italiana più cara si conferma Bolzano, con un rincaro annuo medio pari a 698 euro, davanti a Ravenna (645 euro di spesa in più) e Reggio Emilia (617 euro).

A Trento il settore nel quale i prezzi sono aumentati maggiormente è quello relativo alla spesa energetica delle abitazioni. A Trento la spesa per acqua, elettricità, gas e altri combustibili è aumentata del 4,6%, due punti percentuali in più rispetto alla media nazionale che ha registrato un aumento delle spese pari al 2,6%. Aumenti consistenti ci sono stati anche nei settori delle bevande alcoliche e tabacchi (+4,2%), trasporti (+4%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,4%) e servizi ricettivi e ristorazione (+2,1%), mentre un incremento più contenuto si è registrato nel settore abbigliamento e calzature (+0,6%). La diminuzione più consistente si è invece registrata nel settore dell’istruzione con un -13,7%. Anche nella comunicazione i prezzi scendono del -2,5%, mentre nei settori di servizi sanitari e spese per la salute (-0,3%) e di ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%) la diminuzione è poco rilevante.

Oltre alla classifica per città, che ha tenuto conto di tutti i capoluoghi di regione, delle province autonome e dei comuni con più di 150 mila abitanti, è stata stilata anche la graduatoria di tutte le venti regioni italiane. L’inflazione in Italia è ormai un fatto consolidato e in tutte le regioni e città in cui la ricerca è stata effettuata sono stati registrati degli aumenti generalizzati nei prezzi di beni e servizi.



A livello regionale il Trentino Alto Adige è la regione italiana nella quale il costo della vita è aumentato di più rispetto al resto della penisola, ma l’incremento dei prezzi è da ascrivere maggiormente alla provincia di Bolzano. La nostra regione si pone prima nella poco invidiabile classifica riguardante l’inflazione, con un aumento medio del costo di beni e servizi pari al +1,9% (dati luglio 2017) rispetto a quelli dell’anno prima. Questo significa, per una famiglia tipo, un incremento medio del costo della vita pari a 538 euro su base annua. A pesare maggiormente sul dato sono però i prezzi rilevati nella provincia di Bolzano, dove l’aumento percentuale si attesta sul +2,1%, mentre Trento è più economica. Dietro la nostra regione nella graduatoria troviamo Lombardia (+1,7%, 458 euro di rincaro) e Emilia-Romagna (+1,6% e 435 euro di rincaro).

«A livello nazionale l’inflazione è diffusa a macchia di leopardo - afferma l’avvocato Gloria Canestrini, referente regionale del Codacons - Il Trentino è allineato al livello nazionale, ma registra purtroppo alcuni picchi maggiori rispetto alla media. I clienti fanno continue richieste di chiarimento riguardo alle spese per le utenze e ai criteri di fatturazione. Molto spesso l’aumento dei costi è dato anche da criteri contabili poco chiari. Ci sono poi dei costi in flessione, come quelli sulla cultura e sui libri, anche scolastici. Il mondo dell’editoria per far fronte alla crisi ha diminuito i prezzi per incentivare l’acquisto di determinati beni, ma questa deflazione non è un buon segnale perché significa che non c’è sufficiente domanda. Nella sanità c’è invece un crescendo di persone costrette a fare visite a pagamento, vista la lentezza del servizio pubblico. Preoccupante è la tendenza delle famiglie a sovraindebitarsi, l’aumento dei costi assicurativi e quelli legati ai finanziamenti degli interessi».

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