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Ferrari, utile a 13,7 milioni

Vendite Trentodoc a 74 mln

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I conti 2017 delle Cantine Ferrari chiudono con un utile «frizzante» di 13,7 milioni di euro, superiore del 25% ai già elevati 11 milioni del 2016. Le vendite di bollicine Trentodoc fanno un balzo del 12%, raggiungendo i 71,4 milioni rispetto ai 63,6 dell'anno precedente. I ricavi complessivi sfiorano il livello record di 75 milioni. Come emerge dalla classifica delle cantine italiane pubblicata dal Corriere Economia, il gruppo Lunelli, al ventesimo posto per ricavi, ha un fatturato consolidato di 100 milioni (95 di prodotti vinicoli), di cui 20 di export, e un Ebitda (margine lordo) di 22 milioni (20,9 le sole Cantine), il 23% del fatturato. L'anno scorso è stata ottenuta la certificazione biologica per tutti i vigneti di proprietà. Di recente Ferrari è entrata nel distretto del bio di Trento. 

Tra le società del gruppo, era in affanno Bisol, la storica cantina del Prosecco superiore Docg acquisita quattro anni fa. L'anno scorso Bisol ha regisrato 19,2 milioni di vendite e una perdita di 1,5 milioni, ridotta peraltro rispetto ai 2,7 milioni dell'anno prima. Ma in queste settimane il gruppo Lunelli sta rilanciando la cantina veneta: Bisol ha presentato la sua nuova gamma di prodotti in un roadshow in Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti. L'ampio progetto di promozione che ha raccontato al mondo il nuovo volto di Bisol si è concluso a Londra presso Quaglino's, l'esclusivo ristorante a pochi minuti da Piccadilly Circus. 

«Si è realizzato uno dei più grandi progetti di promozione mai portati avanti da parte di una cantina di Prosecco superiore, che ha interessato città come New York, Boston, Miami, San Francisco, Londra, Verona, Milano e molte altre città italiane e internazionali» afferma Gianluca Bisol , presidente della Bisol Desiderio e Figli. 

Il Regno Unito, in particolare, è il principale mercato di esportazione di Bisol e si colloca al terzo posto tra i 130 Paesi nel mondo in cui si acquista il Prosecco superiore Docg. In Gran Bretagna si esportano infatti 5,5 milioni di bottiglie, su un totale di 35,8 milioni di bottiglie esportate, per un valore di produzione pari a 27,5 milioni, di cui Bisol rappresenta circa il 10%. Nel 2017, nell'ambito del programma di rilancio commerciale e di riorganizzazione delle funzioni aziendali coordinati dal direttore generale del gruppo Lunelli Beniamino Garofalo , Bisol ha rinunciato ad un contratto con la grande distribuzione britannica, che prevedeva margini troppo bassi, per concentrarsi su prodotti a maggior valore aggiunto. 

«Siamo molto soddisfatti dei riscontri che abbiamo ottenuto sul mercato e del forte apprezzamento dimostrato nei confronti della nuova gamma Bisol e Jeio - sottolinea Matteo Lunelli , amministratore delegato del gruppo Lunelli e vicepresidente del gruppo Bisol - In Italia e nel mondo c'è una grande opportunità per Bisol, che vuole confermarsi come un marchio di riferimento del Prosecco superiore. Siamo sempre più un gruppo in cui ciascuna azienda è radicata nel territorio e al tempo stesso cosmopolita e aperta all'innovazione».

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