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Mediocredito in vendita

Un advisor per stabilirne il valore

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Prima di vendere la quota di maggioranza (52,47%) di Mediocredito Trentino Alto Adige oggi detenute dalle Province di Trento e Bolzano e dalla Regione è necessario stabilirne il valore.
Per questo il gruppo di lavoro istituito tra i soci pubblici e coordinato da Paolo Nicoletti, direttore generale della Provincia di Trento, ha ritenuto necessario disporre di un report di valutazione che sia redatto da «un advisor finanziario autorevole e indipendente».
Il report di valutazione dovrà indicare, in particolare, le assunzioni, i driver principali e le metodologie anche indirette (finanziaria, reddituale, patrimoniale e mista) a fondamento della stima di un range del capitale economico di Mediocredito. Per individuare l’advisor il direttore generale Nicoletti con propria determinazione ha adottato un avviso di manifestazione di interesse finalizzato all’individuazione degli operatori economici da invitare a un confronto concorrenziale per l’affidamento dell’incarico di valutazione della quota di maggioranza di Mediocredito detenuta dai soci pubblici.

Gli operatori economici interessati ad essere invitati al confronto concorrenziale dovranno far pervenire la propria candidatura entro l’8 settembre prossimo.
Nel caso in cui pervengano meno di cinque candidature, la Provincia si riserva di integrare il numero dei soggetti da invitare al confronto concorrenziale al fine di favorire la massima concorrenza. Qualora dovesse pervenire una sola candidatura la Provincia si riserva di negoziare con l’unico operatore economico che abbia manifestato il proprio interesse per l’affidamento del servizio.

L’importo a base d’asta è di 46 mila euro. Il report di valutazione dovrà essere presentato dall’advisor finanziario entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto di affidamento del servizio.
Attualmente Mediocredito concentra la propria operatività nel finanziamento e nella consulenza-assistenza in favore delle piccole e medie imprese. Oltre alle quote dei tre soci pubblici pari complessivamente al 52,47%, gli altri soci sono rappresentati dal Credito cooperativo (36,56%) e per i residui 10,98% da altri operatori privati (Itas, Cassa di risparmio di Bolzano, Veneto Banca, Banca popolare dell’Alto Adige).

Non è un mistero che la Provincia di Trento si aspetta che sia Cassa Centrale Banca, che già detiene la fetta più importante di Mediocredito tra i soci privati insieme alle Raiffeisen di Bolzano, l’acquirente più interessato delle quote pubbliche, che a valore di libro, valgono sui 180 milioni di euro circa ma ora saranno sottoposte alla perizia dell’advisor.

Nella primavera scorsa, in occasione della delibera con cui la giunta provinciale decise di avviare la procedura di vendita, assieme alla Regione e alla Provincia di Bolzano, Giorgio Fracalossi, presidente di Cassa Centrale, aveva confermato l’interesse sulla base dell’idea di far diventare Mediocredito la banca corporate delle imprese medio grandi del gruppo bancario cooperativo, ma non aveva dato nulla per scontato, visto che la banca potrebbe interessare anche ad altri aprendosi una competizione. Prima di pensare a Mediocredito, comunque, Cassa Centrale Banca è per ora concentrata sull’istanza per l’aumento di capitale che entro ottobre la porterà a oltre 1 miliardo di euro necessario per essere capogruppo nazionale.

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