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Depositi in banca: ecco i numeri

A Tione i più ricchi del Trentino

 

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È Tione la patria dei correntisti più ricchi del Trentino nel 2016. Una conferma, se si pensa che anche nel 2011 era sempre il capoluogo della Comunità di valle delle Giudicarie il Comune con i depositi pro-capite più ricchi di tutta la provincia. Ma in soli cinque anni la cifra mediamente a disposizione degli abitanti, compresi neonati e ultranovantenni, è quasi raddoppiata.

Nel 2011 i depositi rilevati negli sportelli bancari del Comune erano 152 milioni per una quota di denaro a disposizione degli abitanti di circa 40.000 euro. Cinque anni dopo, nel 2016, la cifra presente sui contocorrenti è salita a quota 259 milioni di euro e la cifra pro-capite di denaro depositato in banca è salita oltre quota 70.000 euro. Per entrambe le due grandezze, depositi complessivi e depositi pro-capite, in cinque anni si è verificato un incremento di circa il 70%.

Un aumento che riguarda, anche se con percentuali diverse, tutti i comuni rilevati dalla Banca d’Italia e in cui ci sono almeno tre sportelli presenti. In particolare, se si considerano i depositi dei Comuni, compresi quelli in cui ci sono meno di tre sportelli, rilevati nel 2011 la cifra complessiva era di poco sopra i 9,5 miliardi di euro. Cinque anni dopo si è passati a una somma che è il 43% superiore: a fine 2016 infatti la cifra depositata nelle banche operative nei Comuni italiani era cresciuta a oltre 13,6 miliardi di euro.

La presenza di una quota elevata di sportelli a Tione e la vicinanza di località molto ricche come Madonna di Campiglio e Pinzolo, ad esempio, è una delle ragioni per cui i depositi nel capoluogo delle Giudicarie è sempre a livelli molto elevati. E l’incremento in provincia durante cinque anni in cui la crisi ha fatto sentire i suoi effetti, è però legato anche a un fenomeno più generale, per cui durante gli anni della crisi, per l’incertezza sul futuro, si è preferito lasciare i soldi in banca, piuttosto che utilizzarli per investirli in attività economiche o finanziarie.

Se Tione è in vetta per depositi pro capite, sul podio troviamo due Comuni, uno della val di Sole e uno della val di Non, entrambi con oltre 50.000 euro pro-capite a disposizione sui contocorrenti. In particolare al secondo posto si piazza Malé con circa 50.300 euro (erano 30.000 circa nel 2011), al terzo Fondo con poco più di 50.200 euro (erano 26.000 circa nel 2011). Al quarto posto si piazza Pinzolo con oltre 48.000 euro (contro i 24.000 euro circa del 2011). Al quinto posto si colloca Cles con circa 42.000 euro che, rispetto a cinque anni prima ha perso il quarto posto nei confronti di Pinzolo, avendo avuto un aumento di cica 18.000 euro di depositi pro capite contro i circa 24.000 di Pinzolo.

Trento, che nel 2011 era sesto, si conferma nella stessa posizione con una ricchezza pro-capite in banca superiore ai 38.00 euro contro i 24.000 circa del 2011. In fondo alla graduatoria tra i Comuni con almeno tre sportelli nel proprio territorio troviamo nel 2016 Arco terzultimo, Mori penultimo e Levico ultimo. Rispetto a cinque anni prima l’unica posizione confermata è quella di Levico che era fanalino di coda con 10.837 euro pro-capite nel 2011 e l’anno scorso è in fondo alla classifica con poco più di 14.000 euro a testa.

Mori, che cinque anni fa era 22° su 28 Comuni rilevati con 15.307 euro l’anno scorso è sceso al penultimo posto con 18.000 euro circa. Terzultimo è Arco, quintultimo cinque anni fa con 13.253 euro, con quasi 20.000 euro pro-capite.

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