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Credito agli artigiani, tra dicembre

2011 e febbraio 2016 crollo del 20%

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Tra dicembre 2011 e febbraio 2016 in Trentino il credito erogato dalle banche alle piccole imprese e alle aziende artigiane ha visto un crollo del 20%, pari a 800 milioni di euro in meno. Cna, la Confederazione Nazionale dell'Artigianato, chiede nuovi strumenti per sostenere la liquidità delle Pmi. Il viceministro Morando annuncia la detassazione per chi investe nel capitale delle imprese per almeno tre anni.

A livello nazionale il credito erogato dalle banche alle imprese si è ridotto negli ultimi cinque anni di 112 miliardi di euro, pari a una diminuzione dell’11%. Il calo si trasforma in crollo per le imprese artigiane che, nell’arco degli stessi 50 mesi, hanno subito un taglio del 20%, passando da 55,6 a 44,8 miliardi. È quanto emerge dal Rapporto Cna-Kpmg, condotto su 16 mila bilanci di 8 mila piccole imprese.

In Trentino il quadro non cambia: secondo Bankitalia, nello stesso periodo il credito alle imprese artigiane e con meno di 20 addetti è caduto da 4,1 a 3,3 miliardi, con un calo di 805 milioni pari ad una contrazione del 19,6%. Nell’ultimo anno, la diminuzione è di 215 milioni, pari al -6,1%.

«Di fronte alla riduzione del credito – analizza Claudio Corrarati, presidente della Cna del Trentino Alto Adige - le microimprese in genere e in particolare le aziende immobiliari e delle costruzioni hanno reagito indebitandosi con i soci e cercando di allentare la presa dei fornitori. Il metodo migliore per rilanciare il credito anche in Trentino Alto Adige passa per il rilancio degli investimenti, pubblici e privati, e dei consumi. Contestualmente occorre connettere nuova finanza e piccole imprese».

Cna ha definito 12 proposte sul tema. Tra esse, incentivi alla patrimonializzazione delle imprese, per i quali il viceministro del Tesoro Enrico Morando, a margine del convegno nazionale Cna di presentazione del rapporto, ha parlato di un provvedimento che prevederà aliquota zero per i rendimenti delle famiglie che investono per almeno tre anni nel capitale di rischio delle aziende, e la proposta alle Province di Bolzano e Trento di utilizzare il gettito fiscale della voluntary disclosure per creare fondi di sostegno alla liquidità delle Pmi.

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