Matteo Renzi, i nobel ed Elio al Festival dell'Economia 2015

Ci saranno i premi Nobel, chiamati come ormai da tradizione, ad aprire (Joseph E. Stiglitz, il 29 maggio) e chiudere (Paul R. Krugman, il 2 giugno) l’edizione 2015 del Festival dell’Economia, la decima (29 maggio - 2 giugno). Ci saranno politici e uomini di governo, partendo dal presidente del consiglio Matteo Renzi

Ci saranno i premi Nobel, chiamati come ormai da tradizione, ad aprire (Joseph E. Stiglitz, il 29 maggio) e chiudere (Paul R. Krugman, il 2 giugno) l’edizione 2015 del Festival dell’Economia, la decima (29 maggio - 2 giugno). Ci saranno politici e uomini di governo, partendo dal presidente del consiglio Matteo Renzi per arrivare al titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan, passando per Dario Franceschini e altri. E ancora il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, l’ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli, una nutritissima schiera di economisti, da Thomas Piketty ad Anthony Atkinson, qualche «mina vagante», come Elio delle «Storie tese». Insomma, il Festival dell’Economia 2015, presentato nell’inedita cornice di Roma, sarà all’altezza dell’appuntamento con i suoi primi 10 anni di storia. 

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«Le disuguaglianze dinamiche sono importanti al pari di quelle statiche. Conta non solo la distanza fra chi ha redditi più alti e chi li ha più bassi, ma anche la probabilità di colmare il divario nel corso della propria vita», ha spiegato il direttore scientifico Tito Boeri, per analizzare ed approfondire il tema della «Mobilità sociale».

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L’inaugurazione di una mostra, che ripercorre la storia di questi primi 10 anni, in cui molto è cambiato nel mondo, sarà l’evento di apertura del Festival, partito come una scommessa nel 2006 e oggi divenuto una realtà consolidata e di respiro internazionale. L’esposizione sarà ospitata a Palazzo Sardagna, sede del Rettorato dell’Università di Trento. Nella giornata di apertura anche l’ironia di Alessandro Bergonzoni, che al Teatro Sociale presenterà il suo monologo: «Per non fare economia di energia, interiore».  

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Il tema della disuguaglianza è al centro del dibattito politico, ma fino ad oggi sono state modeste le proposte concrete per ridurla. Su questo delicatissimo tema offrirà il suo punto di vista l’economista Anthony Atkinson sabato 30 maggio, mentre Thomas Piketty della Paris School of Economics illustrerà quali siano le dinamiche che guidano l’accumulazione e la distribuzione del reddito, tracciando una sorta di storia mondiale della disuguaglianza. Martin Wolf, editorialista del Financial Times, presenterà, invece, il suo ultimo libro, The Shifts and the Shocks, in cui analizza le cause delle crisi finanziarie e il modo in cui sono state affrontate. Da segnalare, sempre nella giornata del 30 maggio, anche un insolito confronto sulle difficoltà dei giovani ad entrare nel mondo del lavoro fra Elio, quello delle «Storie tese» e la regista Lina Wertmüller.

In Germania, al contrario di altri paesi, la disoccupazione giovanile non è aumentata durante la recessione. Per esaminare i punti di forza e di debolezza del modello tedesco, sarà a Trento, il 31 maggio Heike Solga, direttrice del dipartimento «Educazione e mercato del lavoro» presso il Wissenschaftzentrum Berlin für Sozialforschung. 

L’assenza di diritti politici e sociali per la maggioranza povera del pianeta è uno dei maggiori ostacoli alla mobilità sociale. È il tema al centro della relazione dell’economista americano William Easterly, in programma il primo giugno. Lo stesso giorno il professore Stephen P. Jenkins, della London School of Economics, parlerà dell’evoluzione della mobilità sociale e delle recenti tendenze e differenze tra nazioni. Il primo giugno arriverà anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per un confronto aperto sui vincoli e le opportunità della fase che attraversiamo mentre il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini interverrà al Museo di Scienze di Trento per parlare del rapporto fra “sapere” e benessere economico. La crisi economica può essere l’occasione anche per tornare a riflettere sulle lacune e gli errori commessi negli ultimi decenni. Su questo lo speech, il 2 giugno, del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Ci sarà anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi (la data esatta e l’ora dell’incontro sono in via di definizione).

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Nei quattro forum tematici, ospitati sempre alle ore 12.00 nella cornice «futurista» della Sala Depero, ci si interrogherà sugli errori commessi dall’Europa nella gestione del debito.

Visto il successo di pubblico delle precedenti edizioni, torna l’appuntamento con CinEconomia, ideato e condotto da Marco Onado, che la sera presenterà quattro proposte cinematografiche legate al tema del Festival, a cominciare da «Una donna in carriera» di Mike Nichols, per proseguire con «La parte degli angeli» di Ken Loach e «Romanzo popolare» di Mario Monicelli e concludere con «Due giorni e una notte» di Jean Pierre e Luc Dardenne. Confermati anche gli appuntamenti con le parole chiave, che quest’anno saranno merito, opportunità, eredità e potere e gli incontri con gli autori, coordinati da Tonia Mastrobuoni, tra gli interventi l’ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica e attuale direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, Carlo Cottarelli. 

Torna anche Federico Rampini, editorialista e corrispondente dagli Stati Uniti di «Repubblica» che ripercorrerà i 10 anni che hanno stravolto l’economia mondiale. Mentre per il format «Nella Storia» - novità che nella scorsa edizione ha registrato una grande successo di pubblico - è la volta di quattro prestigiosi storici italiani (Alessandro Portelli, Amedeo Feniello, Vittorio Vidotto, Andrea Giardina) che declineranno il tema della mobilità sociale in diverse epoche storiche.

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