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Lavoro e manovra, la Cgil lancia la sfida in piazza

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In piazza per «smascherare le bugie del governo», per «una sfida che verrà misurata: ci conteranno uno ad uno»: lo dice la leader della Cgil, Susanna Camusso, che guarda alla manifestazione di domani, sabato, in piazza San Giovanni a Roma come «l'inizio di un percorso».

 

Il numero uno della Fiom Cgil, Maurizio Landini, pensa ad affiancare l'appuntamento, fin da ora, con «iniziative sui territori, fabbrica per fabbrica per dare un segnale forte al governo» e considera lo sciopero generale «la naturale prosecuzione della manifestazione del 25 ottobre che si presenta come una grande mobilitazione che darà visivamente l'idea del bisogno del lavoro e che dimostrerà che la gente che lavora non condivide le scelte del governo».

 

Resta più cauta la Cisl, con il segretario generale Anna Maria Furlan che avverte: «Non credo che oggi siano utili scioperi generali, la Cgil fara il suo percorso, noi decideremo il nostro. Credo che oggi sia utile una grande mobilitazione, con tante assemblee nelle fabbriche e con i cittadini perchè le persone devono sapere lo stato di salute vero del Paese e noi vogliamo decidere insieme a loro».

Al premier dice: se torna ad essere il Renzi giovane rottamatore della Leopolda la Cisl sarà un suo «un alleato forte».

 

Anche per il leader della Uil, Luigi Angeletti, quello della Cgil è un errore di tattica: «Non sono bravi a capire come contrastare le scelte di questo tipo di governo, di un premier che vuole giocare sul suo terreno, quando dice lui e sul terreno che sceglie lui», dice, ricordando di aver proposto a Cisl e Cgil di organizzare una lunga e diffusa azione di contrasto alle scelte dell'esecutivo che la Uil non condivide.

Bisogna affrontare problemi non politici, ma concreti, avverte Angeletti: «Se la mettiamo sul piano politico Renzi vincerà sempre tre a zero».

Nuove scintille tra Renzi e la Cgil di Susanna Camusso

«Sappiamo - replica Susanna Camusso (nella foto con Matteo Renzi)- che non basta una manifestazione per cambiare né l'impostazione della legge di stabilità nè la legge delega sul lavoro, ma siamo fiduciosi che le ragioni del lavoro possano vincere in questo Paese». Così con la manifestazione di sabato parte una stagione di iniziative che si preannuncia lunga. In piazza San Giovanni «ci conteranno»,  prosegue la numero uno della Cgil: «È assolutamente chiaro che con questo clima politico avere chiamato ad una mobilitazione è una sfida esplicita che quindi verrà misurata». Il grande messaggio che la Cgil lancerà dalla piazza sottolineerà «che abbiamo uno straordinario bisogno di cambiare il Paese, chi non riconosce nel lavoro la molla per cambiare il Paese in realtà non vuole cambiarlo».

 

E ancora: ; c'è chi dice che ha a cuore il cambiamento e il futuro ma «bisogna continuamente a rammentargli che sta immaginando un futuro di poveri»: un attacco alla legge di stabilità che prevede anche l'aumento della pressione fiscale sulle rendite dei fondi della previdenza integrativa. «Siccome per noi destra e sinistra hanno un significato e sono politiche diverse, crediamo - conclude Camusso - che chi ha a cuore il welfare e chi ha a cuore una politica di sinistra debba anche immaginarsi che non può programmare un Paese fatto di poveri soprattutto quando la logica è impoverire chi ha dedicato una vita al lavoro».

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