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| Il dialetto noneso è una lingua |
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18/11/2008 09:22
FONDO - Tutti i dialetti sono lingue, non solo quello noneso. Questa una delle conclusioni tratte nella sua tesi di laurea da Veronica Bertagnolli. Un lavoro intitolato «Interrogative clauses in the Nones dialect», discussa nei giorni scorsi, che è valso alla 22enne altoanauniense ben 10 punti, il massimo previsto a «Cà Foscari» di Venezia, dove lei ha seguito i corsi di lingue straniere. La tesi di Veronica, scritta in inglese, relatrice la professoressa Giuliana Giusti , parte dall'analisi delle analogie e delle differenze tra il noneso ed il ladino, poi si «dedica» totalmente al noneso, con lo studio di numerosi particolari: ad esempio se il soggetto sia sempre obbligato o no in terza persona; si passa quindi all'analisi delle domande formulate in «lingua» nonesa, per verificare se in esse vi siano verbo e soggetto; segue un approfondimento sulle particelle discorsive del tipo «vei mo vei» (vieni), «che vos po» (cosa vuoi) ed altre, per poi studiare le interrogative subordinate, e giungere a determinare che il soggetto è obbligatorio in terza persona nelle domande, manca solamente con certi verbi intransitivi. Come mai Veronica Bertagnolli, che non parla il dialetto noneso, ha scelto proprio questo come soggetto della sua tesi di laurea? «Nei miei studi ho riscontrato che molto spesso vien dato molto rilievo ai dialetti. Ed il noneso in particolare mi interessava perché ha delle particolarità singolari, che mi hanno incuriosita». Secondo lei tutti i dialetti sono delle lingue. «Porto sempre un esempio. In una lingua ci sono la marina, l'aviazione, l'esercito». Facile presumere che i dialetti sono «i fanti»... «Ogni dialetto è una lingua, ha le sue regole, e raggiunge lo scopo primario per cui è nato, che è quello di comunicare. Chiaramente sopra i vari dialetti, ad altro livello, sta la lingua nazionale, con cui è possibile comunicare su più vasta scala». Chiuso il primo capitolo universitario con la discussione della sua tesi (109 punti), Veronica proseguirà gli studi a Cà Foscari, in «English linguistic», approfondendo ulteriormente le scienze del linguaggio. E poi? L'insegnamento? «È una delle possibilità», sospira la neolaureata. «Ho seguito corsi di glottodidattica, per cui potrò anche insegnare. Sia l'inglese in Italia, sia l'italiano agli stranieri». Ma è cosa lontana nel tempo.
G. S.
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| 66 commenti trovati - pagina 5 di 7 |
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| nones |
18/11/2008 21:11 |
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| Scudelar,non è vero che tutti i dialetti devono essere considerati lingue,la particolarità del noneso è che deve essere considerato una lingua perchè il ladino è una lingua,e il noneso ha la stessa grammatica e molte parole uguali al ladino,solo negli ultimi 100 anni si è pareccho trentinizzato e italianizzato. Chi dice che parlare in dialetto è un'impoverimento è rimasto indietro agli anni 60 come ZH ennix, si può benissimo parlare dialetto ,italiano,tedesco e inglese perfettamente,come fanno in molte zone d'Europa. Il dialetto è un'arricchimento,non un'impoverimento,è bellissimo quando vai con i tuoi amici e parli lo stesso dialetto,ti senti parte di una comunità,come è bellissimo parlare inglese e farsi capire da tutti |
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| marco di trento |
18/11/2008 20:43 |
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Salve a tutti Visto che l'autrice della tesi si dichiara disponibile a fornirne una copia, mi piacerebbe riceverne una , magari come allegato mail (che fornisco qui sotto) in quanto molto interessato alla questione dei rapporti fra lingua e dialetti. Il mio indirizzo mail è mlongo79@hotmail.it
Grazie mille e spero di ricevere risposta |
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| roberto di TRENTO |
18/11/2008 20:04 |
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bRAVA..vERONICA..TANTO CHIASSO PER NULLA...QUI TUTTI HANNO DIVAGATO..SPESSO NON CAPENDO..SORRY ...LA MATERIA DEL CONTENDERE..E CIOE...' CFHE DAL PUNTO DI VIST LINIGUISTICO NON VI E' NESSUNA DIFFERENZA TRA QUELLA CHE ABITUALMENTE PENSIAMO ESSERE UNA LINGA..O UN DIALETTO..CHIARO O NO?????? IL RESTO SONO SONO SOLO DIVAGAZIONI AL TEMA...°
P.S. ANCORA UNA VOLTA VOLTA SIGNIFICA CHE LA CULTURA..IL SAPERE DELLE QUESTIONI DI CUI SI PARLA..E' FONDAMENTALE...IN OGNI DIALETTICA... |
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| veronica |
18/11/2008 19:01 |
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Un'ultima cosa.
Non ho scelto il noneso perchè lo credo superiore agli altri dialetti, nemmeno perchè reputo i nonesi "più belli". Mi sembra di essere stata abbastanza chiara su questo punto.
Ciao di nuovo , Veronica
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| veronica |
18/11/2008 18:56 |
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Vedo che la discussione si è prolungata... Bene, utile il confronto.
Chiariamo alcuni punti, che non si dica che lancio il sasso e poi nascondo la mano.
1) Non parlo il noneso, ma lo capisco perchè sono nata e cresciuta a Fondo. In casa abbiamo sempre parlato italiano perchè mia mamma non è trentina. Ho analizzato il noneso come avrei potuto analizzare qualsiasi altra lingua dal punto di vista linguistico con le leggi della linguistica. Ho studiato il noneso perchè mi incuriosiva.
2) Che tutti i dialetti sono lingue non l'ho detto io per prima, come scrive Roberto. La distinzione è appunto politica. Tuttavia molti sono convinti che i dialetti siano fonologicamente, morfologicamente e sintatticamente inferiori rispetto alle lingue nazionali.
3) La mia tesi non vuole certo avere rilevanza sociale. E' uno studio linguistico e nulla più.
4) Che l'università sia un supermercato lo potrà pensare qualcuno, ma non credo che gli studenti stessi siano d'accordo. Che si provi a studiare, almeno.
5) Mi sono laureata in lingue: inglese e spagnolo. Ho scritto e discusso la tesi in inglese.
6) Come scrive Scudelàr, il noneso deriva dal latino proprio come il fiorentino.
7) Niente bacio accademico dalla Dominici! E grazie a Salvatore per l'incoraggiamento.
Spero di non avere offeso nessuno. So quanto impegno ho messo in questo lavoro e i professori hanno apprezzato.
Non credevo di sollevare un tale polverone! Se volete, vi mando una copia della tesi e ci ritroviamo tutti a discuterne!
Ciao |
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| roberto di trento |
18/11/2008 18:51 |
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Allora vogliamo capirci???? ogni parlata..ogni lingua parlata che ha un suo codice riconosciuto da un minimi di persone e' una lingua...chiaro?????dopo una parlata,un codice parlato, diventa lingua nazionale ad esempio..perche' e' consosciuta e codificata da un potere..da uno stato...ma alla fie tra il toscano di Dante e la lingua nonesa o ladina o della Vallarsa..non c'e' nessuna differenza..Anzi...una...Che in Val di N on..in Val di Fassa o in Vallarsa e' mancato Dante...Claro???Solo un fatto politico/culturale...CHIARO???????? |
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| a "x fritz" di Trento |
18/11/2008 18:18 |
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non credo, perchè se qualcuno se ne intende un minimo di agricoltura sa che non fanno bene nè gli uni nè gli altri visto come vengono prodotti |
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| X scudelar |
18/11/2008 18:06 |
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Mi va benissimo il tuo discorso. Ma allora voglio che anche il mio dialetto venga tutelato. Che, i nonesi sono forse più belli degli altri? per quale motivo poi ? Il mio dialetto è nobilissimo, prova a dire il contario... è con quali argomentazioni ??
Cercate di mettere da parte tutto ciò. Certi favoritismi non hanno motivo d'essere. Si creano solo rancori, ed incomprensioni. Cerchiamo invece di parlar bene l'italiano e magari decentemente almeno 2 o 3 lingue straniere, possibilmente quelle parlare da qualche centinaio di milioni di persone. Ne guadagneremo tutti. |
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| Il vernacolo |
18/11/2008 18:01 |
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Ragazzi, mettiamola via questa storia dei dialetti-lingue!! Ne ho lette di tutti colori!!. Il dialetto trentino ( ma quale, quello di città o quello di altre valli?? perchè si differenziano moltissimo....) è di derivazione latina. Col tedesco non centra nulla, se non esserne leggermente influenzato non nella grammatica ma in qualche specifico lemma, ma % molto bassa e tendente a sparire.). Ha grandi affinità con i dialetti veneti ( per questo considero questa provincia l'ottava del Veneto, tranquilli, questione di tempo, logica e giusta collocazione geografica, che vi piaccia o meno è così...accadrà...). Alcuni dialetti, nella parte occidentale hanno grande parentela con i lombardi, ma anche il trentino (di città) quando parlato in modo arcaico ha dei riferimenti alla "lombardità". Quindi terra lombardo-veneta, anche se questa affermazione farà inca.zz.are molti.
Nonesi, state tranquilli e non crediate di avere una lingua in tasca. Se è per quello la letteratura dialettale esiste anche in altre parlate (napoletano, veneziano, genovese, romanesco ecc.) che se mi permettete è molto più conosciuta e nobile che non il vostro dialettio.
Il mio dialetto ha letteratura di inizio 1700. Ma rimane pur sempre un dialetto!! Non cercate di estorcere ancora denaro alla provincia. A tirare troppo, la corda si rompe. Credetemi. |
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| roberto di trento |
18/11/2008 17:42 |
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Certo..ogni dialetto e' una lingua...Come ebbe a dire un noto linguista l'unica differenza e' di tipo politico....da quanto una lingua ha assunto importanza nel proprio ambito...nelle propria regione.Insomma a parte l'importanza politica di una lingua...che ad esempio il ladino ha nel corso di questi ultimi anni...l'unica differenza e' solo e quindi di ordine politico e quanto una lingua possa essere riferimento per un popolo..questa l'unica differenza tra lingua e dialetto...nulla altro... |
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