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CENTRO BRUNO:
«Con noi più cultura»
donatello baldoTRENTO - Dopo lo sgombero dell'ex asilo di via Manzoni la Lega ha chiesto di fare altrettanto con il centro Sociale Bruno. Anzi, i consiglieri comunali leghisti chiedono e si chiedono perché la Provincia non si sia ancora mossa per scacciare il Bruno dall'ex Dogana. Insomma, tira di nuovo una brutta aria, anche se la permuta con la Cooperazione che si estenderà sull'ex Dogana in cambio di spazi all'ex Italcementi ci sarà solo tra un anno.
Donatello Baldo, anima storica del «Bruno» è preoccupato. Colpa dell'occupazione degli anarchici?
«Io dico solo che i nostri metodi sono totalmente diversi. Noi cerchiamo di avere una relazione dialettica con le istituzioni. Se Dellai dovesse dirci: Venite a discutere per trovare una soluzione per la sede noi saremmo orgogliosi di andare a confrontarci con lui».
Quindi niente scontri.
«Ma con chi? Abbiamo fatto battaglie perché i senzatetto avessero più assistenza e i posti, per loro, sono aumentati del 50%. L'altro giorno contro l'inceneritore c'eravamo noi in consiglio. Noi siamo per il conflitto solo se crea senso. In questi due anni - abbiamo festeggiato l'anniversario del Bruno sabato scorso - abbiamo dimostrato capacità culturali».
A proposito dell'attività: non avete licenze, niente norme di sicurezza. Col fisco come fate?
«Se non c'è profitto non può esserci un problema fiscale. Ai gruppi che vengono a suonare paghiamo le spese, anche a quelli che vengono dall'estero. I biglietti d'ingresso servono solo per questo. Nessuno di noi dall'attività del centro sociale ricava dieci lire! Abbiamo organizzato rassegne di cinema che non hanno comportato spese e quindi chi è venuto non ha pagato un euro».
Però c'è il problema della normativa.
«Qui sono venuti a suonare i "99 Posse" - afferma Baldo - e abbiamo fatto entrare solo 400 persone anche se ce ne sarebbero state mille. E questo per garantire la sicurezza. È vero, non abbiamo le porte antipanico e ci vorrebbero 25 mila euro per acquistarle, ma durante il concerto dietro ogni porta c'erano due persone pronte ad aprirle se fosse successo qualcosa».
Problemi con la Siae?
«No, l'unica volta che ci hanno chiesto soldi è stato per una manifestazione di solidarietà che abbiamo fatto al S.Chiara»
E il bar.
«Il bar non ci rende nulla. Anche perché noi non permettiamo che la gente beva fino a perdere i sensi. Vendiamo birra, tra l'altro birra trentina, e abbiamo un'enoteca perché vogliamo che la gente impari a bere bene. Anche questo fa parte del senso dell'autonomia. Fuori c'è scritto "Centro sociale Bruno per l'Autonomia" che non è solo quella della Provincia, ma è l'autonomia della responsabilità, delle capacità di autogovernarsi. Qui le regole ci sono eccome; qui è tutto pulito, molto più pulito che in tante feste che si fanno in giro, anche di quelle della Lega. Ogni tanto qualcuno dice: ma che centro sociale è questo? Io rispondo che è un centro sociale asburgico».
L'ironia di Baldo è ormai proverbiale.
«L'altro giorno in consiglio comunale mi sono accorto di una cosa: lì dentro si è persa la capacità di ascoltarsi; non è così qui nelle nostre assemblee che hanno una loro sacralità».
Con Dellai avete avuto contatti ultimamente?
«No, ogni tanto lo vediamo al bar Dogana e ci dice: " Boci, quando la finì de roter le bale? " Ma ripeto noi saremmo orgogliosi se ci invitasse a discutere per trovare una soluzione. La nostra filosofia è sempre stata: occupazione ma atteggiamento dialogante con la proprietà. Noi vogliamo entrare a fare parte della comunità, anzi noi vogliamo costruire comunità. Quando vediamo i turisti che vengono a fare le foto al murale noi siamo contenti. Anzi, abbiamo fatto anche le cartoline. Ci teniamo anche al buon vicinato, dal Meier ce ne siamo andati per questo».
Bruno Zorzi
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155 commenti trovati - pagina 11 di 16
claudio 19/10/2009 16:59
Non mi sembra banale il lavoro che i ragazzi del bruno hanno fatto in questi anni. Le contraddizioni nascono dal fatto stesso che un posto che viene occupato e di per se contradditorio all'interno di una società tanto appiattita quanto, molto spesso, inespressiva...
Ben vengano diversi modi di fare centro sociale, diversi modi di intendere la relazione con la città...ma credo che se si vuole essere oggettivi nella valutazione del bruno si debba riconoscere che non sono nè il profitto nè eventuali vantaggi incredibili che portano dei ragazzi a mettersi in gioco in un'esperienza come quella di un centro sociale...
spero che il bruno continui a esistere e nascano altri centri sociali
Norberto di Trento 19/10/2009 16:20
Scusate signori qui si sta facendo di tutta l'erba un fascio; o si parla del C.S.A. Bruno o degli evasori fiscali (miliardari) che nascondono i loro tesori all'estero o delle leggi ad hoc che qualcuno a livello nazionale si fa e fa per quelli come lui.
Io vorrei parlare del Bruno, visto che l'intervista è con il leader dei disobbedienti di Trento.
Io ideologicamente potrei essere anche vicino al loro pensiero, alcune volte sono anche entrato per vedere con i miei occhi cosa facessero questi Disobbedienti e vorrei portare alcuni spunti di riflessione
1) Attività culturali e sociali: potrebbero costituirsi comodamente (però mi pare che abbiano costituito un'associazione per queste cose) in associazione o cooperativa per svolgere le loro attività culturali e sociali visto che fanno bene o male le stesse cose che fanno decine di altre associazioni di volontariato (religiose o laiche) che si trovano sul territorio cittadino. Volete un paio di esempi? Lotta alla Tav o alla base militare: mi pare che ci siano già dei comitati che combattono contro queste brutture, aiuto ai senza tetto: andate a dare una mano a Don Dante che mi pare che quel tipo di aiuto lo faccia molto bene.
2) Concerti: premesso che le tasse Siae sono dei furti legalizzati, molti locali cittadini non possono effettu
Fritz Salamini 19/10/2009 16:20
/ilmucodifrutta.blogspot.com
Allora perchè non andava bene anche il centro sociale in San Martino?

perchè avrebbe tolto il monopolio dei "locali" al Bruno.

Non si parla più di scuotere le coscienze, ma di concorrenza e business
Michele 19/10/2009 16:11
Per chi mi risponde in forma anonima sui contatori volevo fargli presente che per fare un contratto di luce acqua e gas devi dare dei dati (persona fisica o giuridica) e soprattutto consegnare a Dolomiti Energia i dati catastali dell'immobile e la conformità degli impianti (solo se nuovi ovvio)...ma i dati catastali devi darli sempre, quindi vorrebbe dire che hanno dei contatori a nome loro e che se sono in regola chi ha ceduto l'immobile ha fatto un contratto di qualche forma...mi stride un pochino direi...se così non è, e su quello sono in regola, bene mi fa piacere. Aria al cervello, se leggi bene la seconda parte del mio post precedente, non la dò io. Ripeto che tutti hanno il diritto di fare ma nel rispetto delle regole e delle leggi. Faccio parte anch'io di un' associazione di volontariato e abbiamo la nostra sede richiesta al Comune (non Trento) e per averla abbiamo seguito l'iter previsto...tutto qui!!! Non ho detto o fatto capire che non debba esistere il centro bruno, ho solo detto che si deve rispettare la legge, che è ben diverso.
Bela Molnar di Riva del Garda 19/10/2009 16:06
Vergogna !
Sepero´il centro sociale si chiamasse "Blitz" oppure "Krieg" e fosse un centro sociale di naziskin, o gente di destra......allora Dellai o Pacher lo manderebero a sgombrare immediatamente.
Bastaaaaaaaaaa ! Siete compiacenti ! Vergognatevi !
il contropensiero 19/10/2009 15:49
In ogni citta' c'e il bello e il brutto. Esempio New York Manhattan e' bellissima, poi ci sono zone meno, cosi' Lonfdra, parigi, Hong King, qui abbiamo la zona del Bruno.
gianni di rovereto 19/10/2009 15:47
denoto la mancanza di un centro sociale come il bruno a rovereto
mi sembra un posto aperto agli altri , non troppo ideologico , non
pesante , insomma un luogo dove si può entrarci senza sposare
le loro idee a volte condivisibili , a volte no , sulla forma mi sembra che il
problema sia della politica , si trovi un accordo e si smetta di fare facili
sensazionalismi su questa esperienza .
Laura di Trento 19/10/2009 15:41
bisogna a mio avviso prendere atto della realtà. A questi ragazzi va riconosciuto il merito di essersi creati uno spazio nella città di Trento, che da moltissimi viene apprezzato. Rappresentano una voce critica importante e quasi mai banale da parecchi anni.
Vediamo di regolarizzarli, cosa che mi pare chiedano loro stessi, e mettiamo fine a queste sterili polemiche.
Le cose di cui preoccuparsi sono ben altre
x letizia di Trento 19/10/2009 15:35
ahahah come ti rode!!!! c'è poco da fare, quel centro sociale ormai ha radici nella città...che lo riconosce.
Ti piaccia o meno è così
x michele di Trento 19/10/2009 15:34
spiacente, acqua, luce e gas non li paga qualcun altro, il bruno sicuramente si.
Informarsi e poi parlare...per evitare di dare aria al cervello a vanvera
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