Corso Rosmini 66 di Luigi Zoppello
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Il Mart, costi e cifre |
| Un bilancio milionario, ma visitatori in calo da due anni |
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27/05/2009 21:14 La giunta provinciale, nell’ultima seduta di venerdì scorso, ha deliberato un ulteriore stanziamento complessivo di 1.936.000 euro come «prima variazione di bilancio 2009» del Mart «in assegnazione di finanziamento integrativo 1009». Considerato che con la delibera del 30 gennaio scorso (numero 164) era già stato stanziato un impegno di 4.528.000 euro, fra spese correnti ed in conto capitale. A questo va aggiunto l’acconto versato nell’ottobre 2008 per il 2009, pari a 3.070.000 euro. L’ulteriore contributo. Nell’ultima delibera (numero 1217) proposta dall’assessore alla cultura Franco Panizza, in particolare, vengono assegnati «un ulteriore contributo per il funzionamento del 2009» di 310 mila euro; ed un «ulteriore contributo per progetti espositivi e programmi di investimento per il 2009» di 1.635.000 euro. Il totale per il 2009, al momento, è di 7.769.000 euro già stanziati. Saranno abbastanza? Il bilancio 2008. Lo scorso anno (bilancio 2008) i contributi della Provincia di Trento sono stati pari a 9,7 milioni di euro, le spese per eventi espositivi temporanei 3,5 milioni. La quota di autofinanziamento sul budget è stata del 24%. Il Mart è risultato quindi il museo trentino più finanziato fra quelli a rilevanza provinciale avendo preso 9 milioni 718mila euro (3,5 in parte capitale); per capirci, al Museo di scienze naturali di Trento sono andati nel 2008 «solo» 3 milioni 965mila (1,4 in parte capitale); al Museo storico del Trentino 3 milioni 75 mila euro (2 in parte capitale); al Castello del Buonconsiglio 2 milioni 270mila euro (450mila in parte capitale); al Museo degli usi e costumi della gente trentina 1 milione 167 mila (45mila in parte capitale); al Museo della guerra di Rovereto 421 mila euro; al Museo diocesano 316 mila euro; al Museo civico di Rovereto 299 mila euro; al Museo civico di Riva del Garda 180mila euro. Biglietti in calo. Fin qui il bilancio preventivo del 2009 e quello approvato del 2008. Ma a preoccupare è invece un altro dato: quello dei biglietti staccati, che sono in calo costante. Recita la delibera di venerdì scorso: «Con deliberazione n. 164 di data 30 gennaio 2009 la Giunta provinciale ha approvato i provvedimenti adottati dal Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto in applicazione delle direttive di cui alla deliberazione della Giunta provinciale n. 2632 di data 17 ottobre 2008, in riferimento al bilancio preventivo 2009 del Museo. In data 11 febbraio 2009 il Consiglio di amministrazione del Museo, con deliberazione n. 2/09 ha approvato la prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio 2009, a seguito dell’integrazione del finanziamento previsto dal disegno di legge relativo all’assestamento di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2009 e pluriennale 2010-2011 della Provincia così come approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 189 di data 30 gennaio 2009. In data 27 marzo 2009 il Consiglio di amministrazione del Museo, con deliberazione n. 11/09 ha approvato l’attestazione della conformità del bilancio assestato di previsione 2009 e pluriennale 2010-2011 alle direttive della Giunta provinciale approvate con deliberazione n. 486 di data 13 marzo 2009». Colpa della crisi. «Si prende atto - scrive Panizza nel testo della delibera - della relazione illustrativa allegata al bilancio di previsione assestato, in merito all’andamento delle entrate derivanti dalla vendita di biglietti di ingresso, che in adempimento a quanto previsto dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 299 di data 15 febbraio 2007, ha illustrato il monitoraggio dell’incidenza delle categorie a tariffa agevolata sul complesso delle entrate del museo; le entrate del 2008 hanno avuto una sensibile diminuzione rispetto alle entrate del 2007; il trend negativo si ritiene non sia correlato alla nuova formulazione delle tariffe ma dipenda dalla negativa congiuntura economica generale pertanto il Museo ritiene opportuno non introdurre variazioni tariffarie in aumento in analogia con la politica tariffaria adottata dalla Provincia per fronteggiare la crisi economica». Un trend negativo. A quanto ammonta il calo dei biglietti? Il grafico al centro della pagina parla chiaro: i biglietti di ingresso del Mart di Rovereto sono passati da 270.089 dell’anno 2006 a 226.111 nel 2007 e poi a 214.076. Una perdita di 12 mila unità in due anni. Paga solo uno su tre. Ma il dato più significativo è quello che la relazione del Mart dedica alla biglietteria, dividendo i biglietti a pagamento da quelli gratuiti. Se nel primo anno di funzionamento effettivo (il 2003) il Mart aveva 227.793 visitatori di cui 127.561 paganti e 84.680 gratuiti, nel corso del 2008 il dato si è capovolto: nel 2008 su 214.076 visitatori totali, i paganti erano 67.199 (circa uno su tre), i biglietti gratuiti 146.877. Infine, un dato significativo per quanto riguarda l’anno appena trascorso: se nel corso del 2008 il Mart ha avuto 214.076 visitatori e nel suo bilancio approvato i contributi provinciali sono stati 13 milioni e 200 mila euro, il risultato è che per ogni visitatore entrato al Mart nell’anno scorso, la Provincia Autonoma di Trento ha investito 61,66 euro. Fonte dei dati: Mart, tratti dal libro «Numeri trentini», da venerdì in edicola con L’Adige). |
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| 34 commenti trovati - pagina 1 di 4 |
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| Cacciavite di Rovereto |
10/05/2010 16:08 |
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| Mantre ora i turisti vanno al mart, e sostano sotto la cupola, che è stata ideata per cuocergli il cervello. |
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| Cacciavite di Rovereto |
10/05/2010 16:05 |
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Io mi ricordo quando da adolescente andavo a studiare nella vecchia biblioteca, con le porte di legno... i vetri... le maniglie vere... Adesso sembra un centro commerciale, come tutta la struttura del mart del resto. Alla faccia del fascino estetico. bà, questione di gusti.
Se lo avessero costruito al posto del mostro di viale Trento sicuramente la collina di viale dei colli non avrebbe subito smottamenti, al posto del mostro ci sarebbe un museo e il cento città si sarebbe allargato portando vita intellettuale anche in periferia.
Ma il pensiero che mi circolava per la testa era un altro, ricordo. Rovereto da Città della Pace (pece...) diventò la città del mart (e non il mart di Rovereto...). Questo voleva dire che la città aveva perso l'opportunità di diventare La Città Museo! Immaginatevi tutti i soldi spesi per il mart usati per ristrutturare i palazzi della città, come il vecchio museo civico che ci cade in testa. Immaginatevi i palazzi del centro pieni di opere d'arte e spazi culturali. Immaginatevi un biglietto unico giornaliero per accedere a tutte le collezioni. E un sacco di gente per le vie del centro: la città sarebbe rifiorita, socialmente ed economicamente... |
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| Cristiano Vecli di Rovereto |
25/02/2010 20:04 |
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saluti cari a tutti,
Il Mart, secondo me, è come tutti i prodotti, bene o male. Quello che spendi è quello che comperi. Spendi 1, porti a casa 1. E la migliore promozione è il passaparola; costa niente e rende molto.
Vogliatevi bene, vogliate bene alle cose che abbiamo dovuto pagare.
Buona fortuna. |
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| Tania L. G. di costi? disponibilità |
11/02/2010 11:48 |
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Io chiederei al Mart di aprire la porta ai docenti di storia dell'arte per fare delle guide o delle didattiche di ricerca metodologica con delle commissioni o anche ricerca laboratoriale con gli studenti. Insomma una apertura a quei pochi che subiscono il grimaldello dalla scuola gratuito, il pestaggio gratuito e spesso per futili motivi e fraintendimenti, per mancanza di dialogo e trasparenza. Insomma si comporti e costituisca come soggetto civile indipendente, sostituisca l'opera, la chiesa, le banali impressioni... tenti di svettare superpartes in nome della cultura che rappresenta. Poi lo so, non mi crederà - chiedo fermamente che metta i docenti che vivono il problema delle sospensioni temporanee a fare cahiers didactique in collaborazione con le biblioteche territoriali e l'industria sostenitrice o anche servizio sociale, accompagnamento per maschere, guide o altro...
Ciao saluti sinceri |
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| Alex |
06/01/2010 18:27 |
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| Forse sarebbe meglio che nei musei italiani ci fosse lo sconto per gli insegnanti. Questo prima di tutto perchè di solito un docente vede la mostra per capire se è il caso di portare la scolaresca poi perchè fa parte del proprio aggiornamento. A Londra i due più importanti musei sono gratis. Concludendo anche il Mart dovrebbe fare degli sconti agli insegnanti e forse ci sarebbe più affluenza. Oggi leggo che c'è l'aumento per il caffè al bar e quindi è da sperare che cali l'affluenza anche lì così forse si capisce che questo sistema alla fine non rende. |
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| Maurizio Scudiero di Rovereto |
12/07/2009 11:23 |
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Caro Zoppello, essendo in giro per mostre, e controllando la mail, e la notizie dalla lontana patria, ho visto solo oggi la lunga fila di commenti al tuo articolo molto puntuale sul Mart (che peraltro avevo gia' letto in edizione cartacea). Non ho capito bene, pero'. Ma non si sarebbe dovuto parlare di Mart ? E invece mi sono sciroppato (anzi direi meglio "sciroccato") tre lunghe videate dense di picche e ripicche. Per carita', ognuno a modo suo e' stato educativo. Tania ci conforta facendoci capire che non tutti i giovani vivono all'insegna dello "sballo forever", ma anzi leggono, e molto, e imparano. E, si, magari l'irruenza giovanile ti fa spesso andare sopra le righe, ti fa accelerare troppo, tirando fuori tutta la cultura che hai appreso. Se guardo indietro, ai miei inizi, anch'io un po' volevo far vedere che "avevo studiato". Comprensibile. Remember Montanelli, da parte sua, ci insegna una cosa che condivido immensamente, e cioe' che bisogna sempre "correre il rischio di farsi capire". Spesso i miei colleghi critici mi hanno garbatamente fatto notare che "scrivo troppo terra terra". Osservazione che mi ha sempre lasciato in non cale, anzi ribattendo io che loro parlavano e scrivevano solo "per addetti ai lavori". Di qui l'ouroubos, quel serpente che si mangia la coda in cui e' piombata da tempo l'arte contemporanea grazie ad una critica che si parla addosso, ma non solo addosso... Si va bene tutto, ma vi siete perduti di vista il Mart, il complemento oggetto del blog di Zoppello. Che dire? Io, gia' dagli anni Ottanta, quando usci' la prima idea del Mart ho sempre espresso le mie idee chiaramente. E chiaramente mi sono trovato contro tutti. Dai potenti di turno, alla variegata corte dei genuflessi del potere. Ho avuto duri scontri anche con Gabriella Belli, non sulla sostanza (cioe' sulla sua competenza), quanto sul metodo, sulle scelte strategiche. Dicevo infatti all'epoca che forse era meglio costruire qualcosa di meno elefantiaco, altrimenti poi i costi di gestione sarebbero stati una palla al piede, e piuttosto, pur con lo stesso stanziamento globale, acquistare opere di secondo futurismo, che allora costavano nulla. Dicevo, ancora, che non siamo in posizione geografica favorevole, e che uno sarebbe venuto al Mart solo se c'erano mostre da favola, ma pero' dette mostre costano, e non se ne puo' fare una dietro l'altra. E dicevo altre cose che qui ometto per non farla troppo lunga. Ovviamente mi hanno dato tutti addosso. Perche' nel democratico Trentino quando una cosa e' decisa a priori el pueblo viene partecipato solo a cose fatte. Sto alludendo all'incontro con la popolazione di Rovereto organizzato solo quando la macchina era gia in moto. Infatti, molti in sala si chiedevano: "che dobbiamo dire, sono quasi gia' al progetto esecutivo!" Ma comunque, oggi, a luglio del 2009, bisogna essere pragmatici. Il Mart c'e'. Riconosciamo alla Belli che e' riuscita a condurre in porto un'operazione ambiziosa che sarebbe stata una sfida anche per citta' come Roma e Milano. Ed oggi, come dice l'amico che vive in Germania, il Mart e' conosciuto ovunque, ed anche Rovereto. Lo posso testimoniare personalmente, in tutti i miei spostamenti verifico come parlando di Rovereto salti fuori subito il Mart. O viceversa. Quante delle costosissime campagne pubblicitarie dell'assessorato provinciale al Turismo avrebbero potuto produrre lo stesso effetto ? Ed a quali costi ? Dunque un ritorno poi, gratta gratta, c'e! Certo, ci sono poi i bilanci, i numeri. Ormai la nostra vita e' tutta un numero. E dunque che fare ? Parlando di cultura, pero', i costi sono sempre un problema fittizio, Se avessero fatto due conti, a Firenze, nel rinascimento, nessuno si sarebbe sognato di costruire e "abbellire" la Loggia dei Lanzi, che fu un autentico buco per le casse municipali. Se ragionassimo con il pallottoliere la storia dell'arte cambierebbe radicalmente. E quindi i problemi del Mart oggi sono problemi essenzialmente strutturali, cioe' di gestione corrente, di spese intrinseche del sito, e certo di costi di produzione per mostre che, volenti o nolenti, per attirare pubblico in una "valle periferica" della penisola Italica, devono esse molto appetibili. E' colpa della Belli ? Non credo proprio. Forse bisogna inventarsi una struttura virtuosa (non virtuale !) trasversale a tutti i musuei pubblici del trentino per "ottimizzare", economizzare sui costi di gestione, e dare piu' respiro alle possibilita' di progettazione espositiva e di produzione culturale. Non sono un ragioniere, e forse quanto sopra e' irrealizzabile. Ma una cosa so per certo. I costi saliranno sempre. Non so i visitatori. |
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| Ricordando |
15/06/2009 17:30 |
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PS
A proposito da Romeo e Giuletta
What's in a name? that which we call a rose By any other name would smell as sweet
E se non fosse anglofona vuol dire che una rosa se si chiamasse cacciavite profumerebbe sempre.
Questa fissa dell'anonimo e del non anonimo, gliene butto li' un'altra
Amicus Plato Sed Magis Amica Veritas
Ha capito il concetto??? Il suo favellare e' tutto esteriore ma non riesce mai ad entrare nelle cose, sta fissa anonimo e non anonimo come fosse una colpa maxima lo dimostra ulteriormente. Lei preferisce le apparenze alla substantia rei. Peraltro nessuno le ha detto che se su un forum legge come nick Napoleone Bonaparte magari di la' non c'e' il grande corso? Chi me lo dice che lei si chiama veramente tania? E per il resto quello che dice non cambierebbe nemmeno fosse antonietta o giulio, quindi non mi frega assolutamente. Del resto l'anonimato autorale e' pure teorizzato
http://it.wikipedia.org/wiki/Luther_Blissett_(pseudonimo)
Si informi, tanta cultura esteriore e mancano, a quanto vedo buoni pezzi ...
Ci pensi su, se le viene qualche dubbio forse c'e' speranza. |
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| Ricordando |
15/06/2009 17:21 |
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Non confondiamo, con i suoi sproloqui secondo il buon maestro del giornalismo italiano cafona e' lei.
Le si addice la battuta: parla 10 lingue ma non ne capisce nessuna.
E se io abbia ragione o torto sia onesta intellettualmente e passi in rassegna i suoi migliori amici e amiche se ne ha, quanti sono? Gente brillante e estroversa, affabulatori o noiosissimi parolai che parlano parlano ma alla fine hanno i cassetti pieni di libri non pubblicati e di opere inedite che nessuno si fila e con cui ci si consola reciprocamente della barbarie che non riconosce tanto genio? Quante volte riesce a farli ridere con una buona battuta? Se' e' come penso e temo vedra' confermato il detto, dimmi chi frequenti e ti diro' chi sei. Per il momento NESSUNO e dico NESSUNO la cita, nessuno si prende la briga anche solo di scorrere e considerare le sue note. Si chiede il perche?
Cordialmente.
(comunque complimenti questa volta ha usato 2 righe, temo tuttavia siano troppo poche, da un'estremo all'altro, faccia una media e ci siamo) |
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| Cornelia |
15/06/2009 13:22 |
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| portiamo i giovani al MART, per cultura per dialogare per capire il presente ed il futuro. |
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| tania di Rovereto |
15/06/2009 13:15 |
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| Anonimo come sempre - si tenga la superficialità per qualcosa di più che una spiegazione legittima sulla sua maleducazione: questa in sintesi. |
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