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Cuori Matti di Paolo Ghezzi
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L'incubo autostradale
del Gobernador Dellai

Il sogno segreto di Lorenzo I: sull'A22 perderà Roma ladrona. Forse

31/05/2010 12:43
Asfaltar no es gobernar. Gobernar no es asfaltar... ma chi l'avrà detto? Simon Bolivar o Silvan Griso? E poi, che lingua era, l'idioma di Galan o lo stil novo di Zaia? Lorenzo I da Gardol, quella notte, non riusciva a prender sonno. Sarà stato - pensava nel dormiveglia agitato - lo smacafàm appena assaggiato col sindaco Andreatta, poco prima del fatale resentìn che ad Ale II sarebbe costato la patente (lui non correva il rischio, perché aveva un sobrio autista ad aspettarlo).
Comunque fosse, aveva lo stomaco pesante e gli intestini in subbuglio. Asfaltar no es gobernar: e a Lorenzo I da Gardol venne in mente - orrenda visione - la rassegna stampa degli ultimi tre anni. Che fosse ben piantato in mezzo ai media locali (e, grazie alla passione apistica di Francisco Rutèl, ogni tanto anche a quelli nazionali), non v'era dubbio veruno: ogni santo giorno almeno 3 sue fotografie (si trovava, di profilo, un po' antipatico, un po' rado di capelli, ma in fondo in fondo si piaceva così: uno splendido cinquantenne) e ogni santo giorno almeno 8 sue dichiarazioni, spazientite e spazianti dal taglio alla maschietto di miss Claudia Andreatti alla replica sferzante al poderoso attacco della consigliera d'opposizione Penasa.
Nulla di ciò che è umano mi è estraneo, gli affiorò alle labbra, a colta giustificazione del proprio presenzialismo. Aveva solo un problema con le prime pagine, con quei titoloni sguaiati e sgangherati che spesso lo irritavano oltremisura, scatenandolo a replicare ai direttori con esse-emme-esse sempre più furenti man mano che abbandonava le emme-esse diventato un virtuoso ma collerico non fumatore. La battuta che aveva fatto una volta - ah, che belli sarebbero i giornali se non avessero la prima pagina! - la trovava efficace e sacrosanta.
Ma negli ultimi anni, negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, ecco affiorare - da qualche giornale - qualche dubbio. Gobernar no es asfaltar. Lorenzo I da Gardol ne era talmente convinto che aveva lanciato progetti, ma che dico progetti, vere e proprie utopie politiche: il Trentino come prima provincia oil-free d'Europa (tutto metano e idrogeno, niente gasolio e benzina) e il Trentino metroland, terra del trasporto leggero, del binario liberante, della ferrovia capillare. Car-free.
Però adesso le sue utopie gli si rivoltavano contro: perché tra la premiazione dei Bastard e la firma dell'accordo fiscale con Tremonti, tra Metroland e oil-free-land, forse anche perché incazzato col Griso che gli aveva fatto perdere un po' di reputazione, gli era venuta a noia l'Autobrennero e aveva ignorato quanto qualche giornale, da un po' di tempo, con noiosa insistenza, scriveva: occhio, che il governo ha preso di mira la nostra autostrada dalle uova d'oro, l'orgoglio dei nostri padri; occhio, che prorogano le concessioni a tutti fuorché a noi, forse perché politicamente invisi al Sovrano di Arcore; occhio, che se mettono a gara l'A22, la Regione può anche perderla; occhio, che se si perde la gara, addio fondo pro Brennero, addio tunnel e alternativa ferroviaria, e finiamo sul binario morto. E adesso che, nella manovra finanziaria, c'era finalmente scritto ciò che quei fastidiosi giornali avevano annunciato, anche intervistando il dellaianissimo e allarmatissimo Duiella, e cioè che il rinnovo costerà all'Autobrennero quasi UN MILIARDO di euro, tesoretto che l'Anas aspetta come una manna, e che diventa una mannaia sui futuri accantonamenti pro tunnel, Lorenzo I da Gardol si svegliava in un bagno di sudore e finalmente si domandava: ma io e il Luis, azionisti di maggioranza, avremo poi fatto tutto quel che dovevamo fare per affermare le nostre ragioni ferroviarie a Roma e a Bruxelles, per far pesare ai governi squattrinati i 550 milioni accantonati per la galleria, per far valere la specialità della nostra autostrada in parallelo alla specialità della nostra autonomia?
Dall'ombra dell'aldilà (l'aldilà è sicuramente luminoso, ma interdetto e oscurato ai nostri occhi mortali), le ombre di Silvius Magnago (il cognome più italiano per il sudtirolese più ostinato) e Bruno Kessler (il cognome più tedesco per il trentino più lungimirante, tanto tedesco che il figlio Gianni, in questi giorni, è stato l'unico al mondo a pronunciare Mag-nago, con la G centrale dura, alla tedesca, che neanche i tedescoparlanti osano, riconoscendo le radici trentine, per parte paterna, del Silvius); dall'ombra della terra dei più, si diceva, le due illustri ombre gli rispondevano: no, nein, tut mir leid, Lorenzo, Luis. Non avete fatto abbastanza. Siete stati distratti. Con Tremonti, quando avete firmato l'accordo, dovevate mettere sul tavolo anche la concessione A22. Vi svegliate tardi. E ora rischiate di perdere l'autostrada, le sue uova d'oro, e il tunnel ferroviario, rischiate l'Autobahn, la spina dorsale della nostra autonomia, l'unica opera davvero regionale - da Brenner a Borghetto - adesso che la Regione l'avete demolita, realizzando il sogno del Silvius più che quello del Bruno.
Madido di sudore e annaspante nei sensi di colpa, oggettivamente reo di avere dedicato le proprie energie a replicare alle sparate di Divina più di quante ne meritasse il salvataggio dell'Autostrada, Lorenzo da Gardol emise un profondo rutto e finalmente, digerito lo smacafàm, si addormentò.
E sognò una proroga secolare della concessione, e un secolo di profitti d'oro garantiti all'autonomia, e mille treni biancorossi che sfrecciavano a doppia corsia verso Innsbruck nella nuova Galleria, e dunque il trionfo su Roma ladrona.... e il messaggero che gli annunciava la Vittoria aveva un bel sembiante trentino, nonostante il nome tirolese: era il piccolo profeta di Vigolo Vattaro, Walter Kaswalder era nomato. In sogno, una Erinni furiosa, Margherita da Tione - Comune decoghizzato - gli chiedeva, con brutalità: ma per quali cavolo di competenze l'hai scelto per il nuovo cda di Autobrennero, il pattitino? E lui, il Gobernador finalmente pacificato, sussurrava sereno: faceva rima con Durnwalder.  
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5 commenti trovati - pagina 1 di 1
rudi 28/07/2010 09:58
Ehi! Siamo ancora in ferie??
graziella di cavalese 08/06/2010 22:01
Complimenti!!!!!Un articolo che parla di un tema molto importante raccontato in chiave ironica fa capire anche ai non adetti ai lavori che giri strani e contorti ci sono in alcuni ambienti.....Grazie , buon lavoro
Fede di Trento 07/06/2010 17:02

L'ho riletto un'altra volta...sempre efficace.
E' decisamente un pezzo anti-depressione ...complimenti.
Rudy 04/06/2010 14:07
Ti conosco solo di nome e di scritto, ma posso dire che sei un simpaticone. Mi hai fatto lacrimare dal ridere. Complimenti.
semplizon 31/05/2010 22:39
semplizon
Grazie caro pighez per averci fatto comprendere sorridendo questi intrecci roman-padani sull'asse del Brennero...
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