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L'Iraq, la guerra e l'obiettivo del petrolio
02/02/2010 09:35
E gregio Direttore, Le offro uno spunto per un dibattito, ammesso e non concesso che vi sia ancora qualcuno non assuefatto al tema e che vi abbia ancora interesse.
Ho letto l'interessante intervista rilasciata ad Affari e Finanza di lunedì 25/01/10 a Marco Panara da un'importante personaggio di cui a breve Le svelerò il nome. Nell'articolo si parla di petrolio e delle future strategie planetarie per lo sfruttamento dei residui giacimenti. A precisa domanda del Suo collega, l'intervistato risponde.Ecco la domanda. «In questa geografia quanto ha pesato la guerra in Iraq?».
Segue la risposta. «Dal punto di vista della geografia petrolifera è stata una mossa decisiva, ha consentito agli americani e ai loro alleati di installarsi in uno dei paesi con maggiori potenzialità produttive e di dimostrare ai cittadini di tutto quel mondo che gli Stati Uniti e le grandi democrazie occidentali sono in grado di giocarsi queste partite, che sono democrazie forti che possono reggere, in nome della libertà, una guerra in un paese remoto».
Questa non è la dichiarazione di un qualche Alto Comando di una Grande Potenza con nostalgie neocolonialiste, bensì la risposta ad un'intervista rilasciata dall'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni. Il quale non mostra particolari imbarazzi a declinare quali siano le priorità del mercato e cancella in poche battute anni e anni di balle colossali di cui l'orbe terracqueo è stato inondato, a tutti i livelli.
Dopo tali dichiarazioni è forse opportuno che Scaroni si procuri una scorta armata, se già non ce l'ha. Soprattutto per guardarsi le spalle dal fuoco amico.
Lei che ne pensa?
 
Avvocato Enrico Ballardini
 
La guerra in Iraq, scatenata dal presidente americano George W. Bush e dalla sua amministrazione, venne giustificata con l'obiettivo di: 1) fermare l'asserito programma di armi distruzione di massa del regime di Saddam Hussein; 2) sgominare Al Quaeda e il terrorismo, di cui l'Iraq sarebbe stato il principale sponsor; 3) esportare la democrazia, instaurando un governo democratico e in grado di gestire i conflitti interni; 4) rafforzare il prestigio internazionale degli Stati Uniti, in particolare nel mondo arabo. Di questi quattro obiettivi nessuno è stato raggiunto, o perché erano inesistenti e frutto di invenzione propagandistica (le armi di distruzione di massa, il ruolo guida nei confronti di Al Qaeda); o perché non raggiungibili con una guerra (esportare la democrazia, rafforzare il ruolo di guida morale dell'America).
Al contrario la guerra in Iraq ha conseguito il risultato di: 1) causare almeno 650.000 morti fra la popolazione civile (fonte The Lancet) ed oltre 4.000 fra le truppe americane, superando di gran lunga le vittime del regime di Saddam Hussein; 2) costare al contribuente americano 500 miliardi di dollari, anche se il Premio Nobel Stiglitz stima che il costo finale ammonterà a 3.000 miliardi dollari; 3) alimentare l'odio delle popolazioni arabe verso gli Stati Uniti, tra le cause scatenanti del terrorismo internazionale.
Tra le ragioni vere e profondamente sentite dal presidente Bush (petroliere e figlio di petrolieri) e della sua amministrazione (coinvolta in enormi giri d'affari in Medio Oriente) alla base della guerra vi è stata una ragione ben precisa, dichiarata anche ufficialmente in seguito dallo stesso Bush: il petrolio. Gli Stati Uniti volevano rendere più sicuri i propri approvvigionamenti energetici, riducendo l'importanza di Paesi come il Venezuela di Chavez o la stessa Arabia Saudita. Inoltre numerose compagnie americane desideravano partecipare allo sfruttamento delle risorse petrolifere irachene, oltre alla ricostruzione successiva dell'Iraq e alla fornitura di armamenti per la guerra.
I risultati su questo versante sono stati raggiunti tutti: la guerra ha fatto salire alle stelle le spese militari gonfiando commesse miliardarie; ha distrutto l'Iraq garantendo ora la ricostruzione per la gioia delle imprese straniere; ha aperto la strada al petrolio per le compagnie americane e occidentali, tra cui anche l'italiana Eni.
È evidente la soddisfazione dell'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni: tutti gli obiettivi che interessavano sono stati centrati: la guerra in Iraq, per usare l'espressione di Scaroni, «è stata una mossa decisiva», e «ha consentito agli americani e ai loro alleati di installarsi in uno dei paesi con maggiori potenzialità produttive». Degli iracheni, effettivamente, non importava nulla a nessuno, né a Saddam Hussein prima, né a Bush dopo. Come pure al governo italiano, che si è accodato nell'impresa confidando di lucrare sugli affari, che ora stanno arrivando. Non c'è che dire: missione compiuta. p.giovanetti@ladige.it
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14 commenti trovati - pagina 1 di 2
xLK73 di Dro 04/02/2010 08:38
non sono un laureato in lingua e letteratura italiana,ma
ignoranza a casa mia significa ignorare ,non aver ben chiara la situazione ,non conoscere tutto a pieno....
disinformazione significa poca informazione ,informazione distorta, non completa,ecc
ora se tu vuoi mettermi in bocca parole che non ho mai detto e inventate
da te e dalla tua mente distorta ,non è certo colpa mia.....
trattare significa trattare cio'è avere una discussione aperta dove ogn'uno dice la sua x poi arrivare ad una conclusione congiunta il piu' possibile...
il tuo modo di fare avvalora ancora una volta e anzi lo rafforza ancora di piu' quello che sostengo oltremodo accusi e giudichi una persona
senza conosscerla e nemmeno senza conoscere le sue idee
visto che ritengo d'aver solo sostenuto l'impssibilita' di parlarne!!!!
probabilmente ho piu' esperienza nella mia mano sinistra del mondo
che tu in tutta la tua vita x quello che ne sai ....
LK73 03/02/2010 18:17
caro mio abitante di Dro, copio le tue parole: "troppa disinformazione e ignoranza". vuol dire tra le righe "gli altri sono ignoranti,hanno torto, solo io, quelli che la pensano come noi, sappiamo quello che diciamo e abbiamo ragione".
tipico atteggiamento sinistrorso: diritto a parlare ma non ad ascoltare chi ha opinioni diverse e chiudendosi a riccio "Non c'e' niente da fare (...) per trattare una discussione di questo genere" scrivi. altro che non aver detto nulla di particolare.

x LK73 di Dro 03/02/2010 16:54
mai detto di conoscere l'assoluta verita'
ho solo detto che non se ne puo' parlare e infatti tu dimostri a pieno questa tesi ......
dandomi della mentalita' ristretta e con il paraocchi senza che io abbia
detto niente di particolare!!!!!!!!!!!!
LK73 di trento 03/02/2010 15:43
per fortuna abbiamo quello di dro che tutto sa e che dall'alto del suo scranno ha la presunzione di conoscere la Suprema Verita', tuti gli altri sono ignoranti, fascisti o filo americani. Scommetto che aveva la bandiera della pace sul balcone, cosi da sventolarla e pulirsi la coscienza per il suo inattivismo simil-pacifista. Bravo. E in Bosnia/Kosovo, gli USA quanto petrolio stanno estraendo (per la tua auto e per illuminare casa tua)? ed a Haiti? in Somalia? domanda ai libanesi chi ha causato decenni di guerra civile e migliaia di morti: i loro stessi fratelli arabi, non i cattivi yankee. non tutti gli arabi/musulmani sono terroristi, come non tutti gli americani sono santi, ma non riconoscere che gli USA pagano di tasca loro (soldi e sangue) per la democrazie e la liberta' altrui, anche per fini commerciali, verissimo, ma alla fine tutti ci guadagnano. e anche tu puoi sedere in poltrona,mangiare il pop corn con una lattina di coca cola guardando la partita di calcio mentre fuori sventola la tua bella bandiera della pace e migliaia di persone muoiono a causa di regimi totalitari. in Iraq ci sei mai stato? io si. forse tu non sei mai uscito dalla busa, di sicuro la mentalita' ce l'hai ristretta e col paraocchi.
quello di Dro 03/02/2010 15:29
direttore io l avevo avvertita che non si puo' toccare la politica estera
americana infatti ti danno subito del comunista o del filo araboterrorista
non c'è niente da fare troppa disinformazione e ignoranza per
trattare una discussione di questo genere
w la democrazia, parola dalle lontane origini greche, che non è un esclusivita' del modo di pensare della politica americana!!!!!!!!
Ismaele di Trento 03/02/2010 14:37
E´allucinante come anche in Italia subiamo ancora la propaganda di tanti anni di Comunismo (per fortuna non reale). Avevamo il secondo partito dopo quello Russo, il secondo dell´Occidente.
La verita´e´che gli Americani si fanno sempre il "mazzo" per gli altri.
Vediamo ad Haiti, in pochissime ore creano un cordone aeroportuale con tanto di torre di controllo e smistano gli aiuti, prendono in mano la situazione all´istante.
In Iraq stanno spendendo milioni di milioni di dollari, aiutando.
In Italia morirono come mosche per liberarci , e poi ci aiutarono nella ricostruzione. Piano Marshall.
Ma non solo in Italia, anche in Francia.
In Normandia quando i soldati americani stavano per sbarcare sulle coste francesi , sentivano la tremenda gragnuola dei colpi di mitragliatrice che si abbatteva sui portelloni blindati degli anfibi, chi apriva il portellone sapeva che le prime cinque o sei file di soldati sarebbero state fatte a pezzi, ma il portellone venne aperto......e uscirono gridando , essendo immediatamente dilaniati.
Questo e´lo spirito AMERICANO ! Ed erano ragazzi di venti anni.
Ce lo immaginiamo un bamboccione nostrano se sente la gragnuola di colpi sul portellone, sviene subito con le brache piene.......
Siamo tuttora debitori degli Stati Uniti.......siamo coerenti.
LK73 di trento 03/02/2010 14:18
//
la maggior parte dei 650.000 morti sono dovuti non agli americani, ma ad atti di terrorismo, della resistenza al nuovo regime sulla via della democrazia, da lotte di potere e per divisioni etnico/religiose.
ci si dimentica inoltre del milione e mezzo di vittime causate dal regime di Saddam con la guerra Iran-Iraq, i morti in conseguenza all'invasione del Kuwait del 1990, per non parlare dell'uso di armi chimiche sui curdi. Altro che 650.000 Saddam ha causato la morte di MILIONI di persone e il mondo e' rimasto a guardare.
Chi lo dice che in Iraq (o altri paesi del M.O.) gli americani non sono ben voluti dalla maggior parte della popolazione? si guardi alle code di cittadini presso le loro ambasciate, ai giovani studenti che vogliono andare negli USA per studiare. Non ci si fermi a guardare le dimostrazioni e le farneticazioni di pochi esaltati, fanatici religiosi o fuori dal tempo.
Infine una domanda: lei in ufficio ci va in bicicletta o in auto? la sera la doccia calda se la fa? con che energia viene riscaldata ed illuminata casa sua?
Tiziano di Arco 03/02/2010 12:59
Ma come si fa´a non dubitare del Nobel ?
Se lo vince addirittura Dario Fo (che vesti´la divisa della Repubblica Sociale) o Gunther Grass che vesti la divisa delle SS......e´tutto dire.
Ancora piu´ipocrita il fatto che questi due per anni lo hanno tenuto nascosto, e si sono riciclati come comunisti nell´immediato dopoguerra.
Lo so bene che mezza Italia ha fatto cosi´(Scalfari, Biagi, Bocca,ecc) ....ma perche´li premiano ?
Poi hanno premiato Saramago...che con tutto il rispetto ha vinto solo perche´aveva la tessere di Partito.
Il Nobel premia solo chi e´di sinistra, oppure chi e´politicamernte corretto....e cosa céra di piu´politicamente corretto di Obama ?
Non ha fatto nulla, ma ha vinto perche´era il primo politico nero......e a Stoccolma son fatti cosi´.
Per questo dico che il Nobel e´un istituzione che ha fatto il suo tempo.
Insomma... di x Giulio 03/02/2010 10:03
Devo spiegarti il significato del mio post. In realtà ne avevo inviato uno molto più circostanziato ma non me l'hanno passato. Ecco perché l'ho ridotto ai minimi termini insinuando comunque il dubbio, come tu hai colto, che se non è zuppa è pan bagnato.
E deve ancora muoversi la Cina... o gli ingenui pensano che l'impero cinese se ne starà buonino buonino a raccattare i fondi di barile?
Giulio 03/02/2010 00:47
Insomam dubitare del premio Nobel. Per caso Obama ha aumentato le truppe sia in Iraq che in Afghanistan, chiedendo ulteriori aiuti agli alleati. Alla faccia del nobel per la pace,
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