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La Francia, il burka e l'ordine pubblico
29/01/2010 10:16
Egregio direttore, la Francia paese laico e civile si appresta a proibire il burqa nei luoghi pubblici. «Il burqa non è benvenuto in Francia», ha dichiarato il presidente Nicolas Sarkozy. Da donna ritengo una conquista civile un provvedimento che impedisca di indossare il velo integrale. L'Italia dovrebbe seguirne l'esempio. Obbligare le donne a portare il burqa è segno di oscurantismo e integralismo religioso, e quel velo diventa il simbolo della loro morte civile. Va impedito per legge.
 
Verena Rossi
 
BurqaLa laicità è il fondamento della convivenza civile di una comunità plurale, capace di garantire e valorizzare le diversità (culturali, religiose, politiche, etniche) di cui è composta. Ogni intervento che invade e lede l'identità delle persone e dei gruppi sociali costituisce una violazione della laicità dello Stato, perché attribuisce allo Stato un ruolo che non gli spetta: quello di sostituirsi alla coscienza del singolo, per stabilire ciò che è giusto o non è giusto. Le scelte culturali e di vita (e pertanto anche quelle religiose) spettano a ciascuno, come persona o come gruppo sociale a cui l'individuo appartiene. Non possono essere imposte per legge. La Francia da tempo ha fatto della sedicente laicità professata un'ideologia totalitaria, che assegna allo Stato il diritto di decidere per legge se io posso indossare la kippah sul capo o portare al collo una croce un po' vistosa, se posso indossare il velo a scuola, o avere un braccialetto che mostra un simbolo religioso. La legge francese del 2004 è quanto di più illiberale e totalitario ci possa essere in una democrazia moderna e pluralista. La proposta di bandire il burqa nei luoghi pubblici è pertanto da respingere in nome della laicità dello Stato, se volta a interferire nelle scelte religiose del singolo, che sono libere e vanno difese in quanto tali. Va invece considerata se intesa come provvedimento di ordine pubblico, volto ad impedire che nei luoghi pubblici ci si presenti con il volto coperto. Ma allora il burqa c'entra solo di striscio, perché la legge deve prevedere medesimo divieto per i motociclisti con il casco, per gli sportivi con il passamontagna e per gli spiritosoni con la maschera di Berlusconi addosso a carnevale. Insomma, deve essere una legge che impedisce qualunque copertura degli occhi per motivi di sicurezza (e come la mettiamo con certi occhiali neri alla Blues Brothers, che impediscono di riconoscere il cliente in banca o allo sportello delle Poste?). In Italia, a dir il vero, una legge del genere c'è già dal 1975, quando - in piena stagione di terrorismo negli anni di piombo - fu varata una legge che vieta di coprirsi il volto con fazzoletti, quando ci si trova in luoghi pubblici. Per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico basta quella. Una legge specifica per il burqa sarebbe uguale e contraria a quella che negli stati teocratici e fondamentalisti impone di indossare il burka per legge. Ma l'Italia, grazie a Dio, non è uno stato teocratico, né uno Stato etico.
 
p.giovanetti@ladige.it
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7 commenti trovati - pagina 1 di 1
Salvatore di x Rino 30/01/2010 17:40
Lasciamo in pace le donne arabe! Hanno già abbastanza problemi così senza che arriviamo noi a dir loro come devono vestirsi (o svestirsi).
Non vedi che alla fine hai la stessa mentalità chiusa dei loro compagni che tanto vituperi? Della serie "adesso si fa tutti come dico io"?
Rino di Trento 30/01/2010 14:53
Donne arabe , liberatev....fate cio´che volete.
Liberiamo le donne arabe !
Diamogli lavoro, togliamo il Burqa ed i cappucci.
Che siano libere di andare in Discoteca, e se gli gira il ticchio di fare le corna al marito, come succede in tutta Europa,
questi uomini arabi devono capire che da noi c é´liberta´,
e che non sono padroni delle loro donne,
non sono oggetti.
Ricapitolando, piu´corna , piu´liberta´, meno oscurantismo.
Marcello 30/01/2010 13:14
Forse si perde di vista il vero nocciolo della questione, cioè che il burqa non è una scelta della donna, bensì il più delle volte un'imposizione da parte dell'uomo, padre e padrone.
Sinfronio di Lavis 29/01/2010 22:05

Marina quanto sei ipocrita !
Se nei loro Paesi ci obbligano a comportarci come dicono loro......reciprocita´e buonsenso dicono che da noi debbono avere l´educazione di fare altrettanto, comportarsi come vogliamo noi.
In Turchia si puo´a malapena andare in Chiesa, e rischi che ti ammazzino, come hanno fatto col padre Italiano e con un altro padre ferito....., eppure la Turchia e´laica ! Pensiamo cosa non succede in altri stati.
Dunque meno moschee, e sopprattutto niente veli o burka o infibulazioni e circoncisioni che non sono affatto necessarie.
Dobbiamo essere progressisti e fare anche noi quello che dice il Corano,
........essere rigorosi, inflessibili e salvaguardare con forza la nostra radice Cristiana. Cosa che del resto fanno loro !
Ma non dico di omologarci alle loro leggi e lapidare o frustare, , ma VIETARE alla grande questo lo dobbiamo fare.
Via telare, cappucci, e Burka, antiigienici, oscurantisti e da medioevo, se li vogliono a tutti i costi, stiano a casa loro.
marina 29/01/2010 19:42
Dobbiamo chiarirci un 'attimo le idee a questo prorposito
Siamo d'accordo, in alcuni stati sono previsti dei reati, che per noi sono inconcepibili. A me ad esempio è successo in Srylanka di sedermi per sbaglio su un'altare sacro e solo grazie all'intervento di una guida locale ( non ero con il gruppo) non sono stata arrestata o multata pesantemente.
E' questo che vogliamo come modeòllo di stato ? oppure ci fa comodo uno stato laico e liberale solo quando siamo noi a non rispettare tradizioni e culture altrui ?
Mettiamoci d'accordo ! la teoria del " pan per focaccia " della reciprocità non si può imporre, che ci piaccia o no ! Dobbiamo solo decidere se NOI vogliamo rispettare i diritti umani o se ripescarli ad hoc quando più ci conviene---
Lapalisse di Bordeaux 29/01/2010 17:23
Ma scusi signor direttore...
se io vado con mia moglie in qualunque Stato Islamico e ci presentiamoi in aereoporto con la mia lei in "desabiglie´" , minigonna o vestiti attilati....minimo ci arrestano, poi dipendendo dallo Stato in questione, o la lapidano, o la fustigano....o ci mandano via.
Siccome immagino lei convenga con me che in Europa siamo piu´liberi ed aperti....invece di applicare la reciprocita´che in questi Paesi si applicherebbe alla lettera.......noi chiediamo solo di togliere il Burka (che equiovale alla nostra minigonna) ....magari anche loro chiedessero solo di cambiare vestito......
La verita´e´che bisogna fare si´che capiscano che qua´comandiamo noi,
o ci metteranno i piedi in testa, come fanno nei loro Paesi.
gianni di rovereto 29/01/2010 12:13
Perche' "grazie a Dio? "........
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