Lettere al direttore
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| Le Viote, gioiello alpino trascurato |
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21/01/2010 08:38
Vista la splendida giornata, rubo due ore al lavoro e, tra mille corse, mi presento alle Viote pregustando una sciata memorabile. Prima di partire, mi sincero delle condizioni delle piste sul sito Super Nordik Skipass (ove sono riportate le condizioni di tutti i centri fondo) e leggo: «Tutto aperto». Perfetto, si parte.
Invece... Arrivato sul posto, mi dicono che il mezzo battipista è rotto e le piste non battute da giorni. In effetti solo un pezzo della Cercenari era agibile decentemente. Non è la prima volta che si verificano situazioni simili alle Viote, negli ultimi anni. Sarebbe bastato segnalare sul sito la rottura del mezzo e le conseguenti condizioni delle piste, e gli sciatori sarebbero stati messi nelle condizioni di poter scegliere dove andare. Ma questo alle Viote non succede mai! Un vero peccato viste le condizioni ottimali delle piste nel week end.
Al di là del caso specifico, è necessario però ampliare l'orizzonte: molte risorse sono state impegnate nel rilancio del Bondone, ma pare proprio di capire che le Viote ne sono state escluse. Vale la pena rileggersi l'intervento del direttore della Scuola di Sci Ferrari. Il Centro fondo dispone solo di un prefabbricato fatiscente, l'unico parcheggio a pagamento (pure salato) della montagna, e nessuna manifestazione agonistica degna di nome, ora che anche la gloriosa Galopera è stata cancellata. Le Viote, a mio parere, avrebbero le potenzialità per competere con i migliori centri fondo dell'arco alpino, con in più, l'enorme vantaggio della prossimità alla città ed alle grandi vie di comunicazioni. Un'attrattiva turistica incredibile, una risorsa enorme per un vero turismo ecocompatibile (i fondisti non necessitano di impattanti impianti di risalita).
Marco Giovanazzi
Le Viote sono un autentico gioiello dell'arco alpino. Offrono uno scenario incantato sul Brenta (domenica scorsa sembrava di poter toccare la Tosa e il Crozon con il dito, tanto era tersa l'aria). Garantiscono un'immersione nella natura incontaminata, a venti minuti di macchina dalla città. E per gli appassionati di fondo (oltre che di una salutare giornata all'aria aperta), assicurano percorsi differenziati e alla portata di tutti.
Quello che manca è proprio la convinzione delle potenzialità che le Viote hanno, il crederci veramente. Non servirebbe molto. Nemmeno la minima parte di quanto è stato speso per il resto del Bondone. A cominciare dalla tenuta delle piste e dei servizi collegati. In certi giorni, appena le temperature si alzano un po', parcheggiare diventa una specie di immersione nel pantano.
A breve, così è stato promesso, dovrebbero partire i lavori di sistemazione. Vedremo. Un angolo di paradiso come questo va preservato e valorizzato, proprio perché permette una fruizione a tutti e un godimento pieno, in maniera perfettamente ecocompatibile. Ma a volte, proprio le cose più semplici da realizzare, sono quelle a cui si pensa per ultime.
p.giovanetti@ladige.it
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| 7 commenti trovati - pagina 1 di 1 |
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| luana di trento |
22/01/2010 08:47 |
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Il Bondone è semplicemente un gigantesco inghiottitoio di risorse pubbliche, da decenni si parla di valorizzare, sistemare, costruire questo e quello e regolarmente si traduce tutto in una raccolta enorme di passività..... E lasciarlo semplicemente com'è senza mega parcheggi, straalberghi ecc? Che madre natura se lo riprenda, che lei anche se è un po' lenta rispetto ai nostri canoni temporali, lei sa mettere a posto le cose! |
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| Stefano di Trento |
22/01/2010 08:14 |
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Quando leggo le sempre più frequenti lamentele sulle Viote o sul Bondone in genere mi domando perchè la gente si ostini ad andarci per poi lamentarsi.
Il Trentino è grande e offre molte località migliori. Saltuariamente in Bondone ci vado anch'io ma so che trovo delle situazioni da paesi dell'Est (senza offesa).
Il Bondone paga gli errori urbanistici degli anni 50-60 e non c'è più nulla da fare malgrado i molteplici sforzi e contributi a pioggia.
Manca il paese, ma soprattutto manca la gente che vive il paese e ci tiene e lo sviluppa.
Se andate in Bondone accontentatevi altrimenti smettete di lamentarvi e andate altrove |
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| GIULIANO |
21/01/2010 22:52 |
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Sono stato alle viote a fine dicembre ed ho trovato molta razionalità nel centro fondo, con il noleggio degli sci, e bagni con spogliatoi riscaldati. Ho purtroppo anche scoperto una bruttura, lungo una delle piste sopra il centro di ecologia alpino: un rudere che ai tempi del vecchio conio era una toilette a pagamento. Togliere questo bugigattolo olezzante e deturpante "valorizzerebbe" molto le viote! Ma c'è un'altra cosa che toglierei al bondone, ossia un accesso unicamente motorizzato, rumoroso, puzzolente e scomodo e invece gli darei una bella funivia, silenziosa, pulita, un cordone ombelicale che consenta ai ragazzi della città, dagli otto agli ottant'otto di godersi la trento "alta" e popolare, in tutte le sue dimensioni: passeggiata, sciata, ciaspolata, merenda, scalata, biciclettata, pernottamento in albergo, pensione, casetta, baita, rifugio! Aoerta, s'intende, anche ai turisti |
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| IN AGGUATO I nostri superdirigenti Genialoidi affaristi .... |
21/01/2010 22:05 |
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| in attesa di speculare anche in questo meraviglioso angolo di paradiso, per aumentare il loro affarismo e arrabattarsi ogni genere di sporca speculazione . Come in tanti altri meravigliosi EX ANGOLETTI di questo Povero, Vessato e Martoriato Trentino. Col beneplacido della popolazione chelo sostiene con il voto. E ovviamente, di chi inesorabilmente lo ha permesso negli anni scorsi e continua imperterrito a permetterlo. |
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| Cristina di trento |
21/01/2010 21:14 |
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Io e il mio ragazzo ci siamo avvicinati da poco al mondo dello sci di fondo e già lo amiamo davvero tanto. Abitando a Trento chiaramente il Centro Fondo Viote è la scelta più comoda e conveniente: vicino alla città, luogo splendido, strada non troppo trafficata.... Tuttavia il nostro entusiasmo iniziale verso questa splendida località si è presto spento: ad inizio stagione, poco convinti della quantità del manto di neve, abbiamo verificato la situazione sul sito internet. Esso assicurava che tutte le piste erano aperte e battute. Nulla di più falso: arrivati alle Viote abbiamo trovata aperta solamente una pista (un misto tra l'anello blu e quello rosso). Ci abbiamo riprovato una seconda volta quando abbiamo avuto la certezza che la neve era abbondante viste le nevicate dei giorni precedenti. Ma ancora tutto male: aperto solo un pezzo di nera e le altre chiuse perchè non battute. Finalmente alla terza volta ci è andata bene: sabato la giornata è stata davvero splendida così come le condizioni delle piste. Uno su tre, troppo poco visto che abbiamo sempre pagato il biglietto intero (mai scontato nonostante le condizioni pessime delle piste) ed il pargheggio per il quale si potrebbe aprire una lunga parentesi... Ci limitiamo a chiedere se è davvero indispensabile metterli a pagamento ma soprattutto se non è il caso di evitare di appioppare multe a destra e a manca quando questo è esaurito? (I vigili sabato scorso sembravano degli avvoltoi attorno alla preda). Secondo noi non servono nuovi parcheggi o infrastrutture impattanti, servirebbe solo un po' più di buon senso e di correttezza da parte di tutti.
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| ALESSANDRO |
21/01/2010 18:16 |
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Mio caro Giorgio, non si tratta di fare parcheggioni asfaltati o di riuscire a fare record personali, si tratta solo di rendere fruibile nel migliore dei modi quello che è malamente stato fatto in trent'anni che tu le frequenti.
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| Giorgio |
21/01/2010 10:07 |
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no, per l'amor del cielo, la "valorizzazione" delle Viote, no!
le frequento da trent'anni, le hanno già valorizzate anche troppo, di parcheggioni asfaltati non ce n'è bisogno e di piste agibili anche quando non è nevicato, oppure è nevicato e poi gli è piovuto sopra, neppure. oltre che rovinarle dal punto di vista fisico, sarebbero infestate da torme di visitatori come quello che scrive del tutto privi di ogni senso del limite - su di corsa per i tornanti, via come un razzo per le piste, che disdetta, c'è solo la Cercenari!, va ben, record personale, alè, giù di balla, il tutto in due ore ... ma che modo di vivere la montagna è?. |
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