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Riapre Castel Thun,
ed è subito folla

18/04/2010 08:48
Cstel Thun codaVIGO DI TON - A lle 10 del mattino, Matthäus Thun-Hohenstein è fra i pochi invitati che al castello ci salgono a piedi, dal sentiero nel bosco appena sistemato. Distinto, cordiale, discendente del ramo boemo, impersona anche oggi, in epoca repubblicana, il carattere mitteleuropeo del casato che per otto secoli ha segnato la storia del Principato vescovile trentino.  «Quella dei Thun - rammenta - con diciotto principi vescovi da Praga a Possau, Salisburgo e Trento - è stata una famiglia molto cattolica. Il castello restaurato? È perfetto, questo è stato il centro dei Thun. L'Euregio? Ne ho sentito parlare, è una grande idea: una cosa bella che nasce dall'Unione europea...».
La visita. Il percorso di visita al castello, varcata la porta Spagnola del 1566 con lo stemma dei Thun, inizia attraversando il ponte in muratura e il levatoio. Un'altra porta dà accesso al loggiato dei cannoni. Biglietteria e bookshop sono a sinistra, dinanzi si erge il palazzo comitale con la data del 1691 che ricorda la ricostruzione della torre quattrocentesca.
Attorno al palazzo. A destra, verso il profilo di vette del Brenta, la vista sui paesi della Bassa Anaunia è notevole. Seguendo un vialetto, che passa dinanzi alla sala delle guardie, si raggiunge la torre della biblioteca, decorata con stucchi settecenteschi e che contava quasi 10mila pezzi fra volumi, opuscoli, periodici e monografie. Questo patrimonio librario, insieme ai documenti di famiglia, è oggi custodito all'Archivio provinciale di Trento. Nella settecentesca torre di Basilio, sull'altro lato, è funzionante una caffetteria su due piani. Sotto, il giardino all'italiana e il verde campo dei tornei.
Nelle stanze dei Thun. Compiuto il periplo del palazzo comitale, è al suo interno che si articola la visita. Alcune carrozze sono state posizionate qui. Gli stemmi Thun e Arsio, affrescati sulla parete, accolgono il visitatore, che a destra trova la sala delle guardie (sotto una grata la prigione) e a sinistra la cappella di San Giorgio, decorata con affreschi tardogotici recentemente avvicinati a Konrard Waider (fine XV-inizio XVI secolo). Al primo piano, la cucina vecchia e il tinello con oggetti in peltro. Al piano nobile (il secondo) ecco la loggia rinascimentale con i trofei di caccia: a sinistra si entra nella sala da pranzo (nature morte di Jacob van de Kerckhoven) e da qui prende il via il percorso più interessante, di sala in sala, fra mobili di pregio e dipinti, oggetti e vasellame, incisioni e stampe, stufe in maiolica, statuette in alabastro. Nella sala grande, o «degli antenati», i ritratti di tre principi vescovi, un armadio cinquecentesco, un raro forziere.
La stanza del vescovo. Gli ambienti del piano superiore, il terzo, sono quelli privati: la sala delle mappe dà accesso al più celebre di questi, la stanza del vescovo, rivestita in abete e cirmolo con la porta di Ercole intarsiata (cinquecentesca), il letto a baldacchino, la stufa con gli stemmi Thun e i simboli dei principati di Trento e di Bressanone. Al termine della lunga sequenza di sale ci si trova nella camera di Matteo, collezionista e mecenate nato in città (palazzo Thun a Trento) che nel 1848 finì in carcere a causa delle sue simpatie per la Giovane Italia, movimento che pare abbia anche finanziato prima di sostenere economicamente - sembra - le imprese garibaldine.
Fabrizio Torchio

(Articolo completo sull'Adige in edicola)

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6 commenti trovati - pagina 1 di 1
giuliana di cavalese 18/04/2010 21:05
par eser la setimana dela cultura, l'è vergognos che 'sto lundì 'l sie za serà
chi non fa el dis.....faria mi.... 18/04/2010 19:20
pareva miga posibol che non saltes fora el solit che el ga' da dir
la so monada!!!!!!
ales 18/04/2010 17:35
Il castello sequestrato alla comunità per vent'anni... E quanto è costata l'operazione restauro ai trentini? Non lo sa nessuno
nones de Cles - Gless 18/04/2010 11:59
grazie al lavoro svolto da Panizza e dominici
Lorenza 18/04/2010 11:13
Pur non avendolo ancora visto vorrei complimentarmi con tutti coloro che hanno partecipato al grande lavoro di restauro.
Valentino 18/04/2010 10:18
in un periodo che commentiamo solo notizie senza senso, l'apertura del castello ci rende orgogliosi di un gioiello in casa Trentina. parliamone andando in vacanza, parliamone con entusiasmo, e visitiamolo.
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