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Concorsi per trentini,
recepita legge Brunetta

03/02/2010 07:24
brunettaTRENTO - La previsione figura all'articolo 13 del disegno di legge con cui la giunta provinciale recepisce in Trentino la riforma Brunetta: «Nel rispetto dei principi fissati dalla vigente legislazione nazionale, i bandi di concorso possono prevedere, quale requisito per i concorrenti, un determinato luogo di residenza per l'accesso a determinate figure professionali, quando tale requisito sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato». Tradotto: quando serve, la Provincia può bandire concorsi per le assunzioni riservati soltanto ai trentini. La norma è piaciuta poco ad alcuni sindacati. E ad indignarsi più degli altri è stata la Uil: «Questo - commenta Stefano Galvagni , responsabile Uil-Fpl - è un bell'omaggio al leghismo trentino. È una previsione di legge che viola un sacco di norme non soltanto giuridiche ma anche morali. Non si giustifica in alcun modo». A onor del vero la Uil aveva fatto subito presente le proprie perplessità quando, con i dirigenti della Provincia, si era tenuto il primo confronto tecnico sul disegno di legge. «È inutile continuare a riempirsi la bocca di Europa e poi inserire queste regole assurde», prosegue Galvagni.
Guido Pasqualini

(leggi l'articolo completo sull'Adige in edicola)
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46 commenti trovati - pagina 1 di 5
francesca di trento 10/02/2010 13:40
Vorrei far presente che tra qualche anno il problema di ritrovarsi l’ insegnante siciliano o l’infermiera calabrese sarà marginale vista l’alta immigrazione, nel territorio trentino, non solo di meridionali ma soprattutto di extracomunitari che, per ora, sono addetti ai lavori modesti ma probabilmente in futuro competeranno per posti di lavoro più qualificati.
Firmato: un’insegnante pugliese che insegna in Trentino da parecchio tempo e che in tutti questi anni ha assistito al rilascio di diplomi di scuola superiore a studenti a volte preparati ma il più delle volte con una preparazione inadeguata o, in alcuni casi, da analfabeti, nonostante formati da una classe insegnante prevalentemente locale. Tutto sommato, un diploma, anche qui in Trentino non si nega a nessuno.
Trentino felice 09/02/2010 20:46
Sono trentino,

dopo essermi laureato a Firenze, dove ho passato sei anni della mia vita, sono rientrato a casa ed ho iniziato a cercare lavoro.

Dopo quasi un anno ho vinto un concorso P.A.T., senza che nessuno della Lega mi desse il "biberon" prima dell'esame.

Sono contento!
un tentativo di mistificazione 09/02/2010 17:23
la pretesa di far passare come un'offesa ai giovani trentini, normalmente molto piu' assidui, piu' preparati e piu' responsabili di tanti loro coetanei, (lasciando per ora perdere quelli italiani) non solo francesi e inglesi, ma soprattutto americani !


un tentativo per mettere i pali tra le ruote ad un sistema invidiato nel mondo intero, preso a modello nelle migliori universita' ed istituti per eccellenza svizzeri, americani, australiani e giapponesi, dove si trovano i migliori cervelli del mondo.

dovrebbero vergognarsi coloro che attuano questa mistificazione per i loro giochi politici e per i loro loschi comodi,
questa terra da' il meglio ai propri studenti e dipendenti, e deve provvedere a liberarsi di chi vuole sabotare questo amore usando la mistificazione e il mascherare le carte in tavola facendo passare una cosa per l'altra.

Attenzione e meticolosita': coraggio, carissimi trentini d.o.c. , preserviamo dai versognosi attacchi e dai biechi personaggi mistificatori .....
quel poco che possiamo ancora preservare della nostra meravigliosa cultura di lavoratori e studiosi. E che per invidia e odio viene sottoposto a sabotaggi e attacchi di ogni genere.
Un'offesa ai giovani trentini 08/02/2010 23:47
Qui mi sembra che si stiano offendendo i nostri ragazzi trentini ed è l'ora di farla finita.

Considerarli una "categoria protetta", non in grado di competere con coetanei italiani o europei in un REGOLARE pubblico concorso mi sembra quantomeno irriguardoso e ingiusto.

Atteso che i concorsi nella PAT sono risultati, credo, tutti regolari e che di prassi vince il migliore, perché questa paura? Perché insinuare il dubbio di favoritismi per chi viene da fuori?

Le commissioni d'esame sanno fare il loro lavoro e sanno scegliere le persone migliori in grado di lavorate nell'interesse dei cittadini! Alcuni diventano fannulloni, ma questa è un'altra storia.

Brunetta oramai qui a Trento è diventato un mito: prima lo si critica poi, ad acque calme, si sposano tutte le sue idee.
daniela 08/02/2010 15:41
Mi sembra giusto e razionale che i precari residenti ed assunti qui in Trentino abbiano priorità di accesso ai concorsi nella nostra Regione. Questo sta a significare che non solo i trentini devono accedere ai concorsi della nostra Regione, ma anche altri cittadini anche del resto di Italia, purchè questi abbiano prestato servizio come precario già da un pò di anni....
Mi sorge spontanea la domanda: un precario di Trento con famiglia a carico deve trasferisi al sud con la famiglia o ha diritto dignitosamente a continuare a vivere nella propria città senza dover fare l'emigrante?? Sappiamo che la realtà del sud non è rosea, ma se ben ricordo anni fa avevano aperto un'azienda automobilistica "ALfa Sud" propeio nel mezzogiorno. Il risultato è che è stata chiusa perchè la gente non adava a lavorare....Vorrei chiedere se qualcuno del sindacato sarebbe disposto a trasferirsi con la famiglia in altra città dal momento che il lavoro a Trento vieni interamente coperto da "un sperto di quiz" del sud.....evidentemente noi di Trento siamo solo bravi ai giochi a quiz....me per favore!!!!!!!
paolo di riva 08/02/2010 13:57
E tu dovresti spiegare come mai gli ospedali al sud fanno pena e la gente muore per un appendicite non diagnosticata,dunque i medici che vengono a lavorare in trentino dovrebbero essere più bravi dei nostri secondo il tuo ragionamento.Se così fosse stiano là a cercare di migliorare la situazione nei loro paesi d' origine ,dato l'estremo bisogno
Ammalato 07/02/2010 22:48
Mi dovete spiegare perché dovrei andare all'ospedale a farmi curare da medici selezionati su base geografica e non per le loro conoscenze?

A me, sinceramente, mettermi nelle mani di uno assunto perché "l'è de chi e l'conos ben el dialet e la mé cultura" nol me va mia tan ben!

Piuttosto vado in un ospedale in Italia da qualche nome noto (anche trentino). E lo farete anche voi!
sandra 07/02/2010 22:27
i concorsi in trentino vengono vinti da quelli fuori ,non perchè più preparati e più colti ma perchè arrivano qui con lauree e attestati ottenuti più agevolmente e quindi punteggi migliori dei nostri.DA Napoli in giù si comperano anche adesso le patenti per guidare la macchina, pensate sia difficile procurarsi un attestato da presentare ad un concorso?In trentino abbiamo le scuole piene di prof che vengono dal sud con le loro lauree supervalutate,è logico che affrontando un concorso quassù passano avanti a chi invece l' ha dovuta sudare e la valutazione è stata più pesante e con criteri più severi che a Palermo.Il colmo è che nelle nostre scuole quei prof lì ,fanno i difficili proprio con i nostri figli ho notato in più occasioni che gli insegnanti meridionali sono i meno comprensivi(pretendono quello che loro stessi non hanno saputo dare).
Autonomia o Autarchia? 07/02/2010 18:30


Se è vero che i trentini non riescono a vincere i concorsi pubblici, le possibilità sono due:
1- i concorsi in trentino sono truccati a favore degli "esterni",
2 - chi viene da fuori è veramente più preparato.

Nel primo caso la questione è di competenza della Magistratura; nel secondo caso la questione è più inquietante.

Se i concorsi non sono truccati e vengono vinti da chi viene da fuori, vuol dire che questi sono bravi; e che pertanto vanno forzatamente esclusi dai concorsi per dar spazio ai meno bravi (questo dice la Legge) (SIC!).

I concorsi, pertanto, verranno vinti da chi prima non sarebbe riuscito a classificarsi e, di fatto, il livello dei dipendenti pubblici che IO PAGO diventerà inevitabilmente più basso, e mi chiedo: devo essere contento?

E' giusto che ognuno lavori a casa propria?. Ovviamente questo deve valere anche per i trentini.

Avete mai visto attentamente la carta geografica dell'Italia? Il Trentino è piccolo piccolo, lassù in alto.
Ciò vuol dire che presto, per il principio di reciprocità, i nostri ragazzi saranno prigionieri qui dentro.

Autonomia va bene, ma attenti a non sconfinare nell'Autarchia. Ci ha già pensato un tipo nel ventennio e non mi sembra sia stata una grande idea.

Il Trentino ai trentini? Prima o poi ci accontenteranno e saranno dolori!
Mattteo di Trento 06/02/2010 23:58
Sono d'accordo solo in parte con la norma, dato che gli aspetti da tenere in considerazione sono due:
- la produttività
- la, ritengo giusta, possibilità di dare lavoro prima ai residenti e poi agli altri.

Non è detto che un trentino produca di più di un siciliano/calabrese/napoletano. Affermarlo a priori sarebbe razzismo.
Per esperienza ci sono tantissimi meridionali che si fanno il mazzo doppio rispetto a noi del nord e meritano rispetto e possibilità.
Dall'altro lato è anche corretto favorire, in parte, chi sul territorio è nato e vuole continuare a portare avanti le tradizioni.
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