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Ventuno pagine contro
il centro commerciale
31/12/2009 09:44
lavisLAVIS - «Nasce un nuovo modo di fare politica a livello territoriale, con la gente che torna veramente ad essere sovrana». Nella gioielleria di Maurizio Carpi , crocevia delle recenti vicende legate al centro commerciale in località Masere, si sono raccolte le firme per sostenere 21 pagine di osservazioni che esprimono perplessità sulla costruzione della struttura. Un gruppo eterogeneo, composto da commercianti, imprenditori, persone legate al laboratorio di partecipazione Impronte, ha formulato il documento e la settimana prossima, durante una conferenza stampa, spiegherà le proprie ragioni. «Si stanno muovendo anche persone provenienti da altre comunità - aggiunge Carpi - tra i quali anche i sindaci di San Michele, Mezzocorona, Cembra e Zambana». Durante il mese di gennaio, Carpi incontrerà anche il presidente Dellai, mentre ai firmatari delle diverse petizioni contro il centro verrà data, durante una serata pubblica, la possibilità di esprimersi. Il documento contenente le osservazioni sottolinea come sia una contraddizione dire che il centro commerciale porterà anche dei visitatori al centro storico, perché è stato concepito per far rimanere al suo interno i clienti, offrendo ad essi «luoghi per soddisfare i bisogni del tempo libero (bar, ristoranti, cinema multisala eccetera)». Si mettono in dubbio anche le potenzialità occupazionali che il centro porterà nella zona, ribadendo il concetto che i negozi del centro storico di Lavis chiuderanno e sul fatto che le attività commerciali del centro alle Masere non impiegheranno un gran numero di dipendenti. Inoltre, la relazione tecnica dello studio sul centro commerciale non tiene conto della delibera provinciale del 2003, nata al fine di mitigare l'inquinamento atmosferico. «Il Comune di Lavis - si legge - è stato inserito nella zona A di risanamento, in quanto la zona presenta delle criticità dal punto di vista della qualità dell'aria e pertanto è oggetto di piani d'azione per il rientro nei valori limite. La relazione tecnica contenuta nello studio non quantifica l'effetto sonoro dovuto all'impiantistica adottata, né fa riferimento ad una simile realizzazione. Fa riferimento all'opportunità di una successiva rivalutazione dell'impatto sonoro prima dell'apertura in esercizio del Centro». I rilievi fonometrici, in sostanza, poiché il centro sarà munito anche di un cinema multisala, non tengono conto della fascia oraria successiva alle ore 22 e alle ore destinate al carico e scarico merci. Il centro, conclude il documento di osservazioni, oltre a necessitare di un'elevata quantità di energia per il suo funzionamento, avrà un impatto sociale non indifferente. In caso di chiusura dei servizi in centro, i cittadini privi di automobile e i 1.173 anziani over 66, censiti nel Comune di Lavis nel 2008, come faranno ad andare a fare la spesa? Carpi chiude con una battuta a tema, visto che stasera per festeggiare l'arrivo del 2010 al Palavis ci sarà il mago Silvan. «Potevano anche non chiamarlo, visto che questa giunta ha trasformato un baldacchino per la vendita degli asparagi in un centro commerciale su ventiduemila metri quadrati». La battaglia di imprenditori e cittadini, insomma, prosegue.
Andrea Casna
Mattia Frizzera
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42 commenti trovati - pagina 1 di 5
salvo di trento 06/01/2010 21:53
qui si sta parlando di qualcosa di ben diverso da un centro commerciale e poi a trento ci cono solo dei surrogati di centri commerciali.
lorenz 06/01/2010 10:39
se si vuole andare in un centro commerciale basta andare a Trento....
salvo di trento 06/01/2010 08:58
Basta con i moralismi ecologici da trentoni. I commercianti del centro di Lavis non chiuderanno .. e poi la gente ha voglia di avere anche qui le stesse cose che ci sono nel resto d'Italia e potere avere un'alternativa alla solita passeggiata nei boschi o alla pedalata in bici o nel desolato centro storico del fine settimana.
Americano di x Giovanni USA 04/01/2010 17:10
Sacramento, California, USA.
Umberto 04/01/2010 14:11
io non ho dubbi il centro commerciale a Lavis si fà. tutti saranno contenti per i prezzi per vedere gente e comunicare, trovare anche amici. passare delle ore assieme invece che per le strade in un bar anonimo.
Giovanni Usa 04/01/2010 13:34
Caro amico americano. Dove stanno chiudendi I mall? Non nel New Jersey, east coast. Anzi Sulla route 17 north ne stanno costruendo 2 nuovi. Anzi quelli esistenti si stanno ingrandendo. Costatato di persona, ieri facevo shopping saldi. Forse parli dei flea market o dei venditori agli angoli delle strade. Negozi piccoli stanno affogando. Ci sono si spazi liberi, negozi chiusi in diversi mall, ma ci sono anche tantissimi negozi chiusi in molte citta e paesini.
Americano 04/01/2010 07:55
Negli Stati Uniti stanno chiudendo i mall (i centri commerciali) e creando le street-shopping, cioè strade dedicate agli acquisti dove parcheggi sul retro e cammini per due chilometri fra due ali di negozi sempre aperti ma ci trovi il cinema, la sala da te e la chiesa (varie chiese in effetti). Il futuro del commercio nell'abbigliamento è l'outlet mentre per l'alimentare sono i gruppi di acquisto. Il futuro è la semplificazione delle referenze: che senso ha scegliere fra diciotto marche di caffè ciascuna con dieci formati diversi? Tre marche e due formati sono più che sufficienti!
I centri commerciali in Trentino sono una doppia disdetta perché mangiano territorio di valle e alla fine non li puoi convertire in nulla.
Sbarbo di Massone 03/01/2010 23:23
sbarbo@hotmail.com
Piu`Centri Commerciali, meno gente problematica con Kefie , barbe, Clark
firmate e vecchie ideologie ormai defunte. VIETATO VIETARE cari signori !
Chi non li vuole non li frequenti, vada a vedersi film d´Essai o di Nanni Moretti,....ma non potete vietarli, tanta gente li adora.
Io ci vado spesso, compro scarpe da tennis con gli sconti, poi mi cucco un chilo di pop corn e vado lesto in sala a vedermi film di "s*****ttate" con Stallone o attori simili.
Che goduria, nessuno puo´vietarmi lo shopping al Centro Commerciale.
nones 03/01/2010 23:18
Nei piccoli paesi il negozio funge anche da luogo dove si socializza,dove conosci il gestore dei negozi e fai due chiacchiere,dove trovi i paesani . queste cose sono importantissime per le piccole realtà. Bellissimi i paesi dell'alto adige con i portici e le piazze con i negozietti di prodotti tipici. noi delle valli non vogliamo diventare periferia di Tento!
piccolo E' bello....... di Dro 03/01/2010 22:40
na' volta i diseva.......
ma oggi non va piu' di moda,oggi deve essere tutto grande enorme x contenere e digerire piu' CONSUMATORI possibili ,si xhe' questi mostri si devono continuamente nutrire di poveri e sprovveduti CONSUMATORI,i quali pensano di essere loro a decidere il cosa,il come eil perche'da comperare,i quali pensano di piegare con la loro volonta' questi mostri,
poveri CONSUMATORI,ci sara' un motivo xhe' vi chiamano CONSUMATORI
non piu' clienti, o meglio persone,senza pretendere come un volta x nome e cognome.
NON SI PUO' "definire una naturale metamorfosi del nostro sistema"
attenti non è il sistema che tramuta addattandosi a noi,ma si migliora
per prenderci meglio.
cari CONSUMATORI prima di inneggiare ai centri commerciali,abbiate un po' di amorproprio e pretendete che vi chiamino persone uomini donne babini
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