Homepage
|
|
|
| Homepage
|
Scudo fiscale,
rientrati 80 miliardi |
|
|
|
24/12/2009 14:47
ROMA - L'Italia «ha retto» bene ai colpi della crisi e ora può affrontare il futuro con un certo ottimismo guardando in prospettiva, per esempio, alla riforma fiscale. Sullo scudo sono rientrati «più degli 80 miliardi di euro stimati». Quanto alla proroga, essa «era necessaria». Ma «niente rattoppi» con le risorse aggiuntive che arriveranno perchè «bisogna tenere conto che siamo sotto di sei punti di Pil, risaliamo di uno in prospettiva, con una tassa imposta dalla crisi da 15 miliardi. E il deficit che abbiamo basta e avanza». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti parla a tutto campo nella conferenza stampa di fine anno in cui fa il punto delle cose fatte dal governo e guarda al futuro, soprattutto «alla riforma fiscale, della quale - dice -abbiamo cominciato a discutere». Parte dalla Finanziaria Tremonti, licenziata martedì sera definitivamente dal Parlamento: «È l'ultima - ha ricordato - è di 9 miliardi di euro e non ci sono tasse», tiene a sottolineare chiedendo scherzosamente di inserire questo passaggio nei telegiornali. Tremonti difende anche i micro-interventi sul territorio per poco più di 100 milioni di euro decisi dal Parlamento con la cosiddetta legge-mancia. «È un elemento della democrazia - ha detto - e non può essere oggetto di ironia o di indignazione». Sullo scudo fiscale il ministro non dà nel dettaglio le attese cifre nè sui rimpatri nè sul gettito. «Sarà più degli 80 miliardi di euro stimati», si limita a dire, sottolineando comunque che «il rientro in Italia di 160 mila miliardi delle vecchie lire in soli due mesi è un fatto senza precedenti e l'effetto macro-economico è ben più importante di quello sul bilancio». La proroga, ha spiegato, «è stata necessaria perchè l'accumulo di rimpatri alla fine andava oltre la capacità degli operatori di espletare le domande». Ora si guarda alle riforme: «Abbiamo cominciato a ragionare con il Presidente del Consiglio sul fatto che è arrivato il momento di guardare a prospettive di riforma. Io ritengo che quella fiscale sia fondamentale». Priorità sarà data alla famiglia, al lavoro, alla ricerca e all'ambiente. «Vogliamo favorire le famiglie con bambini - ha sottolineato il ministro - e pensiamo a qualcosa di più ambizioso del quoziente familiare». In attesa della riforma, potrebbero non esserci nuove misure fiscali. «Continuiamo con i rattoppi?», ha risposto con una domanda a chi chiedeva conferme sul decreto incentivi che dovrebbe essere varato a gennaio. «Abbiamo al momento un deficit di fantasia - ha chiuso l'argomento con una battuta - anche perchè abbiamo appena fatto la Finanziaria». Negativo il giudizio del Pd: «L'Italia finora ha tenuto nella fase di crisi, nonostante la politica economica del governo Berlusconi», ha commentato Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Pd. «Gli interventi realizzati con un decreto anti-crisi al mese, oltre che con due leggi finanziarie - ha aggiunto - hanno continuato a spostare risorse da un capitolo all'altro senza aiutare l'economia reale. Tremonti ha insistito a conservare obiettivi di finanza pubblica definiti a giugno 2008 in previsione di un biennio di crescita dell'1,5%, quando in realtà il Pil crollava di 6 punti percentuali. Una politica economica alternativa era ed è possibile nel pieno rispetto dei vincoli ineludibili di finanza pubblica: si sarebbe dovuto guardare al deficit strutturale, avviare subito fondamentali riforme e finanziare misure una tantum per attenuare gli effetti della crisi su imprese e lavoratori. Invece, il minimalismo corporativo del governo ha lasciato oltre 250 mila disoccupati senza alcun sostegno al reddito e centinaia di migliaia di imprese senza supporto per l'accesso al credito.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
 Commenta l'Articolo |
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| Più letti della settimana |
|
|
|
|
|
|
|
|