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Masere, sindaco contestato
18/12/2009 17:35
lavisLAVIS - Inquinamento da traffico, impatto sul paesaggio, consumi energetici. Il progetto per il centro commerciale Masere potrà proseguire l'iter in Provincia se riuscirà a convincere i funzionari su questi tre aspetti. Mercoledì all'auditorium si sono mescolate le valutazioni tecniche a quelle politiche, con un contestato sindaco Graziano Pellegrini a fare da parafulmine per la scelta della giunta da lui guidata. Sul centro commerciale Pellegrini, così come battezzato dai commercianti tra il pubblico (quasi 200 i presenti), ha cercato più volte di disconoscere la paternità - «3500 metri quadri di superficie commerciale erano stati opzionati dalla giunta Tomasin» - ribadendo che la sua giunta ha cercato di ridimensionare l'opera nelle altezze. Taciturni consiglieri ed assessori (mancava solo Lorenzoni, pura casualità?), che potranno rifarsi stasera alle 19 in sala consiliare di via Matteotti, dove l'architetto Ruffo Wolf tornerà ad illustrare il progetto. Né i politici né i tecnici hanno però saputo rispondere allo scetticismo di fondo. A poco è servito dire che il centro potrebbe essere il primo in Italia con caratteristiche Leed Silver e che un bus navetta darebbe la possibilità ai visitatori di andare comodamente in centro storico. Marco Zamboni di Atagroup, che ha curato la parte progettuale su inquinamento e viabilità, ha ricordato come «con la bretella tra la statale 12 e la Trento-Rocchetta - il traffico interno a Lavis si ridurrà di un ulteriore 10%. Con il centro commerciale l'aumento sarebbe minimo, circa del 2%». Perplessità dal pubblico sui passaggi lungo la statale 612 della valle di Cembra, interni a Lavis, ma considerati «ininfluenti - la risposta di Zamboni - visto che si tratta di traffico che comunque passerebbe da lì». Il più «colorito» è Claudio Tortora , che ironizza sul senso di identità che darebbe il centro commerciale: «andremo a mangiare la polenta con le nostre famiglie?». Preoccupata Elena Grazioli (libreria La Pulce d'Acqua): «Se lo avessi saputo non avrei nemmeno aperto in centro storico. Non servirebbe di più alla collettività una piscina?». Chi abita nei dintorni di Masere lamenta come aver tolto il traffico dalla statale abbia migliorato la vivibilità, che ora torna ad essere peggiorata. Qualcuno ricorda che in Alto Adige c'è la precisa volontà politica di non favorire i centri commerciali. Sul noleggio delle bici molti sorridono. Silenziosa la «mente» del centro, il vicesindaco Claudio Brugnara , in compagnia di Andrea Giovanelli , che non spiega chi dovrà temere per il proprio posto di lavoro. Il sociale passa quasi in secondo piano, anche se è rilanciato sia da Nicola Pedergnana , che da Franco Castellan . «Ci sono tanti che sono favorevoli a questo centro» incalza il sindaco. Ma non si fanno sentire. Walter Largher , segretario Uiltucs, parla di «un colpo di mano alla cittadinanza da parte di un'amministrazione che in altri casi (marciapiede via Clinga, ndr) si è dimostrata attenta alla partecipazione». Il sindaco: «Quanti lavisani si vedono al Top Center o al Bren Center?». Michela Maschio (Bazar Merlo): «E noi quante volte ti abbiamo visto nei nostri negozi?».
Mattia Frizzera
 
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