
TRENTO - La "grande novità" - ha detto ancora Colasanto in apertura dei lavori - è però rappresentata dal ruolo giocato dalla Provincia autonoma con la manovra anticrisi e dalle più ampie competenze riconosciute alla Provincia in materia di ammortizzatori sociali, soprattutto per quanto riguarda la definizione dei criteri di accesso. Ciò potrà portare - ha concluso il presidente di Agenzia del Lavoro - a definire un welfare locale di nuovo tipo, più vicino alle esperienze nordiche piuttosto che mediterranee.
La Provincia, infatti, ha attivato una manovra anticongiunturale decisamente importante con interventi straordinari tempestivi e mirati all’obiettivo di sostenere sia le imprese, sia le famiglie, sia i singoli lavoratori. Ed importante è stato anche l’impegno sul versante delle risorse economiche messe a disposizione.
Per i lavoratori sono stati attivati interventi di politica passiva – il sostegno al reddito, la CIG in deroga, ulteriori integrazioni di reddito per i lavoratori sospesi - ma anche correlate iniziative di politica attiva - a sostegno sia della loro occupabilità che della creazione diretta di opportunità di lavoro aggiuntive.
In Trentino è stato possibile attivare ed implementare sia le politiche passive che le politiche attive, anche grazie alla presenza di una struttura - l’Agenzia del Lavoro - che da oltre venticinque anni si adopera per garantire uno sviluppo equilibrato ed una efficace “manutenzione” del mercato del lavoro. Ed è proprio l’unione presso la medesima struttura di servizi all’impiego e di gestione delle politiche attive, unica nel panorama nazionale, che ha permesso di attuare in tempi rapidissimi le decisioni adottate dalla Giunta provinciale.
In termini di iniziative, vale richiamare prima di tutto: i servizi all’impiego che sono offerti capillarmente sia a beneficio dei lavoratori che delle aziende su tutto il territorio provinciale; gli interventi di formazione erogati per accompagnare i disoccupati e i lavoratori in genere in un costante percorso di manutenzione delle proprie competenze professionali; gli incentivi all’assunzione o per sostenere le diverse forme di autoimpiego, erogati a beneficio dei soggetti più deboli e svantaggiati che anche nelle fasi favorevoli del ciclo economico rischierebbero di rimanere ai margini del mercato. Da ultimo, la possibilità di essere occupati a tempo determinato nei lavori di pubblica utilità, opportunità che viene offerta per almeno il 50% del totale ai lavoratori svantaggiati.
Per il 2010 la Giunta provinciale ha già stipulato un accordo con le parti sociali e sta declinando gli obiettivi generali in proposte di azioni concrete. Non dimentichiamo poi la delega della gestione degli ammortizzatori sociali alla Provincia, con la conseguente possibilità di creare un sistema organico ed equo degli ammortizzatori sociali.