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Rubato il cartello
«Arbeit macht frei» |
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18/12/2009 16:19
TEL AVIV - Uno schiaffo alla memoria, una beffa oltraggiosa ai sopravvissuti, un sinistro lampo di odio antisemita scagliato sull'ultima, piovosa giornata dei festeggiamenti di Hanukkah. Così Israele ha accolto oggi la notizia, rimbalzata dalla Polonia nelle prime ore del mattino, del furto della famigerata iscrizione 'Arbeit macht freì (in tedesco 'Il lavoro rende liberì) innalzata all'ingresso del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau: simbolo beffardo essa stessa d'un luogo di orrore e di morte dal quale i carnefici non avrebbero voluto lasciar uscire libero nessuno. Le prime voci a farsi sentire sono state quelle, sgomente, dei vecchi superstiti della Shoah che per bocca di Noach Flug, presidente del Comitato Internazionale Auschwitz e del Centro di coordinamento delle Organizzazioni dei sopravvissuti dell'Olocausto, hanno rivolto subito un appello accorato alle autorità di Varsavia affinchè compiano "ogni sforzo per catturare i responsabili e portarli dinanzi alla giustizia". Ma soprattutto per far tornare al suo posto quanto prima l'originale di quell'insegna crudele: che "rappresenta un monito e un simbolo storico", a tutela della memoria dei 6 milioni di ebrei e di tutte le vittime del genocidio nazista. La condanna ufficiale del governo israeliano è venuta poco più tardi nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri Yossi Levy, che ha definito il furto e la profanazione del lager (oggi museo) "un'azione disumana". (Ansa) |
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| 1 commento trovato |
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| luciamaestri di trento |
18/12/2009 23:54 |
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Un gesto.l'ennesimo, che offende l'umanità. Un gesto sacrilego. Di sacrilegio in sacrilegio... Quando avrà mai fine??????
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