Aggiornato alle ore
Homepage
Homepage
«Soldi per i costumi?
Davvero inaccettabile»
26/03/2009 08:18
panizza e dellai
TRENTO - Vero, il milione di euro Panizza (a questo punto è meglio dire l'idea o l'intenzione di spendere il milione di euro) non vorrebbe «scucirlo» solo per le divise degli Schützen trentini, ma anche per i coristi dei 184 cori, per chi suona nelle 120 bande, recita nel centinaio di filodrammatiche e danza nei 25 gruppi folkloristici. Insomma, è una manovra a largo raggio però la proposta dell'assessore Panizza non è stata salutata con entusiasmo.
Prima di tutti dal sindacato che sta fronteggiando, come può, la crisi. «Ci dispiace molto - dichiarano i segretari di Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari - dover constatare e ripetere sempre le stesse cose, ma, purtroppo, siamo alle solite. Mentre la crisi sta mettendo a dura prova tanti cittadini trentini, il denaro pubblico viene utilizzato per soddisfare le manie di qualcuno. È difficile accettare che, in un tale momento di crisi, vengano spesi tanti soldi, perché due milioni di euro sono davvero tanti, per i costumi di bande e cori. È quindi inaccettabile che ne beneficino alcuni gruppi folcloristici, in particolare gli Schützen, che non hanno neppure un legame così forte con il territorio trentino. Evidentemente il tornaconto di qualche assessore e la soddisfazione di qualche desiderio capriccioso rimangono fattori determinanti nell'assegnazione di denaro pubblico. Intanto, molti bisogni primari di cittadini in difficoltà rimangono insoddisfatti. Non ci sembra certo un bel modo di concepire e di gestire la politica».
Il segretario della Funzione pubblica Cgil, Mirko Carotta aggiunge: «Si taglia la sanità per dare soldi per le divise degli schützen, che ripropongono valori di conservatorismo e tradizioni religiose controriformatrici, opera di personaggi come Andreas Hofer che si promettevano mantenimento della società arcaica esistente in Trentino nel 1800».
Parole dure come pietre; parole che danno anche l'idea della durezza del momento. «Sembra incredibile - aggiunge Monari - addirittura grottesco che non si trovi niente di meglio che spendere tanti soldi per le divise. Prevale l'aspetto elettoralistico soprattutto per gli schützen che sono una vera e propria invenzione».
L'assessore alla cultura Franco Panizza ribatte che il realtà si tratta di una scelta che può avere robuste ricadute. «Pensiamo ai laboratori artigiani - afferma -, alle sartorie. E comunque, dietro alle divise delle bande, soprattutto, c'è un lavoro di ricerca storica che crea qualità, immagine. La cultura è un fatto importantissimo per il turismo. Altrimenti è inutile poi andare in Sudtirolo e dire: guarda che belle divise che hanno qui! Ma, si ribatte, c'è la crisi. Allora se c'è la crisi non dobbiamo fare le Feste Vigiliane che costano un milione di euro?» Fermiamoci un attimo alla cultura.
Un uomo di teatro, uno dei più noti e di successo delle nostre parti, qual è Andrea Castelli cosa dice di questa vicenda? Prende fiato un attimo, pensa e poi, pesando le parole, dice: «Quello che si vede è un'assenza di un programma di grande respiro e invece un calcolo sul ritorno. Ritorno si sa di cosa...» Sì, insomma, di voti. «Di voti chiaro. Quindi la realtà che c'è è giusta, per carità, però mancano programmi a lunga gittata». Però la sua Castelli è una visione elitaria qui invece parliamo di realtà che coinvolgono circa 11 mila persone. «Giusto che ci sia questa realtà e giusto sostenerla ma se il programma è tutto qui, è quello dei soldi per le divise, non facciamo altro che mantenere una realtà che però si morde la coda». Però uno che suona in una banda fa un'opera sociale, la musica è essenzialmente popolare; invece uno che va in una compagnia degli schützen fa una scelta più complessa, più individuale. «Mah, su questo non ho molto da dire. Mi sembra un camminare in avanti con la testa girata indietro. Ma il problema di fondo è che non si vede l'obiettivo di questi programmi di spesa».
Bruno Zorzi
 
L'opinione di Dellai
 
TRENTO - È intervenuto il governatore Lorenzo Dellai in persona, ieri, per stoppare il suo assessore provinciale alla cultura, Franco Panizza, che aveva annunciato con entusiasmo di aver finalmente messo a bilancio la bellezza di 1 milione di euro per l'acquisto dei costumi di bande, cori, gruppi folkloristici e Schützen.
«È vero - ammette il presidente Dellai - che nella scorsa legislatura era stato approvato un ordine del giorno che impegnava a destinare un milione di euro per i costumi di bande, cori e gruppi folkloristici e che con questa legge finanziaria prevediamo di assegnare i finanziamenti a questi gruppi tramite le federazioni che li rappresentano, con le quali sono già iniziati i contatti, ma in questo momento non esiste ancora una quantificazione dell'impegno di spesa stimata per l'acquisto delle divise. E certo è che tale impegno andrà considerato anzitutto alla luce delle difficoltà economiche emerse dall'attuale crisi e in ogni caso assunto con criteri di gradualità».
In un comunicato stampa il presidente della Provincia ricorda anche che le risorse finanziarie previste nel capitolo di bilancio in questione, pari complessivamente a 2 milioni e 400 mila euro , sono destinate non solo all'acquisto dei costumi ma anche ad «attrezzature, beni mobili, software, strumenti, materiali di scena, accessori». Il comunicato sottolinea inoltre che gli stanziamenti servono per 184 cori, 120 bande, un centinaio di filodrammatiche e 25 gruppi folkloristici «per un totale di circa 12 mila persone che veicolano comunque un'identità trentina che ha - sostiene il presidente della Provincia - anche ritorni di immagine a tutto vantaggio di un indotto turistico e produttivo».
L'assessore alla cultura Franco Panizza incassa il colpo ma non demorde: «È vero che io avevo chiesto su questo capitolo di spesa 3.200.000 euro e invece il presidente mi ha tagliato 800.000 euro. Comunque la mia intenzione è quella, sulla cifra complessiva, di destinare un milione - che per il 2008 non erano stati spesi e io avevo messo in economia - all'acquisto delle divise storiche, anche se invece di poterli assegnare tutti subito dovremo farlo in modo più graduale, visto che il capitolo di spesa non è così consistente come avevamo sperato. Per altro, io sono convinto che questo milione può essere benissimo considerato un intervento che rientra nelle misure anticrisi di questa finanziaria, visto che per realizzare i costumi storici si fanno lavorare aziende artigiane specializzare nelle realizzazioni dei costumi».
(Articolo completo sull'Adige cartaceo)
Luisa Maria Patruno
 
Area utenti
Utente nuovo?
REGISTRATI
email
password
Password persa?
Più letti della settimana
1
|
Dramma nei boschi Morti i due fungaioli
2
|
Contadino di Nomi: «Non vendemmio, ci rimetto»
3
|
Turisti via dall'hotel,  A Folgaria ecco i Nas
4
|
Ritrova un portafoglio barista minacciato dai nomadi
5
|
E' proprio finita l'epoca dei goliardi rivani?
© Copyright 2005 L'Adige internet@ladige.it.
E' vietata la riproduzione anche parziale.
Pubblicazione iscritta nel registro della stampa
del Tribunale di Trento con il n. 12.
Direttore responsabile Pierangelo Giovanetti
Edito da Sie spa (P.IVA 01568000226),
via delle Missioni Africane 17, 38100 Trento.
Tel +39 0461886111 Fax +39 0461886264