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Finti poveri
scoperti dalla Finanza |
| Taroccavano i dati sui redditi propri e della famiglia per ottenere borse di studio, «bonus bebè», agevolazioni sulle rette e, soprattutto, per avere la casa Itea. Speravano di farla franca e godersi in santa pace gli indebiti vantaggi che si erano procurati camuffando le carte, ma non hanno fatto i conti con i controlli della guardia di finanza |
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11/02/2009 15:21 Così 107 «finti poveri» sono stati denunciati dai militari del Comando provinciale di Trento, sulla base delle direttive impartite dal comandante regionale, che coordina l'intera attività operativa nell'ambito del Trentino Alto Adige. Dall'inizio del 2008 le fiamme gialle hanno eseguito 277 controlli proprio per verificare la regolarità della percezione di erogazioni pubbliche da parte di soggetti che si autodichiaravano socialmente deboli. Nel 37 per cento dei casi i controlli hanno avuto esito irregolare e 107 persone sono state denunciate per false dichiarazioni sui redditi percepiti e indebita percezione di erogazioni. Insomma, quasi un contribuente su due (e mezzo) di quelli sottoposti a verifica è stato scoperto «con le mani nella marmellata» ed ora dovrà tentare di giustificare il proprio comportamento davanti al giudice. Tra i segnalati all'autorità giudiziaria ventuno contribuenti sono di origine extracomunitaria e di essi oltre la metà è di nazionalità marocchina. Ben difficilmente, però, dire di non aver ben compreso la lingua italiana potrà servire loro per cavarsela senza conseguenze penali. L'attività di verifica della guardia di finanza sulla regolarità delle prestazioni sociali agevolate riguarda vari ambiti tra i quali, appunto, il «bonus bebè», le rette degli asili nido, le erogazioni fornite dalle Università per gli studenti più bisognosi e, nella maggior parte dei casi, l'assegnazione di alloggi, con relativa determinazione del canone d'affitto, da parte dell'Itea. L'attività sul controllo delle prestazioni sociali agevolate svolta dalle fiamme gialle trentine è improntata ad una duplice finalità: sociale ed economica. Da un lato per assicurare che i benefici previsti dalla legge o dai regolamenti siano riservati esclusivamente a coloro che ne abbiano effettivo diritto e bisogno, qualificandosi dunque come strumento di equità sociale a tutela delle categorie più deboli e svantaggiate. Il secondo obiettivo è quello di salvaguardare gli interessi economici dello Stato, degli enti e delle società coinvolte che erogano le prestazioni. Nell'illustrare l'attività dei suoi uomini, ieri il colonnello Livio De Luca ha spiegato che l'attività di controllo ha portato allo scoperto diversi casi estremi. Tra essi quello di un contribuente che si era «dimenticato» di segnalare il reddito del figlio (circa 30 mila euro) all'interno del patrimonio familiare richiesto per l'assegnazione della casa pubblica. Il «furbetto del contributo», però, è stato smascherato quando ha presentato la dichiarazione dei redditi. Alle fiamme gialle è bastato incrociare i numeri segnalati nel modulo dell'autocertificazione con quelli riportati nella dichiarazione sul modello «Unico» o sul 730 per capire che qualcosa non quadrava. Nei casi più delicati la guardia di finanza è andata oltre mettendo in atto ulteriori accertamenti mirati. Forse il finto povero non era a conoscenza che tra guardia di finanza, Itea e Provincia sono in vigore dei protocolli d'intesa proprio con l'obiettivo di facilitare l'accesso ai dati e il controllo delle autocertificazioni.
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| 15 commenti trovati - pagina 1 di 2 |
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| Stefano di Lasino |
12/02/2009 10:40 |
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@ Bic ... xchè è di ieri ... ma i commenti si possono ancora inserire
@ Var ... sai che non lo so ... se non sbaglio qualche cosa era riportato sul giornale, ma credo che alla fine si tratti di pene minime. Dobbiamo considerare che viviamo in un paese dove il falso di bilancio è stato depenalizzato |
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| Bic di Trento |
12/02/2009 09:29 |
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Perchè questo articolo è già stato tolto dalla prima pagina? E' una cosa di cui bisogna parlare anche se forse non serve a niente visto che i furbi ci saranno sempre ma, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine quindi prima o poi anche i furbi vengono smascherati ed è giusto che paghino! |
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| VAR |
12/02/2009 09:20 |
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Che voi sappiate, ora queste persone che rischio corrono CONCRETAMENTE? Una condanna penale? Una multa? L'obbligo di versare quanto ingiustamente non versato in precedenza? L'abbandono della casa?
Lo chiedo perchè sono ignorante in materia. Poi farò le mie valutazioni. Comunque è davvero uno schifo. Atteggiamento tipico italiano. Perchè non abbiamo la testa degli svedesi??? |
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| Stefano di Lasino |
12/02/2009 09:19 |
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@ Bic ... 4 su 5 sono italiani ... quindi per piacere... Poi il fatto di mandare i soldi all'estero nonsignifica che le tracce qui nnon restino degli stipendi percepiti, delle dichiarazioni deir edditi ecc ecc ecc.
Quindi ... da bravi ... iniziamo a fare un bell'applauso alla PAT che ha avuto il coraggio assieme all'ITEA di stringere accordi con la GdF, al fine di far fare questi controlli. Questa E' una bella e una buona cosa ... iniziamo da qui per cercare IN PRIMIS NOI STESSI di vivere in maniera CORRETTA, ONESTA . 277 Controlli sono pochi ? Secondo me no, anche perchè ... bisogna un attimo chiedersi con che ORGANICO vengono effettuati visti i continui tagli voluti dall'attuale governo sul personale ANCHE DELLA GdF.
@ Matteo ... sarebbe una bellissima soluzione. @ Miky ... hai ragione i furtbi, TUTTI I FURBI fanno perseguiti, soprattutto in momenti di difficoltà come l'attuale. @ Andrea ... hai ragione , ma non per questo gli onesti si devono scoraggiare e far fagocitare da questo sistema marcio e corrotto. |
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| sassolino |
12/02/2009 09:07 |
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ottimo lavoro speriamo sia solo l'inizio .... una volta verificati i fatti e condannati si dovrebbero publibcare sui giornali e in giro per la città le foto i nomi !!! cosi da poter identificare questi ladri e truffatori |
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| roberto di riva del gaRDA |
12/02/2009 08:56 |
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Non per niente per gran parte dell'Italia, la sigla automobilistica della provincia di Trento:
TN significa anche, e a ragion veduta a questo punto:
TERRONI del NORD
E non venite a dirmi che non lo sapevate....
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| SPARTACUS |
12/02/2009 08:52 |
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| Il problema non sono solo i furbi ma i fessi che per trent'anni o più hanno pagato i contributi GESCAL e non hanno diritto a fruire di un alloggio pubblico, che sarebbero disposti a pagare l'affitto di importo superiore alla media dei parametri di regola permettendo così maggiori introiti nelle casse dell'erario. Mentre chi giunge da fuori, non ha pagato una lira di contributo e solo perchè svolge lavori di bassa renumerazione può ottenere agevolazioni che altri hanno già ampliamente compensato con le tasse versate fin dalla nascita. Non è solo questione di leggi ma di intenzioni delle leggi, in barba a chi ha già contribuito in forza delle leggi stesse. |
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| Buno di Trento |
12/02/2009 07:01 |
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Oltre alla pena pecuniaria dovrebbero esporre i loro nomi al pubblico in modo da vergognarsi ...... ladri! |
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| Andrea di Trento |
12/02/2009 00:29 |
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Niente da meravegliarsi: i furbi in Trentino ci sono sempre stati e sono parecchi, più di quelli che vengono smascherati. Che volete farci? La meridionale arte di arrangiarsi regna sovrana anche da noi; e vagheggiare società perfettte è pura utopia, forse un'utopia disumana che non tiene conto che siamo persone, non robot. |
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| miky |
11/02/2009 18:48 |
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è ora, dovrebbero controllare anche di più... e magari scovare quei furbetti che danno in affitto gli appartamenti con contratti bassi percependo in realtà il triplo di quello denunciato |
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