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LAVORO IN ITALIA:
disoccupato un giovane su tre

 

lavoro femminileROMA - Quasi un giovane su tre in Italia è senza lavoro. Il tasso di disoccupazione nella fascia di età 15-24 anni inanella record su record: a maggio - fa sapere l'Istat - è arrivato a toccare il 29,2%, contro il 29,1% del mese precedente. Il livello più alto da quando esistono le relative serie storiche dell'Istituto di statistica, ovvero dal 2004. Un tasso che risulta oltre tre volte maggiore della media generale, la quale si attesta all'8,7%, confermandosi stabile per il terzo mese consecutivo. Un'indicazione, questa - secondo i tecnici dell'Istat - di «un minore deterioramento» del mercato del lavoro.
Che però non basta ai sindacati, con Cisl e Uil che parlano di dati «gravissimi» e chiedono con urgenza misure per ridare fiato all'occupazione, partendo da un impulso concreto per i giovani.
Dall'altro, il Governo con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sottolinea invece che sono «dati molto incoraggianti», considerando che in Italia il tasso di disoccupazione si è «bloccato» all'8,7%, «rispetto ad una media Ue del 10%».
Quanto ai giovani, la «risposta» è quella di «investire» su formazione e apprendistato.
Dati incoraggianti? «È qualcosa di grottesco», replica il segretario dei Giovani Democratici, Fausto Raciti. Che la situazione, sia pure in miglioramento, non sia rosea pare confermarlo anche l'Inps. Se infatti in giugno calano le richieste di cassa integrazione (rispetto a 116,8 milioni in maggio, lo scorso mese le ore autorizzate sono state 103,5 milioni, con una diminuzione dell'11,4%), nel complesso del primo semestre dell'anno le ore autorizzate di cig sono state però 636,1 milioni contro 371,5 milioni del corrispondente periodo 2009, con un incremento complessivo del 71,2%. I novi dati fanno dire al segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, che «con questo trend a fine anno sarà superato il massimo storico di 1 miliardo di ore raggiunto nel 2009. Piacerebbe a tutti dare buone notizie - conclude il dirigente sindacale - ma questa è la realtà dei numeri che va rappresentata in modo corretto».
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2 commenti trovati - pagina 1 di 1
pippo 07/07/2010 19:01
Sarò testardo. Ma è ovvio che i giovani, oltre che per i motivi già detti in precedenza, non trovano lavoro. Ai tempi d'oggi nelle pubbliche amministrazioni(tanto per citare queste) ci sono dirigenti direttori supervisori portaborse un INFINITÀ di funzionari segretari dei segretari, ecc. Non tanto tempo fa c'era il personale minimo indispensabile. E gli uffici funzionavano benissimo. Con pochi sprechi. La colpa è della "carriera" ad ogni costo. Domani sarà ancora peggio: il super dirigente il super supervisore. È vergognoso. Meditate gente meditate.
pippo 06/07/2010 18:01
Chi non è "tecnologico" è tagliato fuori dal mondo del lavoro. E pensare che del tema sulla tecnologia e sugli effetti negativi che la tecnologia stessa avrebbe portato se ne parlava alle scuole medie nei primi anni 70. E così è avvenuto. E non c'è più rimedio: né da parte di Berlusconi e nemmeno da parte della sinistra. Tanta demagogia. Era meglio 30 anni fa col debito pubblico alle stelle: non c'erano grossi problemi a trovar lavoro. Poi l'euro, il parlamento europeo! Ed eccoci nella feccia. Fine
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