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Lettere al direttore
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Fini, il PdL e finalmente una destra europea
Gianfranco Fini è stato espulso dal partito di cui è cofondatore, in una giornata di fine luglio, senza la possibilità nemmeno di difendersi, in base all'ordine del lider maximo, con editto di esecuzione immediata, come avveniva ai tempi di Joseph Stalin e delle note «purghe». Sempre secondo il costume in auge nel comunismo sovietico, all'espulsione è seguita la campagna di denigrazione e di accuse menzognere da parte dei picchiatori mediatici al soldo del padrone al fine di distruggere anche la figura politica di Gianfranco Fini, la sua famiglia, la sua immagine e, negli intenti, arrivare a cancellarne la memoria e qualunque azione politica
Perchè si deve pagare il canone Telecom?
Troppo a lungo il monopolio telefonico della Telecom ha abituato a considerare i cittadini non dei clienti, a cui offrire ogni giorno un servizio migliore a prezzi più convenienti, ma dei «limoni» a cui spremere il più possibile, scaricando su di loro le inefficienze del sistema e la scarsità del servizio. I tempi del monopolio sono - grazie a Dio -passati, ma il privilegio del canone di cui la Telecom ancora beneficia, e le difficoltà e le scomodità di cambiare gestore con il rischio di restare per mesi senza telefono, fanno sì che i cittadini debbano ancora sottostare al giogo della compagnia, e alla limitazione dei servizi (o ai prezzi delle tariffe) che essa impone
Tolomei, Fitto e i cartelli dell'Alpenverein
L' equilibrio dell'Alto Adige - Sudtirolo, patria di tre gruppi linguistici, si regge sulla coesistenza del multilinguismo, dove ciascuno dei suoi abitanti (tedesco, italiano, ladino) si può esprimere nella propria lingua madre, ed essere compreso dall'altro. Dietro la guerra dei nomi si nasconde sempre la volontà di imporre politicamente e culturalmente la supremazia del più forte, arrivando addirittura agli estremi della pulizia etnica che vuole cancellare l'altro, sopprimendo la sua lingua, cioè la sua identità. Così è stato da parte italiana con Ettore Tolomei, che ha preteso di cancellare la millenaria identità tedesca del Sudtirolo, imponendo nomi italiani, nella maggior parte dei casi inventati

Senza noi immigrati, il Trentino si ferma

Se degli immigrati il Trentino ha bisogno per far funzionare gli ospedali, gli alberghi, le cave, le famiglie con anziani e malati, non si può «usarli» per quanto serve e poi far finta di non vederli. Se gli immigrati sono tra le leve del benessere di questa terra e della sua economia, occorre anche riconoscerne la dignità di persone, di essere umani, e anche di cittadini. Questo vuol dire impegnarsi, noi e loro, perché siano integrati nella nostra lingua, nel nostro territorio, nella nostra cultura
Cucina trentina, buona ma poca (e scarsa)?
L'intreccio politica-affari?
Colpa dei giudici

La colpa di tutto nell'inchiesta Giano Bifronte per alcuni è dei magistrati, mentre non c'è una parola di condanna di questa ragnatela di affari e politica che è emersa. E, come se non bastasse, insieme ai magistrati gli altri colpevoli sono i giornalisti che hanno riportato i fatti, riportando le tesi dell'accusa e quelle della difesa, sentendo i magistrati ma anche gli avvocati. Insomma, se esiste un sistema truccato degli appalti in Trentino, la colpa è dei magistrati e dei giornalisti che l'hanno scoperto e descritto, non dei protagonisti del malaffare che l'hanno messo in atto. Chissà cosa ne penserebbero di queste tesi, imprenditori come i siciliani Ivan Lobello o Tano Grassi?

Famiglie cooperative, negozietti e don Guetti
La Famiglia cooperativa, prima ancora che un negozio, oggi in Trentino costituisce un servizio sociale e un presidio insostituibile a difesa della montagna e dei piccoli centri. Purtroppo non sempre l'aiuto pubblico sostiene chi più ne ha bisogno, anche all'interno del variegato mondo della cooperazione. E forse andrebbe aggiornato l'intero sistema di contributi ed esenzioni fiscali verso la cooperazione, per premiare chi, come le Famiglie cooperative con piccoli negozi di paese, svolge un servizio sociale essenziale e chi, invece, capitalizza magari a scapito di uno sforzo maggiore di innovazione o di attenta cura ad evitare sprechi o doppioni di strutture inutili
Università, solo tagli ma nessuna riforma
Gli interventi del ministro Gelmini sulla scuola e sull'università presentano una fragilità di fondo, che ne svuota qualunque intento di riforma dell'Istruzione e della Ricerca nel nostro Paese. Sono infatti dettati tutti dalla necessità di «fare cassa», di tagliare fondi, di raccogliere denaro da trasferire ad altri settori, e non dall'obiettivo ben più alto e necessario, di qualificare, migliorare e rendere più efficace la spesa per l'istruzione. È questo il limite che rende insostenibile la manovra. Sicuramente non ridurrei la protesta, come tenta di fare il ministro e un po' tutto il governo in ordine sparso, ad una sobillazione della sinistra e dei giornali (?)
Se si usano le foto del papa per fini elettorali
Le strumentalizzazioni a fini elettorali sono sempre sgradevoli: sia che si tratta di «usare» i propri figli in volantini e spot propagandistici, sia che si utilizzi il proprio ruolo o posizione di lavoro (con l'invio magari di lettere con tanto d'intestazione dell'ente di cui si ricopre qualche incarico); sia che si utilizzi impropriamente un simbolo che riguarda la fede e che appartiene a tutti (il papa) in maniera strumentale per tirare l'acqua al proprio mulino. Bisognerebbe avere più rispetto degli elettori
Licio Gelli, la loggia P2 e l'Italia di oggi
Ora che Licio Gelli, condannato a 10 anni di reclusione per depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna e a 12 per la bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano (è fuori dal carcere solo grazie ad una provvidenziale scarcerazione per le «gravissime condizioni di salute») ritorni sulla scena politica del nostro Paese e impartisca i suoi messaggi cifrati, fa raggelare il sangue. Come ha scritto Famiglia Cristiana «tira brutta aria se il "fascista" Gelli (così s'è definito) promuove il governo Berlusconi, senza che il premier reagisca». Tanto più che Gelli ha dichiarato che nell'attuazione del Piano di rinascita democratica «l'unico che può andare avanti è Silvio Berlusconi», tessera N. 1816 della P2
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Pd: elezioni anticipate, assenza di leader e di idee
Commenti
Lorenza
non è vero, uno iscrive al
privato perchè trova più
conforme alle sue esigenze
iscrive i suoi familiari, lo
straniero non porta niente di
demerito a [...]

08/09/2010 20:04
Zh.Ennix
e pranzo a mezzogiorno. Ero a
Milano in quei tempi.
Tranquillizzati.

08/09/2010 20:02
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