La colpa di tutto nell'inchiesta Giano Bifronte per alcuni è dei magistrati, mentre non c'è una parola di condanna di questa ragnatela di affari e politica che è emersa. E, come se non bastasse, insieme ai magistrati gli altri colpevoli sono i giornalisti che hanno riportato i fatti, riportando le tesi dell'accusa e quelle della difesa, sentendo i magistrati ma anche gli avvocati. Insomma, se esiste un sistema truccato degli appalti in Trentino, la colpa è dei magistrati e dei giornalisti che l'hanno scoperto e descritto, non dei protagonisti del malaffare che l'hanno messo in atto. Chissà cosa ne penserebbero di queste tesi, imprenditori come i siciliani Ivan Lobello o Tano Grassi?