Vietnam, affari d'oro
per le imprese trentine

vietnamÈ lì che si gioca il presente (non solo il futuro) anche per noi, anche per una realtà piccola come il Trentino. Ma girando per le strade di Hanoi, di Saigon, tra i grattacieli che spuntano come funghi nella città che ufficialmente porta il nome di Ho Chi Minh e dove le bandiere rosse con la stella gialla comunista sventolano sugli edifici pubblici, non sembra proprio che gli italiani (e i trentini in particolare) l'abbiano capito. Qui tutto è in movimento, tutto sta vivendo un'effervescenza che non conosce tregua, tutto è giovane, voglioso di fare, di innovare, di costruire, carichi di un dinamismo e un desiderio di riscatto che da noi sono ormai da lungo tempo sconosciuti. Eppure, in questa che è una portaerei naturale proiettata sull'Oriente e sul Pacifico, lunga il doppio dell'Italia, con il 50% della popolazione sotto i trent'anni e una crescita del Pil annuo tra il 6 e l'8%, di Trentino non c'è nulla.

Nemmeno il vino nelle sempre più diffuse enoteche e ristoranti di lusso, che offrono vini francesi, cileni, australiani, americani. Perfino sudtirolesi. Ma non trentini. «In quattro anni che sono qua a Saigon a capo di Banca Intesa per l'intera Indocina, non ho mai visto un trentino che mi chiedesse aiuto per fare affari, per posizionarsi sul mercato vietnamita e indocinese, per venire a vendere o a mettere su imprese», afferma con un sorriso amaro Tomaso Andreatta, il primogenito del grande Beniamino Andreatta, a lungo ministro italiano del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica. «In Trentino, ma anche in Italia, non hanno capito che qui si gioca la crescita economica dei prossimi 50 anni. Solo dopo arriverà l'Africa. Chi c'è qua, ha garantito il benessere nel prossimo mezzo secolo. Chi non c'è, è tagliato fuori. E non ci sarà benessere per i suoi figli, perché l'economia del mondo gira qui, non più in Europa». Sono un po' più di una cinquantina le imprese italiane presenti con investimenti in Vietnam.

Nulla a confronto delle migliaia di imprese tedesche, francesi, cinesi, coreane, in piena espansione, che stanno non solo producendo e commerciando con il Sud Est asiatico, ma costruendo le infrastrutture di un Paese scatenato impetuosamente a dotarsi di strade, autostrade, ponti, porti, aeroporti. «Sono 300 gli italiani che vivono stabilmente in Vietnam. I coreani sono invece 100.000, e stanno costruendo di tutto», aggiunge Tomaso Andreatta, che è anche vicepresidente della Camera di Commercio europea a Saigon, già presidente di quella italiana. E il Vietnam, che sta galoppando verso i 90 milioni di abitanti (ne aveva 60 a inizio anni Novanta) portandosi fra i primi dieci paesi al mondo per popolazione, ha dietro di sé realtà come la Cambogia, il Laos, Myanmar (l'ex Birmania), che sono mercati più arretrati del dragone «comunista», ma in piena trasformazione e in potenziale prossima esplosione, collocandosi al centro di un'area mondiale che nei prossimi anni assommerà 600 milioni di persone, per lo più giovani, e in impressionante dinamicità produttiva e di consumo. E sì che le condizioni per le imprese trentine, per i giovani trentini, per chi volesse commerciare, vendere ed esportare, insomma garantire benessere ai nostri figli, qui ci sarebbero tutte. L'edilizia è in piena espansione, e i nuovi ricchi vietnamiti cercano qualità e design italiano.

Vogliono finestre che sappiano isolare dall'umidità, porte blindate, lavorazione del legno affidabile ed efficace. Una fetta emergente della popolazione a tavola si mostra sempre più esigente. Vuole vino pregiato, salumi dall'Italia, pasta, formaggi, perfino le marmellatine confezionate che fanno arrivare dall'Austria e il burro (che non hanno) dalla Nuova Zelanda. E poi la tecnologia. Da quella della conservazione e lavorazione dei frutti (qui l'esperienza e il know how assommati da Melinda o S.Orsola farebbero furori, e consentirebbero di commercializzare frutti pregiatissimi che durano solo le tre settimane di maturazione e poi vengono lasciati marcire), a quella dell'elettronica, meccatronica, robotica, automazione industriale. La sera, sulla terrazza del 27° piano del Chillsaigon, appena inaugurato con uno skyline impagabile su Ho Chi Minh city, tra drink e cocktail sorseggiati in mezzo ad un turbinìo di gioventù, s'incontrano giovani veneti, di Bassano, di Vittorio Veneto, del Trevigiano, che vanno su e giù dall'Italia destinazione Saigon, Bangkok, Yangon, Phnom Penh, per vendere installare e far funzionare macchine di imbottigliamento e per l'acqua minerale in plastica. «Il lavoro ormai è qui», dicono. «E poi non è vero che il Vietnam è così lontano. Ma qui tutto corre».
(Articolo completo e interviste sull'Adige in edicola)

e io che pensavo che di certe cose se ne occupasse camera di commercio e trentino sviluppo...sul serio..si deve ricorrere al giornale?rimango allibito.è fin troppo evidente che allora in trentino manca rete e sistema..alla faccia del mondo della cooperazione e istituzioni come trentino sviluppo e appunto camera di commercio,...non basta un palazzo a trento per vendere i vini trentini..ci vuole di più.

Ma davvero il Vietnam e' cosi' interessante?? Mah....

Bell'articolo, purtroppo i trentini sono tutti coccolati da mamma provincia e quindi è meglio piangere e chiedere sempre più risorse, è anche vero che quest'articolo ci fa vedere son un lato della medaglia, cioè di un figlio di papà che nella sua veste di manager non fa altro che marketing a se stesso. Ripeto, c'è del vero nell'articolo ma non c'è l'altro lato della medaglia di questo sud est asiatico,Saluti

Tomaso Andreatta, ma allora se è cosiì bello rimani lì . Ma cosa vuoi da noi ?Poi è chiaro che in Viet Nam a fronte di 300 italiani ci siano 600.000 coreani, è la scoperta dell' acqua calda. Sasrebbe come dire che per trecento malgasci presenti in Italia, abbiamo un milione di romeni. Ma che discorsi sono ???????????Talis patris talis figlis ! Rimanga là per sempre, che stiamo meglio.

Ecco una notizia molto interessante finalmente. Vedremo se chi cerca lavoro ( e sembra siano tantissimi ) si farà avanti. Avessi 20 anni in meno ci proverei ( 20 anni fà comunque sono andato anch'io all'estero e sono rimasto contentissimo ) . Oggi lascio andare quelli più giovani e magari senza famiglia, che sono più liberi e dovrebbero avere più entusiasmo oltre che più fame di lavoro. Sarei contento di avere un report frà alcuni mesi su quanti si sono mossi.......forza dai..!!!

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claudio ba :

un vivissimo grazie a chi organizza iniziative così impegnative e importanti per il significato...

20-05-2012 23:22
gerard :

La Juve sceglie il trentino come sede del ritiro... e subito va in serie B.
L'Inter viene...

20-05-2012 22:53
spartacus :

Per Luca2: hai azzeccato in pieno. Hanno spodestato i Savoia e si sono messi loro sul trono con...

20-05-2012 22:50
spartacus :

Basta vedere con che faccia tosta hanno risolto il "loro" problema sui capitali all'estero: li...

20-05-2012 22:41
MicheleB :

Esprimo il mio cordoglio per le giovani ed innocenti vittime, ma aihmè la vera "mafia" non ha nè...

20-05-2012 22:14
 

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