Adesso sul ponte di Messina hanno buttato lì una data: il 23 dicembre si parte. In realtà non si partirà neanche l'anno prossimo, e nemmeno l'anno dopo. Infatti, prima di mettere l'eventuale primo mattone, ci vorranno anni per spostare nel retroterra l'attuale linea ferroviaria costiera, imprescindibile per aprire l'eventuale primo cantiere. Infatti, come sanno benissimo in Calabria e in Sicilia, dove sorgerebbero i piloni del Ponte, oggi ci sono binari, ferrovie e quant'altro. In più, particolare per nulla secondario, non ci sono i soldi. Quindi si ipotizza che saranno i privati a pagarlo. Insomma, l'ennesima follia, una delle infinite bugie propagandistiche, come le famose case date agli abruzzesi costruite dai trentini e dalla Croce Rossa e vendute a Porta a Porta come l'azione del governo romano. Parole tante, ma di fatti, purtroppo, non se ne vede l'ombra
Non vogliamo l'inceneritore, ma non vogliamo neanche il biocompostaggio, e nemmeno effettuare una separazione meticolosa dei rifiuti nelle case. Certo che era più comodo fare come un tempo quando si buttava via tutto perché c'erano le discariche. Ma questo, per fortuna, non è più possibile. E allora: o non produciamo rifiuti, o smaltiamo quello che produciamo (o almeno la parte maggiore). Scaricare tutto il problema sulle altre regione non è nemmeno eticamente proponibile
Oggi in Trentino la questione vera non è il ritorno di qualche vigneto in più al posto della macchia boschiva, ma semmai il contrario. Cioè incentivare la ripresa delle coltivazioni, di prati, vigneti, oliveti, eccetera. Pensiamo a come ne guadagnerebbe il paesaggio, se il colle di Tenna o i declivi attorno a castel Telvana in Valsugana venissero coltivati tutti a vigneti. Avremmo uno spettacolo, specie d'autunno, come quello che si ammira in valle dell'Adige o in Sudtirolo, dove fino agli ultimi pendii spiccano i filari delle viti, contenendo il bosco selvatico con la cura del terreno
I due elicotteri Agusta AW 139 che il presidente Dellai intende acquistare sono i migliori che esistano sul mercato. Più si accelera sugli elicotteri, più vuol dire che gli ospedali di vallata hanno il destino segnato. Scelta politicamente magari anche sensata o giustificata. Ma forse bisognerebbe prima dirlo ai cittadini. Non acquistare gli elicotteri necessari a quell'operazione, e poi svelare le carte
Gli unici a guadagnarci pare siano gli avvocati, che da noi sono più di 210.000 (in Francia sono solo 44.000), la categoria a maggior tasso di crescita considerando che nel 1980 erano 80.000. Un Paese che non amministra la giustizia non è un Paese civile. Con 200.000 casi di prescrizione l'anno e l'infinita durata dei processi, l'Italia da tempo ha cessato di essere un Paese civile
Dopo otto disastrosi anni in cui gli Stati Uniti hanno diviso il mondo, esportando la guerra e gettando semi di odio e di scontro di civiltà, l'America torna ad essere riferimento per una nuova era di pace, di visione plurale, di rispetto dei popoli e delle diverse culture e religioni, nello sforzo di liberare l'umanità dall'incubo nucleare. Il Nobel per la Pace assegnato ieri è un premio di incoraggiamento per l'immane opera pacificatrice che attende gli Usa
 
L'Italia è a rischio di tenuta democratica se lo scontro in atto nel Paese non si attenua. In questo momento massimo di sbandamento a tutti è chiesto lucidità e responsabilità, nei toni, nelle parole e nei comportamenti. Il governo governi, l'opposizione faccia l'opposizione, ma nel pieno rispetto dei principi costituzionali e delle regole democratiche che purtroppo, quotidianamente, vengono aggredite
È profondamente vera la sua constatazione che i linguaggi dell'arte contemporanea e d'avanguardia sono sterili e risultano immediatamente obsoleti, perché non toccano il cuore, ma si riducono ad esercizio, spesso onanistico, della mente. E quindi si traducono in fredde esecuzioni, rifiutate dal pubblico. Il Dante ingabbiato ne era l'esempio più lampante. Ieri è crollato, quasi rappresentando simbolicamente il vuoto su cui era costruito
All'inizio, quando l'operazione è stata messa insieme dall'Ente pubblico, i terreni ex Michelin della società Castello valevano l'equivalente di oggi di 25 milioni di euro. Nel 2007, senza aver posto nemmeno un mattone, il valore di quei terreni si era già quadruplicato raggiungendo un valore di 100 milioni di euro. Nel giro di altri due anni, è bastato issare alcune gru, e il valore dei terreni era già passato a 130 milioni di euro, cinque volte tanto quello che si era pagato dieci anni prima. Ora, che la Provincia debba pagare al prezzo di oggi quello che poteva avere ad un costo cinque volte inferiore nel 1999, va inteso semplicemente come una provocazione. Perché nessuno in piazza Dante, credo, avrebbe il coraggio di presentarsi ai cittadini con una proposta del genere, che farebbe gridare vendetta al Cielo
Libertà piena di querelare giornali e giornalisti se ci si ritiene diffamati. Ma se la causa risulta campata in aria, obbligo di risarcire il giornale - come suggerisce Luigi Ferrarella (Corriere della Sera) - di una percentuale della maxicifra richiesta. Perché altrimenti giornali e giornalisti devono essere responsabili di tutto ciò che scrivono, e chi querela invece no, esonerato come accade ora da qualunque responsabilità? Questo dovrebbe essere il primo provvedimento da portare in Parlamento per chi ha a cuore la libertà di stampa