Caro direttore, ma quale legge sui partiti? Vengano restituiti i soldi non spesi! I soldi residuati ai partiti, dopo aver pagato le spese elettorali, nel caso di scioglimento del partito stesso (equivalente alla morte) devono ritornare nelle casse pubbliche. In caso di successione il patrimonio del defunto in mancanza di qualsiasi erede torna allo stato, se un cittadino riceve un contributo statale per realizzare un'opera e quest'opera non si realizza i soldi ritornano alle casse dello Stato. Perché ciò non funziona per i partiti? Un partito defunto come la Margherita come è possibile che sopravviva con un patrimonio non utilizzato per i fini per i quali è stato erogato il contributo come appunto il rimborso per le spese sostenute in campagna elettorale? Nel momento in cui a tutto il paese sono richiesti grandi sacrifici non è possibile che i partiti inventino giochini per mantenere e impossessarsi artatamente di somme erogate per fini diversi e non più ormai perseguibili (pagamento di spese elettorali). Sergio Divina
La risposta del Direttore
Il caso di Luigi Lusi, senatore del Pd e tesoriere della Margherita che ha fatto «convolare» sui suoi conti privati 13 milioni di euro di rimborsi elettorali dello Stato, ha mostrato a tutti, anche agli occhi più ciechi degli esponenti politici e parlamentari, lo scandalo del finanziamento dei partiti in Italia. Legge dopo legge, modifica dopo modifica, è stato creato un sistema di trasferimento di fondi ingentissimi da parte delle casse pubbliche alla gestione privatistica e priva di qualsiasi controllo dei partiti, sotto forma di «rimborsi elettorali». Si tratta di cifre enormi, garantite anche a partiti morti o sciolti, rimborsate senza bisogno di fatture, bilanci e carte d'appoggio, addirittura saldate anche nel caso in cui i soldi non siano stati effettivamente spesi.
Un marchingegno che sembra fatto apposta per favorire «l'istigazione a delinquere». I partiti infatti, spendono un milione di euro, e ne intascano quattro dallo Stato, potendo versare tranquillamente gli altri tre milioni sul proprio conto in banca. O altrove, come s'è visto con Lusi della Margherita. La legge, già vergognosa in sé e fatta in modo da poter aggirare totalmente il referendum approvato dagli italiani sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, è stata negli anni ulteriormente perfezionata, tanto che oggi appare proprio come una sorta di «rapina legalizzata» ai danni dello Stato e dei contribuenti a favore di organizzazioni, che non hanno responsabilità giuridica per legge, non sono tenute a rispondere della loro gestione patrimoniale e finanziaria, non sono obbligate al rispetto delle regole di democrazia interna. Tali, infatti, sono oggi i partiti, volontariamente mai normati dalla legge, per renderli «al di fuori della legge», se non «al di sopra della legge», come dimostrano le periodiche revisioni dei conti della Camera e del Senato. Esaminando i rendiconti dei partiti, infatti, lo stesso parlamento ha accertato che i bilanci erano tutti o quasi «irregolari», ma essendo i partiti soggetti privati non è successo nulla. Anche se ad ogni legislatura ricevono 1 miliardo di euro di soldi delle tasse dei contribuenti.
Che sia necessaria una nuova legge sui partiti e sui rimborsi a cui hanno diritto, è sotto gli occhi di tutti. Ed è anche un'urgenza e una priorità nazionale, per far cessare lo scandalo di rimborsi assegnati per cinque anni anche se la legislatura dura soltanto due, o di crediti continui a partiti ormai morti da tempo come la Margherita. Ma occorre una legge che obblighi i partiti a trasparenza dei bilanci e della propria gestione patrimoniali, per evitare che soldi dei contribuenti vengano gestiti «allegramente» come ha fatto la Lega Nord attraverso il suo tesoriere, dirottando tali soldi pubblici in Tanzania e chissà dove. Deve essere una legge che stabilisca un tetto preciso per i rimborsi pubblici, dettagliata documentazione delle spese effettuate, e un limite di consistenza (voti validi raccolti) del partito al fine di potere beneficiare di tali fondi statali. Altrimenti nascono partiti solo per lucrare dei rimborsi elettorali. Inoltre va abolita subito la vergognosa legge del 2006 che ha permesso che restassero anonime elargizioni di società e singoli ai partiti anche fino a 50.000 euro. Infine, va stabilito che la violazione delle normative sul finanziamento dei partiti (così riscritte) configura reato di finanziamento illecito, con pesanti sanzioni amministrative (per esempio decadenza immediata del mandato per il parlamentare o ineleggibilità perpetua). L'indecenza che va avanti da decenni a cui i partiti e i parlamentari, a cominciare da quelli di questa legislatura e delle precedenti, mai hanno posto rimedio, va subito fermata. In Italia, infatti, non c'è solo la «porcata» della legge elettorale: c'è anche quella altrettanto grave della legge sui partiti. Entrambe porcate, ed entrambe vanno cambiate al più presto.
qui ogni volta che scoppia uno scandalo ci si affanna a denunciare e correggere le cause, eliminare le circostanze, ecc. .Come un gioco a guardie e ladri.Ci sarebbe solo da chiarire chi sono i ladri.Eppure l'impressione è che questo gioco non finirà mai.
Una soluzione ci sarebbe: basta dare il voto a uno o massimo a due partiti eliminando così tutte quelle cordate di "arranca careghe" che hanno dimostrato di restarvisi atttaccati ad esse per puro interesse di "cassa". La legge dei rimborsi elettorali è un sistema per stornare soldi dell'erario in cambio di "demagogiche" rivoluzioni della serie: dividi et impera.
Si era già votato un referendum. Vittoria andata al NO. Bene, infatti eccoci serviti. La madre della rovina sono gli stipendi ai magistrati: i parlamentari ed i consiglieri regioprovinciali ricevono l'80% di quelle somme. Ai parlamentari è stato bloccato l'aumento di quest'anno (1.399 €), ma i magistrati l'hanno preso "pieno", ovvero € 1.625. E poi scrivono all'Adige contro Berlusconi (Chiaro e Profiti).
Che i partiti siano associazioni per delibere legalizzate non ci piove:basta vedere le leggi che i suoi rappresentanti fanno per se stessi e quelle che valgono per i comuni mortali per loro non valgono. Vedi affissioni elettorali.
Adesso è molto chiaro il perchè la Gran Cassa elettorale ripete un giorno si e l'altro pure che si deve andare a votare, che è un diritto che va sfruttato,.. ecc. ecc.
In realtà ogni voto vale soldi e solo questi ultimi interessano ai partiti e più voti arrivano... più soldi entrano!
6 commenti
Egregio Direttore,come si definiscono quelli che fanno porcate ??!! Mamma mia,come siamo caduti in basso.Ce la faremo a risalire?
qui ogni volta che scoppia uno scandalo ci si affanna a denunciare e correggere le cause, eliminare le circostanze, ecc. .Come un gioco a guardie e ladri.Ci sarebbe solo da chiarire chi sono i ladri.Eppure l'impressione è che questo gioco non finirà mai.
Una soluzione ci sarebbe: basta dare il voto a uno o massimo a due partiti eliminando così tutte quelle cordate di "arranca careghe" che hanno dimostrato di restarvisi atttaccati ad esse per puro interesse di "cassa". La legge dei rimborsi elettorali è un sistema per stornare soldi dell'erario in cambio di "demagogiche" rivoluzioni della serie: dividi et impera.
Si era già votato un referendum. Vittoria andata al NO. Bene, infatti eccoci serviti. La madre della rovina sono gli stipendi ai magistrati: i parlamentari ed i consiglieri regioprovinciali ricevono l'80% di quelle somme. Ai parlamentari è stato bloccato l'aumento di quest'anno (1.399 €), ma i magistrati l'hanno preso "pieno", ovvero € 1.625. E poi scrivono all'Adige contro Berlusconi (Chiaro e Profiti).
Che i partiti siano associazioni per delibere legalizzate non ci piove:basta vedere le leggi che i suoi rappresentanti fanno per se stessi e quelle che valgono per i comuni mortali per loro non valgono. Vedi affissioni elettorali.
Adesso è molto chiaro il perchè la Gran Cassa elettorale ripete un giorno si e l'altro pure che si deve andare a votare, che è un diritto che va sfruttato,.. ecc. ecc.
In realtà ogni voto vale soldi e solo questi ultimi interessano ai partiti e più voti arrivano... più soldi entrano!