Oggi un consigliere provinciale del Trentino può spendere soldi pubblici dei cittadini in un resort di lusso della Sardegna con vista mare, accompagnato da chissà chi e servito a caviale e champagne, senza che debba rendere conto a nessuno della spesa. Basta solo affermare che il soggiorno aveva «finalità politiche». Nessuna norma o autoregolazione del consiglio impone infatti dei criteri, dei limiti, dei contesti, delle categorie di spesa consentite e altre non ammesse