Sanremo, il profeta del vuoto  e il Festival al tramonto

Caro direttore, ho seguito uno spezzone della prima serata del «Festival della canzone», come si chiamava una volta questo spettacolo nazionale, poi ho desistito. Ne ha già negato la definizione la lunga introduzione discorsiva di Luca e Paolo, il cui vocabolario e motteggio debordante quanto a volgarità, spero abbia schifato più di uno spettatore! Di loro ho apprezzato le mosse «celentanesche», appunto perché espresse a bocca chiusa.
Delle prime sei canzoni non ne ho capita una, ma già... il mio ricordo nostalgico di una canzone vincitrice che trasmetteva emozioni risale alla datata «Senza te o con te» di una strepitosa Annalisa Minetti.
Ma quello che più mi ha sconvolto è stato il cataclisma scenico che ha introdottto Celentano. Mi sono chiesta con quale dissennata scelta si sono potute evocare scene di terrore e morte che migliaia di persone hanno ancora negli occhi e nel cuore, tanto più in giornate che a causa di tragici eventi hanno abbastanza prostrato tante persone! Certo le antenne divelte non avranno convogliato in tante case uno spettacolo, che qualcuno ha definito perfino tragico quanto a imprevisti, (piccolo scotto, dico io, ben meritato!). A loro consolazione, aggiungo che non hanno perso niente!

Mariapia Valentini - Tesero -

La risposta del Direttore

Da lungo tempo il Festival di Sanremo non è più il «tempio della canzone», e nemmeno lo spettacolo che ha appassionato generazioni d'italiani. Per coprire il vuoto di una manifestazione canora che non ha più nulla da dire e da dare, si è riempito il teatro Ariston di trash e di stupidità: polemiche inventate o gonfiate ad arte, cantanti che cercano di fare i presentatori (al confronto Pippo Baudo e Mike Buongiorno erano dei titani), insulsaggini trasformate in battute e sketch da varietà di quart'ordine. Ma il clou, il diapason della serata, la ciliegina che dà il sapore della torta e mostra anche plasticamente il suicidio finale del Festival, è l'apparizione del profeta della nullità, il santone narciso della predica «un tanto al chilo», il guru delle fesserie da bar di periferia concentrate in un distillato di ignoranza e di presunzione, che non ha pari pure in un Paese di saccenti analfabeti e arroganti come il nostro.
Le flatulenze verbali di Celentano segnano il sipario che scende definitivo su quella che fu la gloria della canzone italiana, il Festival che dava al mondo il meglio della canzone e dello spettacolo nazionale. Adriano Celentano sarà ricordato come il becchino di Sanremo, colui che ha messo il sigillo tombale sul più brutto e triste dei Festival della Canzone italiana, che di musica e di canto non ha più nulla, ma neanche di idee e di novità.
Un tempo si diceva che Sanremo era la metafora del Paese e la biografia degli italiani. Se è ancora così, povera Italia.. Non c'è più nulla da fare.

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be in una nazione instupidita da 50 anni di immondizia televisiva, da un sistema scolastico alla deriva capace solo di omologare verso il basso, dove spesso i fatti hanno dimostrato che il lavoro non vale niente e a fare i ladri ci si arricchisce impunemente, dove chi sapeva lavorare è fallito in favore di logiche baciaculistiche di partito ed in ultima analisi dove la logica innata nello spirito umano è rovesciata dall evidenza materiale,

il re è il re degli ignoranti. ed ha facoltà di parlare incontrastato per un ora a milioni di persone, credo che nessun dittatore abbia mai avuto tale opportunità e mi vien da pensare che non sia un caso e non lo siano neanche le idiozie che ha detto.

la madre degli asini è sempre incinta ,spettacolo indegno per mamma rai ma non si vergognano di pagare quel fessacchiotto di Celentano cifre da capogiro ..e noi paghiamo vergogna

Difficile aggiungere qualche cosa a quello che scrive il Direttore e poi Marco71. Mi trovo perfettamente in linea. Vorrei solo sottolineare che le responsabilita' non sono tutte uguali. Berlusconi, con il suo esempio e 20anni di emittenti private votate all'ulteriore instupidimento della massa consumatrice, ne ha molte piu di altri !!

fino a ieri celentano andava bene, adesso che non ha più un obiettivo costante ne ha cercati altri e tutti si offendono, ma a parte il soggetto ha fatto i discorsi che faceva ieri....

perchè sono stati tolti i commenti all'articolo di BIANCARDI??????????mi puzza di censura!!!!!

PAROLE SANTE CARO MARCO 71

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