Egregio direttore, scrivo anche a nome di parecchi appassionati di corsa podistica che domenicalmente partecipano a gare organizzate nelle città e paesi del nostro Trentino. Scrivo anche a nome di altri dirigenti come me, di società sportive affiliate alla Fidal provinciale che devono difendere gli interessi anche dei propri atleti, molte volte studenti (la cosa qualche volta interessa anche le categorie ragazzi). Non se ne può più di assistere a questa escalation di costi per partecipare ad una attività sportiva che essendo in continua crescita di iscrizioni dovrebbe tramite economie logiche di scala tradursi in risparmi nelle spese organizzative. Si sta assistendo ad un processo di «spending review» nel settore che va all'incontrario. Gli appassionati della corsa sembrano, agli occhi di molti organizzatori, polli da spellare. Ormai si organizzano gare in cui oltre alla iscrizione si è costretti ad attendere premiazioni rinviate all'infinito solo per costringere i malcapitati a soggiornare, a pranzare, addirittura a tornare giorni dopo, per arrotondare i guadagni delle società organizzatrici che nella maggior parte dei casi non sono società sportive ma appositamente costituite per gli eventi. Si arriva anche a chiedere 30 euro se ci si iscrive un mese prima della gara che aumentano a 35 euro solo se i giorni diventano 29 per di più non rimborsabili e nemmeno trasferibili ad un amico per esempio in caso d'impedimento o infortuni. Anche la Fidal provinciale che concede patrocinio e logo a queste competizioni dovrebbe fare la sua parte, magari attraverso la stipula di un protocollo in cui alcuni punti fermi circa il contenimento dei costi siano ben definiti. I podisti, se non cambiano le cose, sono pronti a raccolte di firme, nei pressi di qualche tavolo d'iscrizione di qualche gara i cui organizzatori sono particolarmente esosi senza nemmeno trascurare l'idea che si possa arrivare allo sciopero della gara con un tam tam mediatico o allo sciopero della tassa d'iscrizione correndo senza numero. È anche d'obbligo ringraziare quegli organizzatori che si fanno in quattro per garantire rispetto e attenzione alle esigenze degli appassionati e che di solito non si preoccupano di giustificare l'alto costo d'iscrizione alla loro manifestazione predisponendo altisonanti pacco gara che assolutamente non lo giustificano, ma che invece curano aspetti essenziali quali costo effettivo organizzativo, orari, percorso, premiazioni. Ennio Colò - Società Atletica Valchiese
La risposta del Direttore
L'aumento dei costi per chi partecipa a gare podistiche, anche amatoriali, è un triste dato di fatto, che mette a dura prova non solo le società atletiche e sportive, ma anche le famiglie e i giovani concorrenti. L'esasperazione dei partecipanti è più che giustificata, ed un intervento della Fidal provinciale a questo punto sarebbe auspicabile. Le pagine dell'Adige sono a disposizione perché sul tema nasca un ampio e proficuo dibattito, al fine di trovare soluzioni che scongiurino lo scontro. Sarebbe ben triste, e demoralizzante soprattutto per le giovani generazioni, dover arrivare allo sciopero della tassa d'iscrizione, correndo senza pettorale e senza numero sulla maglietta. Lo sport è agonismo, fatica, impegno, ma anche gioia e amicizia. Se viene a mancare il clima di fiducia e di collaborazione, con inutili e dannose tensioni, casca il palco. p.giovanetti@ladige.it
Io vivo da anni attivamente il mondo del podismo e dell'orienteering i Provincia. Quello di cui si lamenta Colò è vero. Non è sempre così ma speso ci si iscrive a manifestazioni federali (FIDAL o FISO) e si paga molto. Troppo. Magari il premio di partecipazione è una maglietta piena di sponsor (ne ho da regalare). [Continua]
Per l'orienteering (FISO) è ancora peggio. Zero premi per chi non vince. Pochissimo per chi sale sul podio. Si paga e basta. Allora bisogna andare a fare gare promozionale dove spesso si riceve molto di più di quello che si da sia a livello di impegno che di denaro.
Ho trovato per caso questo articolo e non posso che dare ragione a quanto scritto. Oramai ci sono società senza atleti veri. I tesserati non corrono mai ma sono organizzatori che lo fanno per business. Soldi, soldi, soldi. Per l'orienteering la cosa è simile. Società che utilizzano propri tesserati per fare promozione gratuitamente e quando organizzano lo fanno per lucro.
3 commenti
Io vivo da anni attivamente il mondo del podismo e dell'orienteering i Provincia. Quello di cui si lamenta Colò è vero. Non è sempre così ma speso ci si iscrive a manifestazioni federali (FIDAL o FISO) e si paga molto. Troppo. Magari il premio di partecipazione è una maglietta piena di sponsor (ne ho da regalare). [Continua]
Per l'orienteering (FISO) è ancora peggio. Zero premi per chi non vince. Pochissimo per chi sale sul podio. Si paga e basta. Allora bisogna andare a fare gare promozionale dove spesso si riceve molto di più di quello che si da sia a livello di impegno che di denaro.
Ho trovato per caso questo articolo e non posso che dare ragione a quanto scritto. Oramai ci sono società senza atleti veri. I tesserati non corrono mai ma sono organizzatori che lo fanno per business. Soldi, soldi, soldi. Per l'orienteering la cosa è simile. Società che utilizzano propri tesserati per fare promozione gratuitamente e quando organizzano lo fanno per lucro.