Caro direttore, in val di Ledro nei paesi di Locca e Lenzumo è stato deciso di non consentire più la sepoltura nel proprio cimitero, applicando la normativa nazionale molto restrittiva in fatto di sepolture, di spazi, di distanze e di rotazione delle salme. Così nei nostri paesi non è più possibile essere sepolti nel cimitero dove riposano i propri cari, ma si è costretti ad essere trasferiti in altri cimiteri, come quello di Enguiso.
Le nuove normative decise dal Comune di Ledro hanno suscitato in ognuno di noi una grande indignazione che vogliamo gridare con un'unica voce. Ci siamo sentiti togliere senza nessun preavviso il diritto di essere sepolti nella terra dove siamo nati e vissuti. Profondamente feriti nella nostra dignità di persone, ci opponiamo a queste «regole uniformi», queste nuove normative imposte senza un minimo di sensibilità, per tanto riteniamo giusto ricordare a chi è responsabile che il «cimitero» non è un ripostiglio o un parcheggio. Dove è solo importante dare un ordine geometrico con leggi e regolamenti studiati a tavolino.
Ora vogliamo promuovere una raccolta di firme fra i nostri compaesani per spingere l'amministrazione comunale a rivedere e a ripensare quanto è stato deciso (di nascosto dalle comunità). Chiediamo rispetto per la vita e la storia di ogni persona, tenendo presente che quella terra è intessuta di legami affettivi, di ricordi vivi e radicati in ognuno di noi. Siamo consapevoli di vivere in un mondo dove vale solo il guadagno e il denaro, ma non possiamo permettere che tanti valori vengano calpestati, annientati senza motivi fondati. Non è certo per mancanza di spazio che sono state prese queste nuove decisioni, progetti senza senso . Quando seguendo i sistemi tradizionali si può constatare che c'è ancora posto per una «nuova generazione».
Con tutta la nostra indignazione ci facciamo «voce» anche di chi non è più con noi, ma sono e rimangono «libri di storia vissuta». Sono voci di genitori, di figli, di nonni, di parenti ed amici che continuano a parlarci ogni volta che sappiamo ascoltare la voce dei nostri cimiteri. Sappiate che le vostre normative assurde ad ingiustificate non hanno nessun rispetto per le persone di ieri, di oggi e di domani. Ci sentiamo veramente feriti, indignati nel renderci conto che il cimitero non è più considerato come un luogo sacro, solcato da storie di grande dolore, bagnato dal pianto di tante generazioni che continueranno ad aver bisogno di quel piccolo spazio che appartiene alla vita e racchiude il nostro vissuto.
Ci auguriamo che l'amministrazione di Ledro sappia leggere questa nostra lettera, questo nostro accorato appello almeno con un po' di sensibilità e di buon senso, assicurando che non ci fermeremo qui se non saremo ascoltati! Non potete disperdere i rami di ogni albero che rimane saldamente radicato proprio li dove è nato e vissuto.
Paolo Segalla Ferrari, Graziella Ferrari
La risposta del Direttore
C' è un legame fortissimo, intenso, profondo che unisce una comunità ai propri cari defunti, sepolti nel cimitero del paese. In quella terra riposano le generazioni che li hanno preceduti o con cui hanno vissuto: i nonni, i genitori, i fratelli, la sposa, lo sposo, a volte anche i figli. Essere sepolti dove riposano i propri cari dà unità e continuità alla comunità, ne simboleggia la storia e ne raccoglie l'identità, trasmette ed esprime la cultura di cui si è parte, frutto del vivere delle generazioni precedenti.
Così è sempre stato nei secoli. Nemmeno Napoleone, nella sua furia livellatrice e distruttrice, attraverso freddi e anonimi decreti regolamentari, è riuscito nell'intento di spezzare tale unione vitale di una comunità con i propri defunti. Purtroppo la normativa nazionale, pensata per le grosse città e le metropoli urbane, non tiene conto della specificità dei piccoli paesi e delle comunità di montagna. Così spetta ai Comuni locali tradurre in propri regolamenti l'utilizzo del cimitero, secondo la millenaria tradizione che li contraddistingue. Violentare questa regola naturale, sentitissima dalla popolazione, è quasi sacrilego.
Bene fanno quindi le censiti dei paesi colpiti da tale provvedimento (che sia anche transitorio) ad opporsi fermamente e duramente, richiamando le amministrazioni ad intervenire con urgenza e a sanare questa ferita profonda, che strappa alle famiglie e alle persone che subiscono il dolore di un lutto anche la consolazione di poter piangere il proprio caro nello stesso luogo e nella stessa tomba dove riposano gli altri componenti familiari. Tradire la volontà dei defunti, che hanno chiesto di venir sepolti nel proprio paese e nella terra dove giacciono i propri genitori, è quanto di più odioso e ingiusto possa essere fatto loro. Nessuna amministrazione può arrogarsi di tale diritto.
Mio caro direttore lei parla di Napoleone quasi con disprezzo, ma lo sa che a quel tempo si seppellivano i morti nelle cantine, nei cortili improvvisati cimiteri e cunicoli cittadini vari? Comunque la legge è uguale per tutti ed i cimiteri debbono adeguarsi, come adeguarsi debbono i vivi che come è ben noto beneficano delle tombe di più che i titolari delle sepolture, oramai passati veramente a miglior vita....
Penso che "dove sta za za" prima di scrivere dovrebbe documentarsi perchè molto spesso le disuguaglianze sono dovute proprio al fatto di non sapere come stanno realmente le cose. Giusto quanto scritto dalle lettrici e pieno appoggio a quanto risposto dal direttore.
Volete stare vicino alla vostra terra natale e ai vostri (ex) cari?
La soluzione è facile, basta farsi cremare.
O sperate di resuscitare dopo 3 giorni?
Il fatto è, caro "la soluzione" che nemmeno da cremati lasciano stare nello stesso cimitero . Come per "dove sta za za" , prima di commentare bisogna conoscere la realtà ... non distorcerla con commenti privi di logica e irrispettosi.
Per MOZAC: Le disposizioni per la sepoltura soprattutto in cassa sono molto severe per motivi sanitari ed è giusto che sia così. C'è gente che vuol far seppellire ossa in uno spazio previsto per una cassa svariate salme prima dei tempi previsti dai regolamenti e pensano che sia un loro diritto. Con le urne cinerarie è una cosa diversa, la commistione dei due metodi di sepoltura è difficoltosa e sottostà alle regole ferree della sepoltura in cassa. Sia nei paesotti che in città. Punto.
Ripeto : prima di commentare va conosciuta la realtà . Nessuno dice di non rispettare le disposizioni, anzi, ma semplicemente che se ci fosse stata una regolamentazione corretta "da sempre" probabilmente i 2 cimiteri a quest' ora non sarebbero stati chiusi !! Vuoi un esempio ? Ci sono più lapidi con date risalenti agli anni 50 !!! ... e altre addirittura che non si sa ... Le cose non sempre sono come si crede. Il punto è : come mai si è arrivati a questa situazione ?
6 commenti
Mio caro direttore lei parla di Napoleone quasi con disprezzo, ma lo sa che a quel tempo si seppellivano i morti nelle cantine, nei cortili improvvisati cimiteri e cunicoli cittadini vari? Comunque la legge è uguale per tutti ed i cimiteri debbono adeguarsi, come adeguarsi debbono i vivi che come è ben noto beneficano delle tombe di più che i titolari delle sepolture, oramai passati veramente a miglior vita....
Penso che "dove sta za za" prima di scrivere dovrebbe documentarsi perchè molto spesso le disuguaglianze sono dovute proprio al fatto di non sapere come stanno realmente le cose. Giusto quanto scritto dalle lettrici e pieno appoggio a quanto risposto dal direttore.
Volete stare vicino alla vostra terra natale e ai vostri (ex) cari?
La soluzione è facile, basta farsi cremare.
O sperate di resuscitare dopo 3 giorni?
Il fatto è, caro "la soluzione" che nemmeno da cremati lasciano stare nello stesso cimitero . Come per "dove sta za za" , prima di commentare bisogna conoscere la realtà ... non distorcerla con commenti privi di logica e irrispettosi.
Per MOZAC: Le disposizioni per la sepoltura soprattutto in cassa sono molto severe per motivi sanitari ed è giusto che sia così. C'è gente che vuol far seppellire ossa in uno spazio previsto per una cassa svariate salme prima dei tempi previsti dai regolamenti e pensano che sia un loro diritto. Con le urne cinerarie è una cosa diversa, la commistione dei due metodi di sepoltura è difficoltosa e sottostà alle regole ferree della sepoltura in cassa. Sia nei paesotti che in città. Punto.
Ripeto : prima di commentare va conosciuta la realtà . Nessuno dice di non rispettare le disposizioni, anzi, ma semplicemente che se ci fosse stata una regolamentazione corretta "da sempre" probabilmente i 2 cimiteri a quest' ora non sarebbero stati chiusi !! Vuoi un esempio ? Ci sono più lapidi con date risalenti agli anni 50 !!! ... e altre addirittura che non si sa ... Le cose non sempre sono come si crede. Il punto è : come mai si è arrivati a questa situazione ?