Giorno della Memoria e vittime dei comunisti

Ho partecipato con entusiasmo due anni fa al treno della Memoria assieme ad una moltitudine di giovani e con loro ho vissuto momenti entusiasti di partecipazione, nonostante i luoghi dell'orrore visitati. Mi sono però chiesto e l'ho anche scritto come mai lo stesso giorno non si ricordino allo stesso modo anche gli orrori dello stalinismo.
È questo un grave lutto per la democrazia e la libertà.
IL 27 gennaio 1945 l'Armata Rossa entrò ad Auschwitz. E nell' anno 2000 il governo italiano ha riconosciuto il 27 gennaio come «Giornata della memoria» per ricordare le vittime dei campi di concentramento dei nazisti e fascisti. Ma non si sa perché (forse per rimozione, ipocrisia, malinteso) i giornali italiani l'hanno considerata solo in relazione alla Shoah, la strage degli ebrei, dimenticando quella degli handicappati fisici e mentali, oppositori politici, prigionieri di guerra, rastrellati, antifascisti, partigiani, comunisti, socialisti, anarchici, zingari e altri... (Senza contare i 26 milioni di cittadini sovietici uccisi dai soldati hitleriani, dei quali i primi 10 milioni solo per il fatto che Stalin credeva che l'alleanza strategica con Hitler fosse definitiva, mentre Trotsky, Serge e i suoi stessi servizi segreti, nonché il resto del mondo pensante gli dicevano il contrario.
Poi non dimentichere i 20 milioni di cittadini delle Repubbliche dell'Urss sterminati nel Gulag in condizioni di vita schiavistiche, in condizioni disumane, fra torture e tormenti, privi di qualsiasi diritto civile (direi umano). Poi non dimenticherei le stragi dei polacchi durante l'invasione nazi-sovietica, tra le quali certamente spiccano i circa 20.000 di Katyn che ancora gridano la loro disperazione a un mondo che non vuole intendere. Poi denuncerei il fatto che senza il patto tra Hitler e Stalin la Seconda guerra mondiale non sarebbe nemmeno cominciata (e quindi non sarebbero morti nemmeno i venti milioni di cittadini sovietici). Poi concluderei con lo sterminio di tutti i comunisti, anarchici e rivoluzionari degni del nome, in Russia, in Europa e nel resto del mondo, operato dallo stalinismo e dai suoi infami assassini, tra i quali in prima fila Togliatti. Alcuni di questi sicari furono anche italiani e parteciparono con gusto sadico allo sterminio di un'intera generazioni di comunisti rivoluzionari: in Italia (Gramsci non lo dovettero uccidere solo perché lo lasciarono morire in carcere, nel più totale silenzio durato un decennio e in abbandono), nella guerra civile spagnola, in Messico e via dicendo. Il nazifascismo non ha fatto nemmeno un millesimo rispetto allo stalinismo in quanto a eliminazione dei comunisti (a parte quei militanti comunisti tedeschi che Stalin consegnò loro dopo il patto con Hitler). Come durata nel tempo e numero di vittime lo stalinismo ha battuto sotto tutti i punti di vista i crimini del nazismo. Se poi andiamo a guardare all'atrocità dei sistemi con cui entrambi eliminarono milioni di persone, lo stalinismo appare certamente più brutale e meno «scientifico» del nazismo.
Da molto tempo (decenni) considero immorale piangere per le vittime del nazismo senza ricordare gli stermini ben più grandi (e politicamente più gravi, più disastrosi per i destini del movimento operaio) compiuti dallo stalinismo. I nostri nonni comunisti potevano forse non sapere, ma gli attuali nostalgici dello stalinismo sanno, i libri che potrebbero aprirci gli occhi sono decine se non centinaia.(" I racconti di Kolyma, il grande terrore ecc.) Il fatto che ormai almeno dalla seconda metà degli anni '60 si sappia tutto (anche se ora mano a mano si va scoprendo l'estensione inimmaginabile del crimine), ci rende moralmente corresponsabili del più grande crimine contro l'umanità che sia stato mai compiuto. Un crimine dal quale il movimento operaio non si riprenderà mai o almeno finché non avrà pronunciato una sua inequivocabile condanna di massa dello stalinismo.
I 335 assassinati delle Fosse Ardeatine (in realtà 336) sono una goccia paragonata a Katyn, al Gulag, allo sterminio delle popolazioni sovietiche (a partire dall'Ucraina degli anni '30, per arrivare ai Tartari di Crimea).
Antonio Marchi

La risposta del Direttore

Troppo a lungo i morti e le vittime dei totalitarismi sono state pesate in maniera diversa, a seconda della convenienza politica. Così è stato per tanto tempo in Italia con gli uccisi nelle foibe, negati perché non si voleva ammettere che fu una pulizia etnica e politica compiuta dai comunisti titini. Così è stato per le vittime del «Triangolo della morte», a Bologna Ferrara Modena Reggio Emilia da parte dei partigiani comunisti italiani all'indomani della fine della guerra, dove furono compiuti orribili massacri e omicidi politici, che per lo più erano rese dei conti, anche personali, o «di classe». Così è stato anche per eccidi di partigiani da parte di altri partigiani (come a Porzus per la brigata Osoppo), eliminati in questo caso dalla Brigata Garibaldi di fede comunista perché gli altri di convinzioni cattoliche o laico-socialiste.
Sono innumerevoli le «cancellazioni» della memoria. Quella che si celebra oggi dovrebbe essere una vera Giornata della memoria e comprendere tutti: giustamente i sei milioni di ebrei trucidati dai nazisti nel più grande genocidio della storia, ma anche le vittime degli altri genocidi come gli armeni massacrati dai turchi, o i cento milioni di vittime del comunismo, che ancora oggi si cerca di nascondere o ignorare.

p.giovanetti@ladige.it

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12 commenti

Non é mia intenzione fare polemiche e a scanso di ogni fraintendimento premetto che sono del parere che non
esistono vittime "più vittime" dei vari genocidi dei
regimi totalitari siano essi comunisti o fascisti,
inoltre il numero delle vittime non é qualificante
dell'orrore che é pari, ma mi inquieta il fatto che
ogni 27 gennaio ci sia qualcuno che anziché "ricordare"
disquisisce sulla Shoah lamentandosi del tardivo riconoscimento
delle vittime dei regimi comunisti.

In base a quali dati si possa affermare che il comunismo ha causato 100 milioni di morti, mi sfugge del tutto. Poi, paragonare le foibe alla shoa è francamente da dementi, non solo per le dimensioni assolutamente non paragonabili, ma anche per il loro significato: la shoa è stata lo sterminio programmato di un intero popolo, priva di alcuna motivazione accettabile; le foibe sono state una risposta, sia pure crudele, di Tito all'infame occupazione nazifascista della Jugoslavia.

Pazzescooooooooo !!!!!!!! Ma che succede ? L' ADIGE CHE FA FINALMENTE AMMENDA DOPO DECENNI DI OSCURANTISMO ?
Eureka ! VI FA ONORE, ERA ORA. Il tremendo Olocausto è una goccia di acqua nel mare dei crimini comunisti, proprio a livello di dimensioni. In Siberia non c' erano i reticolati, te ne stavi seminudo tra la neve, e la prima città era a trecento chilometri di steppa ghiacciata.

In Cambogia, nel triennio 1975-1978, la percentuale di vittime innocenti da parte del Comunismo raggiunse una proporzione mai conosciuta prima nella storia dell'intera umanità.
Complessivamente le vittime furono, in circa tre anni, vicine ai 3 milioni, su 7 milioni di abitanti che annoverava il Paese.In Cina... il comunismo ha causato la perdita, dal 1949 al 1958, di cinquanta milioni di vite umane... Inoltre 30 milioni di contadini furono inviati in campo di concentramento.

Stalin ha fatto morire 8 milioni di ucraini per fame, dieci milioni in Russia negli inverni senza cibo, e nei gulag ne ha spediti 20 milioni(con i kulaki giustiziati nelle campagne).
In Cina Mao ha ucciso 30 milioni di civili. I morti degli eserciti durante la guerra civile ammontano a 5 milioni (stime molto prudenti).Già siamo a 75 milioni, più quelli in Cambogia, Africa, Cuba, Corea, ecc, ne hanno sterminati circa 150 milioni.

caro Giovanetti, sicuramente anche Lei non è esente da critiche, sicuramente si può dissentire su più di un punto, ma "per fortuna che Giovanetti c'è", soprattutto se ci viene alla mente qualche suo collega di cui è superfluo far i nomi.

commento impeccabile e impeccabilmente moderato

Le vittime e le tremende sofferenze sono da ricordare e da condannare,sia che siano state causate dalle terribili ideologie naziste,comuniste o fasciste.La cosa grave è che in Italia molti proclamano ancora orgogliosamente di essere stati e di essere ancora comunisti e vorrebbero farci provare ancora certe catastrofiche e umanamente brutali esperienze di democrazia rossa.

Se qualcuno aveva dei dubbi sul fatto che l'Italia è un paese fondato sull'anticomunismo (fascista o cattolico fa poca differenza) questi commenti ne danno una conferma inconfutabile.

Per fortuna! Sicuramente meglio che l'Italia sia e sia stata fondata sull' anticomunismo piuttosto che sul comunismo,magari quello reale,visti i risultati.

il mio commento è quello di ieri.

Fascisti,comunisti,partigiani, criminali vari... Chi stava o sta dalla parte della canna o della punta della lama e' comunque vittima .....innocente. Finiamola con ste memorie e ricordi tragici. Cerchiamo di vivere al meglio il presente!

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