Sono padre di tre figli, il più piccolo frequenta la seconda elementare della scuola Solteri di Trento e quando gli ho chiesto cosa desiderasse per Natale, candidamente mi ha risposto «Poter giocare con tutti i miei compagni di classe» e allora il mio ricordo è andato a quando per me il momento più bello della scuola era il giocare tutti assieme durante l'intervallo. Ho sempre chiesto ai miei figli di non disturbare durante la lezione perché dopo hanno tutto il tempo di parlare e giocare insieme in cortile. Purtroppo nella sua classe non è possibile. La classe è composta da 18 alunni e le sono assegnate 10 maestre: - la maestra di italiano-supplente della supplente - la maestra di matematica-supplente - la maestra di religione-supplente - la maestra di sostegno-supplente - assistente educatore-supplente - la maestra di tedesco e le maestre per le attività opzionali del venerdì pomeriggio, senza contare tutti gli insegnanti (esperti) che si occupano durante l'anno scolastico di seguire i progetti - la maestra per la pausa lunga dalle 12.00 alle 14.00 del lunedì e giovedì e la maestra per la pausa lunga dalle 12.00 alle 14.00 del martedì e mercoledì. Durante la «pausa lunga» accade che i bambini della classe vengono suddivisi in gruppi di 4 o 5 (questo per consentire alle insegnanti di creare, insieme ai bimbi delle altre classi, dei gruppi di 25 alunni) e vengono assegnati a più insegnanti che occupano spazi diversi e ben separati all'interno del cortile. Succede quindi che i compagni non possono giocare insieme durante la ricreazione. È questa l'integrazione di cui tanto parliamo? Ci sono tra l'altro nella classe sei bambini stranieri che beneficerebbero ancora di più della possibilità di trascorrere il loro tempo mensa e il loro tempo gioco con tutti i loro compagni di classe. Sicuramente questo tipo di organizzazione interna avrà qualcosa di positivo che ora non comprendo; spero che qualcuno me lo spieghi.
Renzo Perini
La scuola Solteri di Trento è lo spaccato più evidente della «nuova» società trentina, come si è venuta a creare soprattutto in certi quartieri ad alto tasso di immigrazione, non solo straniera. Così abbiamo in una scuola un elevato numero di bambini immigrati, ma anche una quota rilevante di portatori di handicap, dovuto forse al fatto che le vicine case Itea giustamente privilegiano le famiglie con disabili rispetto alle altre. Fatto sta che la scuola Solteri è l'istituto con il più alto numero di insegnanti di sostegno tra le scuole di Trento. È la scuola che ha - se non la più alta - una delle più alte percentuali di stranieri, e quindi di insegnanti mediatori linguistici. In più si aggiunge un'impostazione organizzativa che, al fine di garantire per esempio due ore in più di scuola il venerdì pomeriggio (gradite dai genitori lavoratori), spezza le classi in gruppi. Morale: è vero che molti di questi bambini in prima o in seconda Elementare hanno dieci insegnanti di riferimento, che neanche alle Superiori si hanno. Se poi teniamo presente l'altissimo turn over degli insegnanti, come evidenziato dalla lettera, che porta ad avere in classe supplenti e supplenti di supplenti, una riflessione approfondita va fatta sull'impatto che tutta questa girandola di insegnanti ha sui bambini e sull'insegnamento. La parola ora agli insegnanti e ai responsabili della scuola.
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