Donatori, midollo e lentezze inspiegabili

Caro direttore, mia figlia Alice, appena compiuti i diciotto anni, ha deciso di diventare donatrice di sangue, e di iscriversi al registro dei donatori di midollo osseo. Devo dire che ho apprezzato molto queste sue scelte, e dopo poco tempo dalla presentazione della domanda è stata convocata per la visita di idoneità presso l'Unità di raccolta di Cavalese dove ha potuto, in seguito, effettuare la sua prima donazione di sangue.


Così non è stato, purtroppo, per l'iscrizione al registro dei donatori di midollo osseo, infatti a fronte di una magnifica solerzia da parte dei volontari dell'Admo, che hanno provveduto immediatamente ad inoltrare la sua richiesta presso la banca del sangue di Trento, le è stato comunicato che la convocazione per la tipizzazione, sarebbe avvenuta non prima di 6/12 mesi !!!
Ora, la domanda nasce spontanea: ma allora c'è poi così tanto bisogno di donatori? Sicuramente sì. È necessario che ci siano volontari che  dedicano il loro tempo a propagandare il dono del midollo osseo cercando di allargare la base  donazionale, vista la compatibilità di 1:100.000, cercando di coinvolgere soprattutto i giovani? Certo, ne siamo convinti.


Ma se poi si verifica, per qualche motivo, che le cose si «arenano», che la procedura ha un intoppo, eventualità che non voglio nemmeno pensare dipenda dalla volontà di qualcuno,  questo non può aver altro effetto che la disincentivazione alla propaganda e di conseguenza all' iscrizione. In una provincia come la nostra dove il volontariato, è considerato, a ragione, un fiore all'occhiello, e dove le istituzioni sono pronte più che da altre parti a sostenere la miriade di attività che vedono coinvolte decine di migliaia di cittadini, mi «suona» un po' strano che si possano verificare tali situazioni.


Certo ci si può rispondere che l'iscrizione si può fare altrove, che comunque la banca dati è mondiale ecc. ecc., ma non tutti hanno l' occasione di recarsi in un'altra sede per la tipizzazione, e comunque è evidente che qualcosa non va per il verso giusto nella sede di Trento, e crediamo che qualcosa si debba fare per rendere più efficiente un servizio di così grande importanza non solo per le nostre comunità. Nel  frattempo mia figlia ha fatto una telefonata all'ospedale di Bolzano dove le hanno confermato che si sarebbe potuta presentare di lì a pochi giorni per la tipizzazione... tutto risolto??
Alice e Clerio Bertoluzza  - Tesero

La risposta del Direttore

Diventare donatori di sangue e di midollo osseo è un atto di generosità e di altruismo, che dà concretezza agli ideali di solidarietà di cui spesso si parla soltanto. Dovrebbe essere quindi interesse primo di chi ha il compito di promuovere e diffondere sempre più tale pratica, specie fra i giovani, quello di incoraggiare e incentivare la donazione. La storia che qui viene raccontata tristemente mostra indifferenza e lungaggini burocratiche anche in quella che dovrebbe essere la strada più celere, la donazione agli altri. Lasciamo ai protagonisti di questa vicenda rispondere e dare spiegazioni. Anche per non lasciare nei giovani, che credono ancora nel volontariato e nella donazione disinteressata di sè, l'amaro in bocca di accorgersi che l'indifferenza, male della nostra società, è arrivata anche qui.
 p.giovanetti@ladige.it

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