Egregio direttore, sono tempi bui questi che stanno attraversando l'Europa, l'Italia, il Trentino e la nostra amata Val di Non. Il termine «crisi» è all'ordine del giorno e in tempi di magra come questi ridurre gli sprechi è assolutamente di vitale importanza.
La Comunità della Val di Non è composta da ben 38 comuni: Amblar, Bresimo, Brez, Cagnò, Campodenno, Castelfondo, Cavareno, Cis, Cles, Cloz, Coredo, Cunevo, Dambel, Denno, Don, Flavon, Fondo, Livo, Malosco, Nanno, Revò, Romallo, Romeno, Ronzone,Ruffrè, Rumo, Sanzeno, Sarnonico, Sfruz, Smarano, Sporminore, Taio, Tassullo, Terres, Ton, Tres, Tuenno, Vervò. La popolazione della valle si riassume in circa 38.500 anime; da qui sorge spontanea una serie di interrogativi: è davvero necessario un comune ogni mille abitanti? O si tratta di una cospicua somma di spese inutili?
Detto e ribadito che molto spesso non si tratta di un comune ogni 1000 abitanti, ma anche di centri che arrivano poco sopra i 200, ridurre il numero dei comuni è considerata da molti un'idea assurda. Qual è il problema? La disposizione geografica dei paesi e quindi l'insormontabile distanza di cinque chilometri che giustifica l'esistenza di «baby-municipi» che portano però a «non baby-spese». In realtà l'ostacolo più grande all'accorpamento di più comuni sono vecchie tradizioni di campanilismo, che nonostante i tempi moderni sono ancora lontane dall'essere superate. Accorpare i comuni non significa eliminare i paesi, malgrado ciò sembra che sia prediletto l'«onore» del singolo villaggetto al benessere generale che si otterrebbe con una riduzione delle spese, come per esempio la riduzione del ticket per le spese sanitarie e il miglioramento qualitativo dei servizi. Effettuando una ragionevole riduzione di municipi si potrebbe arrivare a una ripartizione che vedrebbe 17 comuni invece di 38, mantenendo quindi tutti i centri maggiori e conservando un'amministrazione ben ripartita e vicina a tutti i paesi della valle: Per ridurre gli sprechi e uscire dalla crisi partiamo da noi stessi.
Giulia Branz - Studentessa del quarto anno del Liceo Classico di Cles
La risposta del Direttore
L'esempio della val di Non è emblematico, ma vale anche per tutte le altre vallate del Trentino. Rendere i Comuni più forti, unendoli fra loro, e assegnandogli maggiori competenze, è la vera riforma istituzionale che va fatta in Trentino. Oggi gli sprechi, i doppioni e le risorse buttate per la presenza di tantissimi comuni mignon per paesini piccolissimi sono un lusso che non possiamo più permetterci. Non solo perché non vi sono risorse, ma anche per dimostrare che l'Autonomia non è un privilegio e un pozzo di soldi senza fondo, che ci consente di spendere a destra e a manca senza criterio, come spesso si crede con dei buoni motivi nel resto d'Italia.
I comuni piccoli potrebbero benissimo dare vita a Comuni di valle, permettendo anche l'eliminazione delle inutili e costose Comunità di valle, altro privilegio che non possiamo certo più permetterci, rivendicando un quinto livello istituzionale quando nel resto d'Italia si toglieranno anche le Province. Per i servizi a gestione sovracomunale bastano dei semplici consorzi fra comuni, senza tante presidenze, assessorati, sedi costose, assemblee pletoriche, eccetera, eccetera. La legge sulle Comunità di valle è stata una mancanza di coraggio per non scontentare piccoli potentati locali e riceverne benefici in termini di consenso, ma è una legge che pagheremo cara, anche perché ci verrà imputata continuamente (e a ragione) come esempio di spreco dalle altre regioni d'Italia. L'autonomia si difende sapendo rinunciare a certi privilegi, come la moltiplicazione delle istituzioni e delle poltrone. Non solo gridando «al lupo, al lupo», che risulta oltre che inutile dannoso, quando le critiche sono motivate.
Brava Giulia, diciott'anni e idee così chiare! Mario Monti, nella conferenza stampa di fine anno,ha detto che dobbiamo cercare di ridurre gli sprechi euro per euro; tu individui un ambito enorme nel quale si può intervenire. Il referendum per abrogare le Comunità di Valle è un'opportunità ghiotta per noi trentini di mandare un messaggio chiaro ai poltici. Facciamo crescere questa consapevolezza tra la gente, leggiamo, parliamone, scriviamo lettere, usiamo facebook, schieramoci!
2 commenti
allora qualcosa di giusto lo sta facendo la Lega tentando di abrogare le comunita di valle.
Brava Giulia, diciott'anni e idee così chiare! Mario Monti, nella conferenza stampa di fine anno,ha detto che dobbiamo cercare di ridurre gli sprechi euro per euro; tu individui un ambito enorme nel quale si può intervenire. Il referendum per abrogare le Comunità di Valle è un'opportunità ghiotta per noi trentini di mandare un messaggio chiaro ai poltici. Facciamo crescere questa consapevolezza tra la gente, leggiamo, parliamone, scriviamo lettere, usiamo facebook, schieramoci!