Caro direttore, vorrei segnalare un problema che sto avendo con la Rai. Il 17 settembre 2007 è purtroppo morta mia mamma, vedova e unica persona abitante nel suo appartamento. Svolgo tutte le incombenze di rito, fra le quali la comunicazione e la consegna all'ufficio clienti della Rai di Trento del certificato di morte. In data 20 febbraio 2009, un anno e cinque mesi dopo, l'agenzia delle entrate mi scrive per conto della Rai stessa, comunicandomi che la chiusura dell'abbonamento sarebbe stata valida solo dal 1 gennaio di quest'anno (2009), e che l'erede, cioè io, sono tenuto al pagamento della quota 2008. Mi chiedo e chiedo a voi se ho la possibilità di farmi restituire dal fantasma che evidentemente ha guardato la tv in una casa deserta in questo anno e mezzo i 108,18 euro che devo sborsare per un servizio mai goduto. E se magari il fantasma, in quanto fantasma anziano, può godere anche del contributo statale previsto per acquistare il decoder digitale terrestre. Pagherò, ovviamente e tristemente, come sempre succede in questo paese in cui è praticamente impossibile far valere i propri diritti più elementari, per evitare di finire nelle grinfie di qualche agenzia di recupero crediti alla quale sarebbe senz'altro segnalata la mia insolvenza. È triste rubare i soldi di tasca ai cittadini in questo modo. Grazie.
Il pagamento del canone Rai è già in sé un furto legalizzato, dato che siamo obbligati a pagarlo come cittadini anche se non guardiamo i programmi della televisione di Stato. In più la Rai trasmette programmi infarciti e tagliuzzati dalla pubblicità come qualsiasi altra tv, al pari di Mediaset, per esempio, che non beneficia di canone. Come se non bastasse, si aggiunge l'inasprimento che da qualche tempo la Rai ha introdotto sotto forma di vere e proprie vessazioni, di cui la lettera di Flavio Modena è prova. Ora bisogna sapere che il Trentino Alto Adige è tra le regioni d'Italia dove più alta è la percentuale di pagamento del canone. Nonostante questo, assistiamo a situazioni di autentico latrocinio come quella descritta nella lettera, che non tengono in alcun conto la realtà delle cose. Stupisce che la Lega Nord, partito che per anni - quando era all'opposizione - ha fatto campagne virulente per l'abolizione del canone Rai, ora che è al governo taccia completamente su questo tema. Si vede che anche per la Lega ora va bene così.
fatico a stabilire se sia peggiore la lettera inviata da RAI o la risposta di p.giovanetti, a mala pena degna di un discorso da bar sport..io comunque non pagherei.
Beh, lasciando perdere le polemiche se sia giusto o sbagliato pagare il canone, nel caso specifico il ragionamento non fa una piega: hai ereditato l'appartamento con dentro il televisore? Ergo paghi. Ricordo che si paga un abbonamento per casa a disposizione, se c'è un televisore.Per caso non hai pagato l'ici su questo appartamento? E il contatore della luce/gas e le spese di condominio e il fisso del telefono e l'irpef e le tasse sui rifiuti e l'acqua e.... ce ne sono centinaia di cosa da pagare anche se non ne usufruisci!Vedi che alla fine ti fanno già un favore a non fartelo pagare dal 2009, anzi ti consiglio di informarti perché secondo me hanno disdetto quello a nome della signora defunta e verranno a battere cassa da te direttamente, quindi vedi di togliere il televisore dall'appartamento, altrimenti ti affibiano pure una bella multa.
Il canone RAI, o canone possesso apparati atti a ricevere le emissioni radiotelevisive, non serve solo a "mantenere", gli impianti, gli operatori degli studi e i vari "artisti" che vi lavorano, ma sopratutto a tenere a galla i "panzoni" dirigenziali, tipo consiglio di amministrazione e "codazzo" al seguito. Per i programmi trasmessi non c'è problema: tanta "spazzatura culturale" viene riciclata buttandola sotto il "tappeto" dei cervelli della plebe tele-dipendente. A favore della RAI posso solo dire che in essa lavorano persone capaci ma che purtroppo subdolo che parecchie di queste "perle" dell'informazione siano "disperse" o finiscano vittime di "angherie gerarchiche" e tutto ciò va a discapito dell'utenza: il cittadino e utente pagante. Per fortuna vi sono programmi via satellite, o su qualche emittente locale, che permettono di sentire il "coro dell'informazione" da un' altra angolazione. P.S.: nei bollettini di pagamento pervenuti a cavallo di Capodanno le istruzioni sono scritte in "cinese" e in "arabo". Forse che gli italiani non ci capiscono più niente quando leggono le istruzioni in "latino"?
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fatico a stabilire se sia peggiore la lettera inviata da RAI o la risposta di p.giovanetti, a mala pena degna di un discorso da bar sport..io comunque non pagherei.
Beh, lasciando perdere le polemiche se sia giusto o sbagliato pagare il canone, nel caso specifico il ragionamento non fa una piega: hai ereditato l'appartamento con dentro il televisore? Ergo paghi. Ricordo che si paga un abbonamento per casa a disposizione, se c'è un televisore.Per caso non hai pagato l'ici su questo appartamento? E il contatore della luce/gas e le spese di condominio e il fisso del telefono e l'irpef e le tasse sui rifiuti e l'acqua e.... ce ne sono centinaia di cosa da pagare anche se non ne usufruisci!Vedi che alla fine ti fanno già un favore a non fartelo pagare dal 2009, anzi ti consiglio di informarti perché secondo me hanno disdetto quello a nome della signora defunta e verranno a battere cassa da te direttamente, quindi vedi di togliere il televisore dall'appartamento, altrimenti ti affibiano pure una bella multa.
Il canone RAI, o canone possesso apparati atti a ricevere le emissioni radiotelevisive, non serve solo a "mantenere", gli impianti, gli operatori degli studi e i vari "artisti" che vi lavorano, ma sopratutto a tenere a galla i "panzoni" dirigenziali, tipo consiglio di amministrazione e "codazzo" al seguito. Per i programmi trasmessi non c'è problema: tanta "spazzatura culturale" viene riciclata buttandola sotto il "tappeto" dei cervelli della plebe tele-dipendente. A favore della RAI posso solo dire che in essa lavorano persone capaci ma che purtroppo subdolo che parecchie di queste "perle" dell'informazione siano "disperse" o finiscano vittime di "angherie gerarchiche" e tutto ciò va a discapito dell'utenza: il cittadino e utente pagante. Per fortuna vi sono programmi via satellite, o su qualche emittente locale, che permettono di sentire il "coro dell'informazione" da un' altra angolazione. P.S.: nei bollettini di pagamento pervenuti a cavallo di Capodanno le istruzioni sono scritte in "cinese" e in "arabo". Forse che gli italiani non ci capiscono più niente quando leggono le istruzioni in "latino"?