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Pergine Festival, che successo

raddoppiati gli spettatori

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Un’edizione davvero da record quella appena conclusasi per il 44° Pergine Festival, che dal 28 giugno al 13 luglio ha raddoppiato le presenze in città rispetto all’anno scorso per tutti gli eventi in calendario.
Se infatti nel 2018 si è calcolato un afflusso di circa 7.000 persone, quest’anno la cifra raddoppia, arrivando a 14.000.
Erano 16 gli eventi tra spettacoli, performance e installazioni, 9 tra concerti e dj set in piazza Fruet di generi musicali diversi, che spaziano dall’elettronica al rock, dal jazz al revival; un trekking urbano accessibile anche a un pubblico con disabilità; 7 attività collaterali, fra cui la quarta edizione di Pergine Arte Giovane in cui sono state selezionati dieci artisti locali under 30 che hanno potuto realizzare le loro opere.
A questi numeri si aggiungono quelli di «Datti una mossa!», il torneo di dama vivente che ha visto la partecipazione di 8 associazioni del territorio per un totale di 104 giocatori figuranti, oltre a quelli di «Amour», lo spettacolo partecipativo di Dynamis che ha portato in scena 15 attori amatoriali autoctoni e di «Calcinculo» di Babilonia Teatri, che ha visto la partecipazione di una trentina tra coristi del Coro Castel Pergine del Coro Highlight e gli alpini del gruppo di Castagnè, oltre che di una decina di cani di Pergine accompagnati dai loro padroni.
I biglietti venduti sono stati circa 2.000, con diversi sold out: il tutto esaurito, con la presenza di 400 persone al Teatro Comunale, si è registrato per «Viaggio al termine della notte» di Elio Germano (intervistato in esclusiva da l’Adige il giorno dello spettacolo) e Teho Teardo che hanno interpretato il capolavoro letterario di Céline. Ma sono stati sold out anche «Oh, little man» del giovanissimo Giovanni Ortoleva, l’anteprima di «Atto di adorazione» del regista romano Dante Antonelli ispirato alle opere di Yukio Mishima e quella di «La Scimmia», il lavoro di Giuliana Musso in una riscrittura di Franz Kafka.
«Siamo davvero molto soddisfatti dei risultati che abbiamo ottenuto -spiega la direttrice artistica Carla Esperanza Tommasini - e vedere una grande partecipazione del pubblico, respirare un clima positivo in città, fare del Festival un luogo di incontro in cui artisti, la comunità locale, spettatori, operatori e appassionati si ritrovano è un motivo di grande orgoglio. La comunità e le sue connessioni globali era filo rosso che guidava il Festival ed è stato anche ciò che si è concretamente realizzato: questo non può che rappresentare per il Festival il raggiungimento di un obiettivo importante».
Importante dunque anche la ricaduta per la stessa città che da 44 anni ospita quest’evento: si può dire proprio che la cultura in questo caso crea economia, oltre a richiamare artisti di fama internazionale e pubblico da tutta la provincia e non solo. E questo fin dagli esordi, quando Pergine Festival era ancora «Pergine Spettacolo Aperto». Una manifestazione che, anno dopo anno, cerca di rafforzare sempre più il legame con il territorio che lo ospita.

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