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Gioia Libardoni: da Levico

ad Hollywood nel grande cinema

La nostra intervista all'attrice e film - maker trentina

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John Travolta, Tom Hanks. Sarah Jessica Parker, Forest Whitaker ma anche gli italiani Raul Bova Rocco Papaleo, Checco Zalone e Michele Riondino. Sono questi alcuni dei protagonisti del cinema italiano ed internazionale con cui ha lavorato l'attrice trentina Gioia Libardoni protagonista dell'incontro di ieri pomeriggio alla Biblioteca comunale di Trento. Un appuntamento coordinato dall'Ufficio emigrazione della Pat, inserito all'interno del progetto "Capitali trentini - Trentino Global Network" dedicato ai trentini che hanno scelto di lasciare la propria terra per cercare fortuna all'estero. E' questo il caso di Gioia Libardoni, trentina di Levico Terme, oggi negli Stati Uniti, dove vive a Los Angeles e che ha trovato fortuna a Hollywood nella duplice veste di attrice e film - maker.

Libardoni, come ha preso forma la sua avventura negli Stati Uniti?

"Il primo approccio ha avuto come base l'Italia. Ho iniziato a lavorare dal nostro Paese ad una serie di pellicole americane iniziando da "Tutte le strade portano a Roma" con Sarah Jessica Parker, Claudia Cardinale e Raul Bova. Quindi mi sono costruita in Italia i crediti, il curriculum, per poter ottenere il visto per lavorare negli States dove ho iniziato una collaborazione con una casa di produzione americana e tre anni fa mi sono trasferita a Los Angeles".

A Trento ha presentato in anteprima anche il trailer del film "Finding Steve Mcqueen".

"Abbiamo girato questo film ad Atlanta in Georgia con Travis Fimmel ed il premio Oscar Forest Whitacker. Una pellicola sulla più grande rapina mai avvenuta negli Usa a danno dell'allora presidente Richard Nixon in un caveau dove teneva nascosti fondi neri. In questo film ho recitato, nel ruolo di un'italiana in vacanza in California negli anni '70 e ho lavorato anche alla produzione".

Quanto è stato difficile farsi strada ad Hollywood, la mecca del cinema, anche in un momento particolare come quello legato al Mee Too?

"E' difficilissimo, come lo è in realtà anche in Italia, trovare una porta che si apre. A Los Angeles lo è ancor di più anche per i problemi legati al fatto che io non sono madrelingua e per una competizione spesso davvero spietata. Il Mee Too è stato una fortuna anche perché io, così come molte altre donne impegnate nel mondo del cinema, valuto questo movimento come una vera e propria protezione".

Lei è sia attrice che film - maker: quale dei due ruoli la diverte di più?

"Recitare è sicuramente più bello. Del ruolo di filmaker non mi trovo molto a mio agio nel lato finanziario della produzione mentre mi piace quello creativo, legato alla selezione delle storie e delle scenegiatture".

Nel suo percorso ha già incontrato diversi big del cinema a stelle e strisce: chi l'ha colpita di più in questi anni?

"Senza esitazioni Tom Hanks. A Hollywood si dice che Tom Hanks sia il re del cinema e Meryl Streep sia la regina e io sono d'accordo. Lui ha un carisma unico, speciale, mi ha stregata".

Prima di Hollywood anche tante fiction e film in Italia fra cui "Cado dalle nubi" il debutto alla regia di Checco Zalone.

"Ho avuto la fortuna di essere scelta per il suo primo esperimento al cinema. Per Zalone il set era una novità e abbiamo vissuto una splendida avventura. Checco ha la grande capacità di capire gli italiani ma anche di dare voce alla persone buone che hanno poco coraggio di parlare".

A cosa sta lavorando per il 2019? "Il mio nuovo progetto, legato ad una storia da me presentata, è il thriller "State od Consciousness" ambientato tra Arizona, Texas e Guatemala. Anche in questo caso mi muovo nel doppio ruolo di attrice e film-maker".

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