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Haydn, una stagione speciale

per preparare i 60 anni

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La stagione sinfonica 2019-2020 dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento si profila con  appuntamenti del massimo interesse; l’anno prossimo cadrà il 60° anniversario della costituzione dell’orchestra regionale e il responsabile della programmazione artistica Daniele Spini, che abbiamo intervistato, ha scelto quale epigrafe una frase dal Doktor Faustus di Ferruccio Busoni: «Solo chi guarda avanti ha lo sguardo lieto».

L’anno prossimo l’orchestra compirà 60 anni, un’età ragguardevole. Secondo lei come li porta?

Li porta benissimo. Nei dieci anni trascorsi dal 50° abbiamo ampliato la produzione e rafforzato sia il radicamento in regione sia il nostro prestigio. Portiamo la musica dappertutto, non propriamente sulla vetta di ogni montagna ma in tutte le valli, capillarmente. Se l’appartenenza a questa regione è la nostra ragione di vita, non per questo rimaniamo chiusi; la stagione è la nostra punta di diamante, ma i nostri appuntamenti al di fuori di essa sono molto più numerosi. Sono in crescita anche le uscite fuori regione, l’orchestra esce moltissimo: siamo stati a Pisa per Anima Mundi, a Milano, a Monaco, al Maggio Musicale Fiorentino. Ci aspetta una tournée in Giappone e nell’arco di un anno saremo di nuovo a Pisa, a Erlangen (in ottobre, con la Messa in Si minore di Bach), a Milano e Como in novembre, a Monaco in febbraio, a Ferrara in marzo e a Mantova in aprile. In queste occasioni teniamo molto al nostro impegno di ambasciatori della cultura del Trentino Südtirol, poiché a casa nostra teniamo molto a interagire con realtà quali Province e Comuni, i conservatori e le scuole, con manifestazioni come Transart.

Sarà una stagione speciale, data la ricorrenza?

Cerchiamo di rendere speciali tutte le stagioni; non ci riposiamo sugli allori (ai quali peraltro teniamo moltissimo) ma proponiamo sempre il nuovo. In preparazione del compleanno dell’orchestra abbiamo commissionato quattro nuovi brani a compositori di un certo interesse, uno dei quali, quello di Mauro Cardi, reinterpreta la Sinfonia 104 di Haydn. Gli altri sono il doppio concerto per violoncello, pianoforte e orchestra di Arturo Fuentes (del quale l’orchestra ha già eseguito un’opera), “The off-line side” di Andrea Mattevi, mentre un quarto, quello di Fabio Cifariello Ciardi, svolgerà un’investigazione sull’interpretare le parole attraverso gli strumenti (e saranno parole di Barack Obama). Siamo sempre attenti a eventuali segnalazioni di giovani compositori da parte dei conservatori, quest’anno quello di Trento ci ha indicato Andrea Mattevi. Nella stagione 2020-2021 una quinta partitura saluterà l’anniversario vero e proprio (il 2 novembre 2020), quella di Matteo Franceschini (Leone d’argento a Venezia) che ha voluto rielaborare il Requiem di Mozart, la pagina che aprì la stagione 1960-1961.

A questi compositori è stato dato un tema preciso oppure lavorano liberamente?

Lavorano in libertà, ma rientrano nel progetto legato all’anniversario e intitolato “Haydn 60 e oltre”. Le partiture che rivisitano capolavori del classicismo partecipano anche al progetto “Classici di oggi” della Siae.

Tra direttori e solisti si notano nomi affermati, addirittura celebri, oltre a qualche giovane il cui nome è per quasi tutti ancora sconosciuto. Quali sono i criteri delle sue scelte?

Soprattutto l’idea di una scelta equilibrata. La presenza di certi nomi determina una continuità, una garanzia di qualità sempre alta, a cominciare da Volmer, poi Axelrod, Dantone, Mariotti, direttore che amiamo in particolar modo e che ci dedica due concerti, oltre ai solisti Alexey Stadler, Boris Brovtsyn e Jean-Efflam Bavouzet, che apprezzano la direzione di Volmer e che ben volentieri ritornano. Vi sono poi artisti che già conosciamo ma che non hanno ancora lavorato nella stagione, come Ariel Zuckerman, Timothy Redmond, Felix Bender. Scommettiamo con convinzione sui giovani virtuosi Kristóf Baráti, Varvara Nepomnyashchaya, Francesco Dillon ed Emanuele Torquati.

Si profila un’altra ricorrenza di rilievo: il 250° della nascita di Beethoven. La programmazione ne tiene conto?

Beethoven fa parte del nostro repertorio consolidato. Per noi è solo un’occasione per ripetere che un’orchestra che si rispetti le sue nove sinfonie le deve dare tutte; personalmente ritengo immorale che una persona arrivi ai trent’anni d’età senza conoscere le sinfonie di Beethoven, integralmente. Se nella stagione corrente abbiamo programmato le quattro dispari (n. 1, 3, 5 e 7), la prossima proporremo quelle pari, riservando la Nona per la stagione 2020-2021.


 

LA STAGIONE

La nuova stagione dell’Orchestra Haydn si inaugurerà il prossimo 15 ottobre a Bolzano e il 16 ottobre a Trento. È la 60ª Stagione sinfonica. Sotto la direzione del direttore principale, l’estone Arvo Volmer, sarà eseguito il Concerto per violoncello e orchestra di Antonín Dvorák e la Sinfonia n. 2 di Johannes Brahms. Solista il giovane russo Alexey Stadler. Arvo Volmer sarà sul podio della Haydn in altri tre occasioni, il 22 e 23 ottobre con solista Boris Brovtsyn, il 31 marzo e l’1 aprile con solista Kristóf Baráti e il 12 e 13 maggio, con solista Jean-Efflam Bavouzet.

Il 2 novembre del 1960 l’Orchestra Haydn iniziò la sua attività concertistica con il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, pagina che riprenderà nel 2020, anno della ricorrenza. Ci saranno anche quattro composizioni nuove commissionate dalla Haydn a Mauro Cardi, Fabio Cifariello Ciardi e Andrea Mattevi. Il nuovo cartellone vedrà ospite anche l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano che il 3 e 4 marzo 2020 si presenterà a Bolzano e Trento sotto la direzione del sassofonista Federico Mondelci con un originale Omaggio a Fellini su musiche di Nino Rota. Ampio lo spazio dedicato al repertorio classico e romantico. L’attenzione si concentrerà sul catalogo sinfonico beethoveniano, di cui nel prossimo anno si festeggerà il 250° anniversario della nascita. Abbonamenti già in vendita alle biglietterie del Teatro Comunale di Bolzano e dell’Auditorium di Trento.

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